<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
    <channel>
        <title>Leasenews</title>
        <link>https://leasenews.it</link>
        <description>Leasenews è la prima rivista online dedicata al mondo del lease</description>
        <atom:link href="https://leasenews.it/rss" rel="self" type="application/rss+xml" />
        <image>
            <url>https://leasenews.it/themes/leasenews/assets/img/logo.png</url>
            <title>Leasenews</title>
            <link>https://leasenews.it</link>
         </image>
                <item>
            <title>Consob: nuove regole su emittenti, mercati e parti correlate</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/consob-nuove-regole-su-emittenti-mercati-e-parti-correlate</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/consob-nuove-regole-su-emittenti-mercati-e-parti-correlate</guid>
            <pubDate>Thu, 28 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Delibera Consob n. 23979 del 14 maggio 2026, che introduce un nuovo pacchetto di modifiche ai regolamenti in materia di emittenti, mercati e operazioni con parti correlate (OPC). L’intervento si inserisce nel percorso di attuazione del Listing Act europeo e nel coordinamento con la Legge Capitali, con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti, ridurre gli oneri amministrativi e rafforzare la competitività del mercato dei capitali italiano. 
1. Internal dealing: soglia elevata a 50.000 euro
La Consob innalza da 20.000 a 50.000 euro la soglia per gli obblighi di comunicazione delle operazioni di internal dealing ai sensi dell’art. 19 MAR. La misura:


riduce gli oneri amministrativi per emittenti e persone rilevanti;


concentra l’attenzione del mercato sulle operazioni più significative;


si allinea agli orientamenti di altri Paesi UE (Francia, Germania, Danimarca). 


2. Prospetti e offerte pubbliche: ampia semplificazione
La delibera introduce un set di modifiche rilevanti per la disciplina dei prospetti e delle offerte pubbliche.
Eliminazione del deposito post‑approvazione
Viene eliminato l’obbligo di deposito presso Consob dei prospetti equity e non‑equity dopo l’approvazione. La decorrenza è anticipata al 15 giugno 2026, rispetto alla tempistica inizialmente prevista.
Soppressione di obblighi informativi per i collocatori
È abrogato l’obbligo, previsto dall’art. 13, comma 3, del Regolamento Emittenti, relativo alle verifiche sulla regolarità delle operazioni di collocamento e ai dati sulle accettazioni per singolo collocatore. Restano invece invariati gli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei risultati dell’offerta (comma 2).
Semplificazione delle modalità di adesione
Non è più necessario predisporre un modulo di adesione dedicato: il prospetto potrà indicare modalità alternative, purché siano garantiti gli obblighi informativi verso gli investitori.
Rafforzamento del prefiling
Il prefiling viene ampliato: emittenti e offerenti possono sottoporre alla Consob anche questioni relative alla tempistica del procedimento di approvazione, oltre ai contenuti del prospetto. 
3. Regime linguistico: estensione dell’uso dell’inglese
La delibera estende l’utilizzo della lingua inglese ai documenti di esenzione relativi a:


offerte pubbliche;


ammissioni alle negoziazioni esentate dall’obbligo di prospetto;


operazioni di fusione, scissione, OPS;


offerte secondarie di titoli fungibili;


assegnazioni di azioni a dipendenti o azionisti.


La misura è coerente con il nuovo quadro europeo introdotto dal Listing Act e favorisce l’accesso degli operatori internazionali al mercato italiano. 
4. Coordinamento con la Legge Capitali
Le modifiche riguardano anche il Regolamento Mercati e il Regolamento OPC, per allineare la normativa secondaria alle innovazioni introdotte dalla legge n. 21/2024. L’obiettivo è garantire un quadro regolamentare coerente, semplificato e competitivo. 
5. Obiettivi complessivi della riforma
Il pacchetto di interventi contribuisce a:


razionalizzare il quadro regolamentare;


ridurre gli oneri per emittenti, intermediari e operatori;


rafforzare la trasparenza e la tutela degli investitori;


aumentare l’attrattività del mercato dei capitali italiano;


favorire l’allineamento con le migliori pratiche europee.


Entrata in vigore
Il provvedimento entra in vigore il 10 giugno 2026, salvo:


le disposizioni su deposito e pubblicazione del prospetto e del supplemento per le offerte di quote o azioni di OICR chiusi, applicabili dal 15 giugno 2026.


Provvedimento</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Auto elettriche: oltre 78mila punti di ricarica in Italia</title>
            <link>https://leasenews.it/news/mercato/auto-elettriche-oltre-78mila-punti-di-ricarica-in-italia</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/mercato/auto-elettriche-oltre-78mila-punti-di-ricarica-in-italia</guid>
            <pubDate>Thu, 28 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Nuovo deciso passo avanti per la rete italiana delle colonnine per auto elettriche.
Secondo il monitoraggio trimestrale di Motus-E, al 31 marzo sono 78.253 i punti di ricarica a uso pubblico installati nella Penisola, in aumento di 12.261 unità nei 12 mesi e di 5.206 unità solo dall’inizio dell’anno.
Insieme alle colonnine totali continua a crescere la quota delle installazioni ad alta e altissima potenza: il 64% dei punti di ricarica posati negli ultimi 12 mesi è di tipo veloce e ultraveloce, a fronte del 50% di share registrato da questo tipo di infrastrutture l’anno precedente.
Parallelamente, diminuisce ancora il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori ma in attesa di connessione alla rete, che scendono al 12,9% dal 14,9% della media del 2025. Un passo avanti importante, che tuttavia non può mettere in secondo piano l’urgenza di snellire le procedure autorizzative e di intervenire sui tempi di collegamento da parte dei distributori locali.
I punti di ricarica sulle autostrade raggiungono intanto quota 1.461 unità (dai 942 del marzo 2024 e i 559 del marzo 2023), di cui l’87% è di tipo veloce in corrente continua e il 61% supera i 150 kW di potenza. Oggi la metà delle aree di servizio autostradali è dotata di postazioni per la ricarica, ma occorre una netta accelerazione sui bandi di gara da parte dei concessionari in grave ritardo nel processo di infrastrutturazione. Una dilatazione dei tempi incomprensibile, che ha impedito all’Italia di centrare gli obiettivi previsti dal Regolamento europeo AFIR (raggiunti al 90%), con il rischio che venga aperta una procedura di infrazione ai danni dell’Italia.
A livello territoriale, la Lombardia continua a dominare la classifica delle Regioni con più punti di ricarica a uso pubblico (17.143 punti, +3.837 negli ultimi 12 mesi), seguita dal Piemonte (7.574 punti, +1.223 nei 12 mesi), Veneto (7.413 punti, +1.382 nei 12 mesi), Lazio (6.985 punti, +945 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (6.366, +1.141 nei 12 mesi).
“Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo, tutto italiano, nell’adozione dei veicoli elettrici, a fronte di un mercato europeo in forte espansione, e dalle note criticità autorizzative e regolatorie”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, “gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese. Un processo per il quale non è più rinviabile un reale coordinamento tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti”.
“In quest’ottica”, aggiunge Pressi, “attendiamo un segnale da parte del presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, per rilanciare la collaborazione con le amministrazioni locali su temi chiave quali l’armonizzazione del permitting, la tutela degli stalli dalla sosta abusiva e la salvaguardia delle infrastrutture, troppo spesso esposte a danneggiamenti e furti”.
Il presidente di Motus-E ricorda infine i punti chiave sollevati dall’associazione nel paper “Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese”, che vanno dall’allineamento ai grandi Paesi europei dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori alla semplificazione delle procedure di connessione alla rete, passando per l’applicazione della direttiva RED III, l’accelerazione sui bandi per le reti autostradali, concessioni di suolo più lunghe e centralizzazione della governance e della pianificazione infrastrutturale...continua a leggere</description>
            <category>Mercato</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Revisione incentivi: ok al Dlgs con osservazioni</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/revisione-incentivi-ok-al-dlgs-con-osservazioni</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/revisione-incentivi-ok-al-dlgs-con-osservazioni</guid>
            <pubDate>Wed, 27 May 2026 14:30:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Governo ha approvato il decreto legislativo n. 394/2026, attuativo della delega per la revisione organica del sistema degli incentivi alle imprese. Il provvedimento interviene in modo strutturale sull’architettura delle agevolazioni nazionali, con l’obiettivo di renderle più efficienti, trasparenti, coordinate e orientate ai risultati.
Al decreto sono state formulate osservazioni che evidenziano aspetti critici e richieste di integrazione che il Governo è invitato a considerare nella versione definitiva del decreto legislativo. I temi riguardano coordinamento istituzionale, governance del Fondo per la crescita sostenibile, sostegno alle PMI, transizione verde e digitale, accesso al credito, internazionalizzazione e semplificazione amministrativa.
Il decreto rappresenta uno dei pilastri della riforma della politica industriale, con impatti diretti su imprese, amministrazioni centrali e soggetti gestori.
Il Dlgs 394 mira a:


semplificare il quadro degli incentivi attraverso la razionalizzazione delle misure esistenti;


ridurre la frammentazione tra strumenti, bandi e soggetti attuatori;


rafforzare la valutazione ex ante ed ex post delle agevolazioni;


orientare gli incentivi a produttività, innovazione e transizione digitale‑energetica;


migliorare la trasparenza e l’accessibilità per imprese e professionisti.


Le principali novità introdotte
1. Catalogo nazionale degli incentivi
Viene istituito un Catalogo unico, aggiornato e interoperabile, che raccoglie tutte le misure agevolative nazionali, con informazioni standardizzate su:


finalità;


beneficiari;


intensità di aiuto;


criteri di selezione;


risultati attesi.


2. Modello unico di domanda
Il decreto introduce un modello standard di presentazione delle domande, riducendo oneri amministrativi e tempi di istruttoria.
3. Valutazione basata su indicatori di impatto
Le misure dovranno essere progettate e monitorate secondo:


indicatori di performance;


obiettivi misurabili;


criteri di efficacia e addizionalità.


4. Coordinamento tra amministrazioni
Il provvedimento rafforza il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel coordinamento strategico, con:


linee guida comuni;


piattaforme digitali integrate;


monitoraggio centralizzato.


5. Maggiore trasparenza e accessibilità
Il decreto prevede:


pubblicazione dei dati sugli incentivi erogati;


dashboard pubbliche;


strumenti di consultazione per imprese e consulenti.


Il nuovo sistema comporta:


processi più rapidi e uniformi per la presentazione delle domande;


maggiore certezza normativa e riduzione della frammentazione;


possibilità di pianificare investimenti con strumenti più prevedibili;


un quadro agevolativo più coerente con transizione digitale, energia e innovazione.


Per i professionisti, la riforma richiede un aggiornamento delle procedure operative e dei modelli di consulenza.
Il Dlgs n. 394/2026 entrerà in vigore secondo le tempistiche previste dalla delega, con una fase transitoria per l’allineamento dei sistemi informativi e dei soggetti gestori.
Resoconto
Parere approvato</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>ANFIA: mercato vetture Europa aprile 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/anfia-mercato-vetture-europa-aprile-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/anfia-mercato-vetture-europa-aprile-2026</guid>
            <pubDate>Wed, 27 May 2026 13:50:00 +0000</pubDate>
            <description>Ad aprile 2026, il mercato auto nell&#039;Unione Europea chiude con risultati in crescita rispetto allo stesso mese del 2025, registrando un +5,1% con 972.314 immatricolazioni. Nell’Unione Europea allargata a EFTA1 e UK il mercato del mese risulta in crescita del 7,0%. Per quanto riguarda il mercato UE dei nuovi membri, la variazione ammonta a 7,9%.
Nel mese, la Germania è al primo posto nel ranking delle immatricolazioni mensili tra i major market2. Seguono, nell’ordine Italia, Regno Unito, Francia e Spagna. I major market hanno una quota pari al 69,3% del mercato totale nel mese e, complessivamente, registrano un incremento di quota pari a 0,7 punti percentuali rispetto all&#039;anno scorso.
Il Gruppo Stellantis, con circa 177mila unità unità vendute nel mese, rappresenta il 15,3% del mercato europeo allargato a EFTA e UK (-0,1 punti percentuali in meno rispetto alla quota di aprile 2025), ed è il secondo dopo il Gruppo Volkswagen, che ha invece una quota di mercato del 26,8%, mentre il Gruppo Renault è terzo, e ha una quota del 9,2% con volumi in diminuzione (-3,6%) rispetto a aprile 2025. Nel cumulato, per Stellantis, assistiamo a un incremento delle immatricolazioni rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno del 7,1%. Continua l&#039;avanzata dei brand cinesi3 che, nel cumulato, raggiungono una MS del 10,2%, 3,5 p.p. in più rispetto al primo quadrimestre del 2025.
Tra i principali mercati extra europei, nel mese di aprile risultati negativi si riscontrano in Stati Uniti, Giappone, Argentina, Canada e Turchia. Invece, risultati positivi arrivano da tuttì gli altri. I dati della Cina, anch&#039;essi negativi risalgono a marzo 2026. I numeri in dettaglio dalla slide 19.
Approfondisci sul sito dell&#039;Anfia</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Istat: industria +4,4% e servizi +4,6% a marzo 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/istat-industria-44-e-servizi-46-a-marzo-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/istat-industria-44-e-servizi-46-a-marzo-2026</guid>
            <pubDate>Wed, 27 May 2026 12:30:00 +0000</pubDate>
            <description>A marzo 2026 si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali del 2,0% in valore e dello 0,7% in volume, registrando incrementi sul mercato interno (+2,3% in valore e +1,0% in volume) e su quello estero (+1,5% in valore e +0,2% in volume). Per il settore dei servizi si stima un aumento in termini congiunturali dell’1,3% in valore e dello 0,1% in volume: il commercio all’ingrosso cresce in valore del 2,1% ed è stazionario in volume, negli altri servizi si registrano variazioni positive contenute (+0,3% in valore e +0,1% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a marzo una diminuzione congiunturale per i soli beni di consumo (-0,5%), mentre si rilevano un marcato aumento per l’energia (+23,0%) ed incrementi più contenuti per i beni intermedi (+1,7%) e per quelli strumentali (+0,7%).
Nel primo trimestre 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+1,3%) e diminuisce in volume (-0,5%). Nello stesso arco temporale, per i servizi, si rilevano incrementi dell’1,7% in valore e dello 0,1% in volume.
Su base tendenziale, a marzo 2026, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra un aumento in valore (+4,4%) ed in volume (+2,0%), sintesi di una crescita su entrambi i mercati (+4,5% in valore e +2,5% in volume sul mercato interno e +4,1% in valore e +1,2% in volume su quello estero). Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rilevano incrementi tendenziali del 4,6% in valore e dell’1,6% in volume. Variazioni positive si registrano sia nel commercio all’ingrosso (+5,8% in valore e +3,2% in volume) sia negli altri servizi (+3,2% in valore e +1,4% in volume). I giorni lavorativi di calendario nel mese di marzo 2026 sono stati 22 contro i 21 di marzo 2025.
Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una flessione per i soli beni di consumo (-1,4%), mentre si rilevano un marcato aumento per l’energia (+25,3%) ed incrementi più moderati per i beni strumentali (+5,8%) e per quelli intermedi (+4,9%).
Il commento
A marzo 2026 sia il fatturato dell’industria in senso stretto sia quello dei servizi registrano, al netto dei fattori stagionali, significativi incrementi congiunturali in valore. Tale andamento risulta tuttavia determinato soprattutto dalla crescita dei prezzi: i volumi, infatti, restano sostanzialmente stagnanti nei servizi e vedono un modesto recupero nell’industria. Un andamento simile contraddistingue il confronto in termini tendenziali, dove, al netto degli effetti di calendario, ad una vivace crescita in valore si associa una dinamica moderatamente positiva per i volumi, sia nell’industria sia nei servizi.
Approfondisci sul sito dell&#039;Istat</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Confindustria: serve responsabilità condivisa</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-serve-responsabilita-condivisa</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-serve-responsabilita-condivisa</guid>
            <pubDate>Wed, 27 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>All’assemblea annuale di Confindustria, il presidente Emanuele Orsini ha rivolto un appello diretto a politica, istituzioni e forze sociali, chiedendo un “grande atto di responsabilità” per sostenere la crescita e proteggere il sistema produttivo italiano. In platea erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, a conferma del rilievo istituzionale dell’evento.
Orsini ha sottolineato che l’Italia dispone delle condizioni per tornare a una crescita stabile del 2% annuo, ma solo a fronte di scelte “ispirate a fiducia e coraggio”. Una responsabilità condivisa che, secondo Confindustria, deve coinvolgere l’intera società: governo, Parlamento, imprese, sindacati e corpi intermedi.
Il presidente ha inoltre lanciato un avvertimento chiaro: senza uno sforzo comune, l’Italia e l’Europa rischiano di perdere una parte essenziale della propria base industriale. “In gioco – ha ricordato – ci sono il 15% del Pil e milioni di posti di lavoro”. Una prospettiva che renderebbe ancora più urgente un quadro di stabilità normativa, investimenti mirati e politiche industriali coerenti con le sfide globali.
L’intervento di Orsini si inserisce in un contesto economico caratterizzato da rallentamento della domanda, tensioni geopolitiche e transizioni tecnologiche che richiedono decisioni rapide e coordinate. Per Confindustria, solo un patto di responsabilità tra istituzioni e forze sociali può garantire competitività, occupazione e continuità industriale nel medio periodo.
Relazione</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Assimoco–BCC Iccrea: partnership prorogata al 2038</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/assimoco-bcc-iccrea-partnership-prorogata-al-2038</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/assimoco-bcc-iccrea-partnership-prorogata-al-2038</guid>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Gruppo Assimoco, assicuratore di riferimento del movimento cooperativo italiano e Società Benefit, e il Gruppo BCC Iccrea, il maggiore gruppo bancario cooperativo italiano con 111 Banche di Credito Cooperativo, hanno perfezionato l’accordo con cui Assimoco acquista un&#039;ulteriore quota del 19% del capitale di BCC Assicurazioni, portando la propria partecipazione complessiva al 70%.
L&#039;operazione si inserisce nel quadro degli accordi sottoscritti tra le parti nel 2024 ed è stata resa possibile dal raggiungimento dei target condivisi.
Il rafforzamento della presenza in BCC Assicurazioni consolida il percorso avviato nell&#039;aprile 2024, quando Assimoco ha acquisito il 51% della compagnia dedicata all&#039;offerta di prodotti di protezione nel comparto dei rami danni rivolta alle Banche di Credito Cooperativo che fanno parte del Gruppo BCC Iccrea.
Contestualmente all&#039;operazione finanziaria è stato inoltre prorogato fino al 31 dicembre 2038 l&#039;accordo distributivo tra Assimoco e Gruppo BCC Iccrea, a conferma della natura strategica, solida e di lungo periodo della partnership.
Mirella Maffei, direttrice generale di Gruppo Assimoco, commenta: “L’incremento della quota in BCC Assicurazioni rappresenta un ulteriore passo nella strategia di crescita sviluppato insieme al Gruppo BCC Iccrea. Questa operazione consolida ulteriormente il presidio di Assimoco nel comparto bancassicurativo legato al credito cooperativo e rafforza le basi per uno sviluppo sostenibile e duraturo della collaborazione.”
“Questo ulteriore accordo conferma la bontà del percorso intrapreso con il Gruppo Assimoco a beneficio dei clienti delle nostre 111 BCC, siano essi singoli individui, famiglie o PMI – ha aggiunto Mauro Pastore, Direttore Generale del Gruppo BCC Iccrea –. Il nostro obiettivo è quello di presentare al territorio un’offerta completa e competitiva, e anche grazie a questa partnership le nostre BCC potranno rimanere il punto di riferimento per le comunità da loro servite, anche nelle loro esigenze assicurative per il comparto danni”.
 </description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>CdM 175: via libera a DL Accise e riforme chiave</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/cdm-175-via-libera-a-dl-accise-e-riforme-chiave</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/cdm-175-via-libera-a-dl-accise-e-riforme-chiave</guid>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
            <description> 
Il Consiglio dei Ministri n. 175 ha approvato un pacchetto di provvedimenti di rilievo strategico in ambito fiscale, sicurezza cibernetica, giustizia tributaria e sviluppo territoriale. Le misure adottate intervengono su settori ad alta priorità per il Governo, con effetti immediati sia sul quadro regolatorio sia sull’operatività delle amministrazioni competenti. 
1. Decreto‑legge Accise
Il CdM ha approvato il nuovo DL Accise, contenente interventi urgenti in materia di imposizione sui prodotti energetici. Il provvedimento introduce:


aggiornamenti sui livelli di accisa in funzione dell’andamento dei prezzi energetici;


misure di stabilizzazione per il mercato dei carburanti;


strumenti di monitoraggio rafforzato per contrastare oscillazioni anomale dei prezzi;


disposizioni di coordinamento con le norme europee in materia di tassazione energetica.


L’obiettivo è garantire maggiore prevedibilità fiscale per imprese e consumatori, in un contesto di volatilità dei mercati energetici. 
2. Nomina del Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la nomina del nuovo Direttore dell’ACN, completando la governance dell’Agenzia e rafforzando la capacità operativa del Paese nel presidio della sicurezza cibernetica. La nomina consente:


piena continuità nella gestione delle funzioni strategiche dell’Agenzia;


accelerazione dei programmi nazionali di cyber‑resilience;


coordinamento più efficace con le istituzioni europee e con il settore privato. 


3. Schema di decreto legislativo sull’ordinamento della giurisdizione tributaria
Il CdM ha approvato il Dlgs di riordino dell’ordinamento della giurisdizione tributaria, in attuazione della riforma prevista dalla legge delega. Il testo interviene su:


struttura e funzionamento delle Corti di giustizia tributaria;


requisiti professionali dei magistrati tributari;


procedure processuali e digitalizzazione degli atti;


rafforzamento delle garanzie per contribuenti e imprese.


La riforma punta a una giustizia tributaria più efficiente, specializzata e trasparente, con tempi di definizione più rapidi e maggiore qualità delle decisioni. 
4. Programmi per l’area di Niscemi
Il Consiglio ha inoltre approvato specifici programmi di intervento per l’area di Niscemi, finalizzati a:


sostenere lo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio;


rafforzare la resilienza ambientale e la sicurezza delle aree sensibili;


promuovere iniziative di innovazione e valorizzazione produttiva;


coordinare gli investimenti con le strategie nazionali di coesione.


Le misure rientrano nel quadro degli interventi per le aree a elevata rilevanza strategica e infrastrutturale. 
Conclusioni
Il CdM n. 175 segna un passaggio rilevante su quattro fronti: fiscalità energetica, cybersicurezza nazionale, giustizia tributaria e sviluppo territoriale. I provvedimenti approvati rafforzano la capacità del sistema Paese di rispondere alle sfide economiche, tecnologiche e istituzionali, con impatti diretti su imprese, cittadini e amministrazioni.
Comunicato</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Leasing immobiliare: corso su aspetti operativi e fiscali</title>
            <link>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/leasing-immobiliare-corso-su-aspetti-operativi-e-fiscali</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/leasing-immobiliare-corso-su-aspetti-operativi-e-fiscali</guid>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L’iniziativa formativa dedicata al leasing immobiliare offre una panoramica organica e approfondita delle principali problematiche contrattuali, fiscali e gestionali che caratterizzano questa tipologia di operazione nelle sue diverse configurazioni. Il percorso è pensato per fornire strumenti immediatamente applicabili e una visione chiara delle dinamiche operative che interessano l’intero ciclo di vita del contratto.
Leasing immobiliare finito e da costruire: focus sulle due fattispecie principali
Il programma dedica particolare attenzione alle specificità operative e alle implicazioni delle due forme più diffuse:


Leasing immobiliare “finito”: caratteristiche, ambiti applicativi, profili negoziali e gestionali.


Leasing immobiliare “da costruire”: peculiarità contrattuali, gestione dei SAL, rischi operativi, aspetti fiscali e responsabilità delle parti.


L’obiettivo è fornire ai partecipanti una comprensione completa delle differenze tra le due fattispecie e delle implicazioni operative che ne derivano.
Obiettivi formativi
Il percorso è progettato per:


Approfondire le peculiarità negoziali e operative del leasing immobiliare.


Analizzare le caratteristiche del leasing immobiliare finito, con focus su struttura contrattuale e gestione del bene.


Esaminare le specificità del leasing immobiliare da costruire, evidenziando rischi, controlli e aspetti fiscali.


Destinatari


Il webinar è rivolto a tutte le funzioni coinvolte nell’attività di locazione finanziaria, in particolare:


Commerciale e Rete distributiva


Credito


Amministrazione


ICT


Funzioni di controllo di II e III livello


Area Legale


La docenza è affidata a Giuseppe Roddi (GR Consulting) e Marco Viola (Responsabile Area Contabile e Fiscale, ASSILEA).
A tutti gli iscritti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Il corso rappresenta un’opportunità per:


aggiornare le competenze su un prodotto complesso e ad alto valore strategico;


comprendere le implicazioni operative e fiscali delle diverse configurazioni contrattuali;


rafforzare la capacità di valutazione e gestione dei rischi;


migliorare la qualità dei processi interni e del supporto alla clientela.


Per maggiori informazioni e modalità d&#039;iscrizione clicca qui</description>
            <category>Formazione ed Eventi</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>MiMIT, Industria: sbloccato il DPCM per l’automotive</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/mimit-industria-sbloccato-il-dpcm-per-lautomotive</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/mimit-industria-sbloccato-il-dpcm-per-lautomotive</guid>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Via libera al DPCM ‘Automotive’, che indirizza risorse pari a 1 miliardo 343 milioni di euro destinate al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. Previsti anche incentivi mirati per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.
“Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica. Risorse specifiche per il settore, che si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, d’intesa con il Mef e gli altri ministeri concertanti, Mase e Mit.
“Al CdM di ieri abbiamo inoltre raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell’autotrasporto”, ha aggiunto il ministro Urso. “Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto già destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l’importo complessivo”.
“L’obiettivo è sostenere la transizione, con uno sforzo aggiuntivo a beneficio di un settore che si trova ad affrontare la sfida più difficile, rafforzando il ruolo dell’Italia nel cuore dell’industria europea dell’auto, mentre siamo impegnati in UE a guidare il ‘fronte delle riforme’, con la revisione del Regolamento CO2 sulle auto e con l’Industrial Accelerator Act, che introduce finalmente il principio del Made in Europe”.
In particolare, con questo DPCM, oltre il 70% delle risorse sarà destinato ad Accordi per l’innovazione, rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo, nuovo strumento più compatibile con gli investimenti delle PMI dell’automotive.
“Un piano strutturale - aggiunge Urso - che avrà l’obiettivo di sostenere la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie più avanzate per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri”. “È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale”, ha aggiunto il ministro.
 </description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Leasing: novità DL Fiscale</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/leasing-novita-dl-fiscale</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/leasing-novita-dl-fiscale</guid>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il DL Fiscale, ora approvato in via definitiva, introduce un insieme di misure che incidono direttamente sul settore del leasing, in particolare per quanto riguarda imposizione locale, regimi fiscali applicabili ai beni finanziati e coordinamento tra leasing e noleggio.
Le novità confermano l’esigenza di un quadro normativo più chiaro e uniforme, soprattutto in relazione ai rapporti con le amministrazioni provinciali e agli obblighi dichiarativi delle società di leasing.
Il provvedimento stabilizza la disciplina sull’IPT per i veicoli in leasing, mantenendo l’impostazione che aveva generato preoccupazioni tra gli operatori.
La norma:


attribuisce alle Province la possibilità di applicare l’IPT sulla base della residenza dell’utilizzatore;


crea un potenziale disallineamento rispetto ai principi di neutralità e certezza del diritto;


rischia di aumentare il contenzioso tra società di leasing e amministrazioni locali.


Le associazioni di settore, in particolare quelle attive nella mobilità finanziata, avevano evidenziato come la disposizione potesse generare oneri amministrativi aggiuntivi e difficoltà operative nella gestione dei flussi informativi.
Il decreto interviene anche sul rapporto tra leasing e noleggio, confermando un impianto normativo che distingue in modo netto le due operazioni, soprattutto ai fini fiscali e dichiarativi.
Per il leasing:


resta centrale la proprietà del bene in capo alla società di leasing, elemento che determina obblighi fiscali e responsabilità;


vengono confermati gli adempimenti relativi alla tracciabilità dei flussi e alla corretta imputazione dei tributi;


si rafforza la necessità di coordinamento con gli utilizzatori per evitare errori dichiarativi.


Per il noleggio, invece, il DL Fiscale consolida un regime più vicino alla logica del servizio, con minori implicazioni patrimoniali ma con obblighi informativi più stringenti.
L’approvazione definitiva del DL Fiscale comporta per gli operatori del leasing una serie di adeguamenti:


revisione dei processi amministrativi legati all’IPT;


aggiornamento dei sistemi informativi per gestire correttamente la residenza dell’utilizzatore;


rafforzamento dei controlli interni per evitare contestazioni da parte delle Province;


maggiore coordinamento con clienti, dealer e intermediari per la corretta gestione documentale.


Questi impatti si sommano alle esigenze di compliance già presenti in ambito IFRS 16, IFRS 9 e monitoraggio dei rischi operativi.
L’approvazione definitiva del DL Fiscale segna un passaggio importante per il settore del leasing. Il decreto:


conferma un impianto normativo più complesso;


introduce obblighi operativi aggiuntivi;


richiede un rafforzamento dei presidi amministrativi e di compliance;


impone un dialogo più strutturato con gli enti territoriali.


Per gli operatori, la priorità sarà ora aggiornare processi, sistemi e procedure per garantire piena conformità e ridurre il rischio di contenzioso.</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>BCE: le decisioni del Consiglio direttivo di maggio</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/bce-le-decisioni-del-consiglio-direttivo-di-maggio</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/bce-le-decisioni-del-consiglio-direttivo-di-maggio</guid>
            <pubDate>Mon, 25 May 2026 14:59:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), riunitosi nel mese di maggio 2026, ha adottato una serie di decisioni riguardanti la politica monetaria dell’area dell’euro, con l’obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi e sostenere condizioni finanziarie coerenti con il ritorno dell’inflazione verso il target del 2%.
Il Consiglio direttivo ha confermato che le decisioni future continueranno a seguire un approccio dipendente dai dati e riunione per riunione, senza preimpostare un percorso dei tassi. L’analisi ha evidenziato un rallentamento dell’inflazione core e un graduale allentamento delle pressioni salariali, pur in un contesto di crescita moderata.
Tassi di interesse di riferimento


Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali: mantenuto invariato.


Tasso sui depositi presso la banca centrale: confermato al livello precedente, ritenuto coerente con l’orientamento restrittivo necessario.


Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale: anch’esso invariato.


La BCE ha ribadito che i tassi rimarranno su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario per riportare l’inflazione al target.
Programmi di acquisto di attività


APP – Asset Purchase Programme: prosegue la politica di non reinvestimento dei titoli in scadenza.


PEPP – Pandemic Emergency Purchase Programme: confermata la riduzione graduale del portafoglio nel corso dell’anno, in linea con le comunicazioni precedenti.


Il Consiglio direttivo ha sottolineato che il PEPP continuerà a essere utilizzato in modo flessibile per contrastare eventuali tensioni nei mercati finanziari dell’area euro.
La BCE ha confermato il progressivo ritiro delle misure straordinarie introdotte negli anni precedenti, mantenendo tuttavia la disponibilità a intervenire tramite operazioni mirate di rifinanziamento qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.
Il Consiglio direttivo ha rilevato:


un’inflazione complessiva in ulteriore rallentamento;


un miglioramento delle aspettative di inflazione a medio termine;


una crescita economica moderata ma stabile;


un mercato del lavoro ancora resiliente.


Le proiezioni aggiornate indicano un ritorno dell’inflazione verso il 2% nel corso del 2026, pur con rischi bilanciati tra fattori geopolitici, dinamiche salariali e condizioni finanziarie globali.
 Comunicato</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>L&#039;ONU aggiorna la lista delle sanzioni antiterrorismo</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/lonu-aggiorna-la-lista-delle-sanzioni-antiterrorismo</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/lonu-aggiorna-la-lista-delle-sanzioni-antiterrorismo</guid>
            <pubDate>Mon, 25 May 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha modificato l&#039;elenco di persone, gruppi, imprese ed entità soggetti a sanzioni finanziarie mirate ai sensi della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1267 (1999) e risoluzioni collegate.
Il relativo comunicato stampa è consultabile, per pronta informativa, al seguente link del sito del Consiglio di Sicurezza ONU: United Nations Security Council | 1267 Sanction Committee | Press releases.
I soggetti la cui designazione è stata revocata saranno eliminati dalla lista consolidata disponibile al seguente link: United Nations Security Council Consolidated List
Si fa presente che questo comunicato ha la funzione di agevolare la conoscenza e la rapida applicazione delle misure finanziarie internazionali; la mancata o tardiva pubblicazione dei comunicati lascia inalterata la responsabilità dei destinatari degli obblighi previsti dal d.lgs. 109/2007 in ordine alla puntuale e corretta applicazione dei relativi adempimenti.
Per informazioni generali sugli obblighi che discendono dall&#039;adozione di misure restrittive volte a contrastare il finanziamento del terrorismo si rinvia alla pagina di questo sito specificamente dedicata al tema: UIF - Comunicazioni sanzioni finanziarie (bancaditalia.it)</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Italia‑India: asse sui minerali critici e scambi a 20 mld</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/italiaindia-asse-sui-minerali-critici-e-scambi-a-20-mld</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/italiaindia-asse-sui-minerali-critici-e-scambi-a-20-mld</guid>
            <pubDate>Mon, 25 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Italia e India consolidano la loro partnership strategica nel settore dei minerali critici, elemento chiave per le filiere industriali europee e per la transizione energetica. L’intesa si inserisce nel quadro del crescente interesse europeo verso forniture sicure e diversificate di materiali essenziali per batterie, semiconduttori e tecnologie green.
Un asse strategico per sicurezza energetica e industriale
La cooperazione tra i due Paesi punta a:


rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti;


sviluppare progetti congiunti di estrazione, raffinazione e riciclo;


favorire investimenti industriali e tecnologici;


ampliare la collaborazione su ricerca e innovazione.


L’India, con un ruolo crescente nelle catene globali del valore, diventa un partner strategico per l’Europa nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Scambi commerciali verso quota 20 miliardi
L’obiettivo condiviso è portare gli scambi bilaterali a 20 miliardi di euro, grazie a:


nuovi accordi industriali;


maggiore integrazione delle filiere produttive;


cooperazione su energia, difesa, digitale e infrastrutture;


ampliamento delle opportunità per imprese italiane nei settori high‑tech.


Per approfondire: scambi Italia‑India.
Opportunità per imprese italiane
Il rafforzamento dell’asse apre spazi significativi per:


aziende attive nella transizione energetica;


produttori di tecnologie per batterie e mobilità elettrica;


imprese della meccanica avanzata e dell’automazione;


operatori della logistica e delle infrastrutture.


La cooperazione sui minerali critici diventa così un volano per nuovi investimenti e partnership industriali.
Una relazione bilaterale in espansione
L’intesa conferma la volontà di Italia e India di costruire un rapporto più strutturato, orientato a:


resilienza delle catene di fornitura;


autonomia strategica;


crescita degli scambi e degli investimenti;


collaborazione su tecnologie emergenti.


 
Comunicato Mimit</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>GU: Pubblicato DPCM contributo entità significativa</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/gu-pubblicato-dpcm-contributo-entita-significativa</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/gu-pubblicato-dpcm-contributo-entita-significativa</guid>
            <pubDate>Thu, 21 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 marzo 2026, n. 84 introduce il primo quadro regolamentare organico per la definizione e la verifica dei contributi di entità significativa a carico dello Stato, in attuazione dell’art. 1, commi 857 e 858, della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).
Il provvedimento risponde all’esigenza di rafforzare la trasparenza e il controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche, estendendo e uniformando le attività di verifica già previste per alcune categorie di enti e organismi finanziati dallo Stato. 
Finalità del regolamento
Il DPCM definisce in modo puntuale cosa debba intendersi per contributo di entità significativa, concetto necessario per attivare gli obblighi di controllo previsti dalla legge.
L’obiettivo è duplice:


assicurare che i contributi statali siano utilizzati in coerenza con le finalità per cui sono stati concessi;


verificare che tali risorse abbiano effettivamente generato i progetti, le attività o gli interventi programmati. 


Obblighi per collegi di revisione e collegi sindacali
Il decreto attribuisce un ruolo centrale agli organi di controllo delle società, enti, organismi e fondazioni che ricevono contributi rilevanti.
Essi devono:


svolgere specifiche attività di verifica sull’utilizzo dei contributi;


accertare la coerenza tra risorse ricevute e finalità previste;


valutare l’effettiva realizzazione dei progetti finanziati.


Queste attività diventano parte integrante delle funzioni di vigilanza e controllo, ampliando il perimetro delle responsabilità dei revisori. 
Trasmissione della relazione al MEF
Gli organi di controllo sono tenuti a trasmettere al MEF – Ragioneria Generale dello Stato una relazione annuale contenente gli esiti delle verifiche effettuate.


Scadenza: entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di erogazione del contributo.


Contenuto: risultanze delle verifiche, eventuali criticità, valutazione della coerenza tra risorse e obiettivi.


La relazione diventa così uno strumento essenziale per il monitoraggio centralizzato dei contributi pubblici.
Per approfondire: relazione MEF. 
Modalità operative e trasmissione telematica
Il decreto prevede che, entro 90 giorni dall’entrata in vigore (4 giugno 2026), il MEF adotti un apposito atto per definire:


modalità tecniche di trasmissione telematica delle relazioni;


specifiche disposizioni applicative e operative del regolamento;


eventuali modelli standardizzati per uniformare la rendicontazione.


Questo passaggio è cruciale per garantire omogeneità, tracciabilità e tempestività nei flussi informativi.
Per approfondire: modalità telematiche MEF. 
Implicazioni per enti e organismi beneficiari
Il nuovo quadro regolamentare comporta:


maggiore responsabilità amministrativo‑contabile;


necessità di rafforzare i sistemi interni di monitoraggio e rendicontazione;


maggiore attenzione alla documentazione probatoria relativa ai progetti finanziati;


un rapporto più strutturato con gli organi di controllo.


 Provvedimento</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Webinar formativo: evoluzioni recenti dei principi IAS/IFRS</title>
            <link>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/webinar-formativo-evoluzioni-recenti-dei-principi-iasifrs</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/webinar-formativo-evoluzioni-recenti-dei-principi-iasifrs</guid>
            <pubDate>Thu, 21 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L’evoluzione dei principi contabili internazionali sta entrando in una fase decisiva. Le iniziative promosse dallo IASB stanno infatti ridisegnando il quadro di riferimento per la redazione del bilancio, con effetti diretti su processi amministrativi, disclosure e strumenti di reporting direzionale.
Il nuovo IFRS 18, già pubblicato, introduce un approccio più strutturato alla presentazione delle performance, mentre altri progetti – come la revisione dell’IFRS 16, dell’IFRS 9 e dell’IFRS 7 – sono in fase avanzata di completamento e promettono cambiamenti significativi.
Per supportare gli operatori nell’interpretazione e nell’applicazione delle novità, l’iniziativa formativa propone un quadro chiaro, aggiornato e orientato alla pratica.
Obiettivi del webinar


Consultazione Banca d’Italia — Condividere gli elementi di novità relativi alla consultazione sul bilancio delle finanziarie ai sensi del nuovo IFRS 18, con focus su struttura, criteri di classificazione e impatti sulla reportistica.


Riforma IFRS 16 — Valutare lo stato di avanzamento del progetto di revisione alla luce dei riscontri della Post Implementation Review, con particolare attenzione alle implicazioni per leasing e noleggio.


Riforma IFRS 9 — Analizzare le novità in materia di Risk Mitigation Accounting e le logiche di Dynamic Risk Management, sempre più centrali nella gestione integrata dei rischi finanziari. 


Destinatari
Il webinar è pensato per:


responsabili amministrativi


addetti alla predisposizione del bilancio


professionisti che utilizzano le informazioni di bilancio per generare reportistica direzionale e supportare i processi decisionali


A tutti gli iscritti verrà rilasciato un attestato di partecipazione, utile per la formazione continua e per la valorizzazione delle competenze professionali. 
Perché partecipare
L’iniziativa offre una visione completa e operativa delle principali novità contabili in arrivo, consentendo ai partecipanti di:


anticipare gli impatti organizzativi


aggiornare i modelli di bilancio


migliorare la qualità dell’informativa


rafforzare il dialogo con revisori, organi di controllo e direzione


La docenza è affidata al Dott. Andrea Cappelli (Partner - Amministratore Unico, AEM SOLUTIONS)
Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione
Maggiori informazioni e modalità d&#039;iscrizione</description>
            <category>Formazione ed Eventi</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Mimit: al via &#039;Investimenti sostenibili 4.0&#039; bando da 448mln</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/mimit-al-via-investimenti-sostenibili-40-bando-da-448mln</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/mimit-al-via-investimenti-sostenibili-40-bando-da-448mln</guid>
            <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:45:00 +0000</pubDate>
            <description>Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha adottato il decreto che dà attuazione a un nuovo bando di &#039;Investimenti sostenibili 4.0&#039;, l’intervento a sostegno dei programmi innovativi, sostenibili e a elevato contenuto tecnologico, in linea con il piano Transizione 4.0. 
Il provvedimento è finalizzato a rafforzare la crescita green e la competitività delle micro, piccole e medie imprese operanti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, attraverso risorse finanziarie pari a 448 milioni di euro, di cui una quota del 25% riservata alle micro imprese e pmi. 
Di questi, circa 216 milioni provengono dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 e circa 224 milioni dalla restituzione delle rate di finanziamenti agevolati di diversi programmi operativi nazionali attivati tra il 2007 e il 2020. Ulteriori risorse, anche di provenienza europea, potranno aggiungersi alla dotazione iniziale qualora dovessero rendersi disponibili.
Le agevolazioni saranno concesse ai programmi d’investimento proposti dalle PMI che utilizzano tecnologie abilitanti volte a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell&#039;azienda, tra queste: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, IoT e industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics, intelligenza artificiale, blockchain. 
In continuità con il precedente bando, saranno maggiormente valorizzati, attraverso specifici criteri di valutazione, i programmi caratterizzati da elevata sostenibilità e capaci di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea: progetti orientati all’economia circolare, interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica e l’innovazione nei processi produttivi. 
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, opere murarie, (nel limite del 40% del totale dei costi), programmi informatici e licenze, certificazioni ambientali ed, entro limiti definiti, spese per servizi di consulenza specialistica ed energetica. 
Le spese previste dovranno essere comprese tra 750mila euro e 5 milioni di euro. I lavori dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e completati entro 18 mesi. 
Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura a sportello nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e potranno coprire fino al 75% delle spese, di cui il 35% nella forma del contributo a fondo perduto (contributo in conto impianti) e il 40% nella forma del finanziamento agevolato, senza interessi, secondo un piano di ammortamento della durata massima di 7 anni. 
Le imprese interessate potranno presentare una sola domanda tramite la piattaforma messa a disposizione da Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del MIMIT. 
I termini e le modalità di presentazione delle istanze saranno resi disponibili con un successivo provvedimento ministeriale.
Per saperne di più

Decreto ministeriale 18 marzo 2026 - Sostegno investimenti innovativi e sostenibili di micro, piccole e medie imprese

 </description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Abi conferma Patuelli: via libera unanime al secondo mandato</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/abi-conferma-patuelli-via-libera-unanime-al-secondo-mandato</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/abi-conferma-patuelli-via-libera-unanime-al-secondo-mandato</guid>
            <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L’Associazione bancaria italiana rinnova la propria governance all’insegna della continuità. Il Comitato esecutivo dell’Abi ha infatti espresso via libera unanime alla riconferma di Antonio Patuelli alla presidenza per il prossimo biennio, ribadendo la fiducia nel percorso avviato negli ultimi anni.
La decisione arriva in una fase cruciale per il settore, caratterizzata da trasformazioni regolamentari, digitali e di mercato che richiedono una guida stabile e una rappresentanza autorevole nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee. La conferma di Patuelli è stata sostenuta in modo compatto dai principali gruppi bancari italiani e internazionali presenti nel sistema, a testimonianza di un equilibrio interno solido e di una visione condivisa sulle priorità dell’industria.
Nel nuovo mandato, l’Abi sarà chiamata a proseguire il lavoro su temi chiave quali la competitività del settore, la gestione dei rischi, l’evoluzione dei modelli di servizio, la sostenibilità e il dialogo con le autorità di vigilanza. La continuità alla guida dell’Associazione rappresenta quindi un elemento strategico per affrontare con coerenza le sfide dei prossimi anni.</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Istat: produzione nelle costruzioni, marzo 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/istat-produzione-nelle-costruzioni-marzo-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/istat-produzione-nelle-costruzioni-marzo-2026</guid>
            <pubDate>Wed, 20 May 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
            <description>A marzo 2026 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni diminuisca dello 0,7% rispetto a febbraio.
Nella media del primo trimestre del 2026 la produzione nelle costruzioni cala del 2,0% nel confronto con il trimestre precedente.
Su base tendenziale, l’indice grezzo registra a marzo 2026 un incremento del 4,4%, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario mostra una flessione dello 0,2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di marzo 2025).
Nella media del primo trimestre di quest’anno l’indice grezzo aumenta dello 0,4%, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario cresce dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il commento
A marzo 2026, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni diminuisce rispetto al mese precedente, registrando il quinto calo consecutivo e ponendosi al livello più basso da agosto 2025. Anche su base trimestrale la dinamica congiunturale risulta negativa. Un lieve calo rispetto a marzo 2025 caratterizza altresì l’indice corretto per gli effetti di calendario.
Approfondisci sul sito dell&#039;Istat</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Ddl Nucleare: valorizzazione forniture nazionali ed europee</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/ddl-nucleare-valorizzazione-forniture-nazionali-ed-europee</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/ddl-nucleare-valorizzazione-forniture-nazionali-ed-europee</guid>
            <pubDate>Wed, 20 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Le Commissioni riunite Attività Produttive e Ambiente della Camera dei Deputati hanno approvato, nell&#039;ambito dell&#039;esame del Disegno di Legge delega sul nucleare sostenibile, un emendamento volto a valorizzare le forniture nazionali ed europee nell’approvvigionamento dei componenti per la costruzione di nuovi impianti nucleari. La modifica, che ha trovato il parere favorevole del Governo e raccolto un consenso trasversale tra le forze politiche, testimonia la rilevanza strategica del tema per il sistema produttivo italiano e per il rilancio della filiera nucleare nazionale. 
La modifica apportata rafforza la sicurezza e l&#039;affidabilità delle forniture, favorendo i produttori che operano all&#039;interno di un quadro normativo comune, con standard condivisi in materia di qualità, sicurezza e tutela ambientale, nel pieno rispetto delle regole sugli appalti pubblici e sugli scambi commerciali sancite dai Trattati europei. 
Anima Confindustria, Federazione della meccanica varia e affine, esprime piena soddisfazione per questo risultato, che riconosce il valore delle filiere produttive nazionali ed europee e rappresenta un passo concreto a sostegno della competitività dell&#039;industria italiana nel contesto del ritorno al nucleare civile. 
Soddisfazione espressa anche da Marco Golinelli, vicepresidente di Anima Confindustria, che era intervenuto anche in audizione nelle stesse Commissioni nello scorso febbraio: 
«L’approvazione di questo emendamento è un segnale importante e incoraggiante, che dimostra come su temi strategici per il nostro sistema industriale sia possibile trovare una convergenza autentica al di là delle appartenenze politiche. Valorizzare le forniture nazionali ed europee significa tutelare la qualità, la sicurezza e la competitività delle nostre imprese, oltre a rafforzare il presidio industriale del Paese in un settore ad altissimo valore tecnologico come il nucleare. Ora è fondamentale non perdere slancio: auspichiamo che gli atti attuativi necessari vengano adottati con la massima celerità per permettere il prima possibile la ripartenza del nucleare italiano».</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>CSC: la guerra in Iran spinge inflazione e frena crescita</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/csc-la-guerra-in-iran-spinge-inflazione-e-frena-crescita</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/csc-la-guerra-in-iran-spinge-inflazione-e-frena-crescita</guid>
            <pubDate>Wed, 20 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Lo scenario continua a deteriorarsi. Il petrolio resta troppo caro, perché la tregua in Medio Oriente non ha riaperto Hormuz. Con il prolungarsi di tale shock, si va ampliando il suo impatto sulle economie: cresce l’inflazione anche in Italia, scende ancor più la fiducia delle famiglie e il calo si estende a quella delle imprese, rischia di bloccarsi il canale del credito. Perciò, sono a rischio frenata i consumi e i servizi, mentre l’unico driver per la produzione dell’industria restano, per ora, gli investimenti del PNNR.
Petrolio ancora caro. La chiusura dello Stretto, con transito di navi ancora ai minimi, tiene alto il prezzo del petrolio Brent: 105 dollari al barile a maggio, poco sopra i livelli di aprile (103). Si conferma che questa guerra, a differenza di quella in Ucraina, impatta meno sul prezzo del gas, che a maggio (46 euro/mwh) resta sotto il picco di marzo (53), ma su valori ben più alti rispetto a fine 2025 (28 euro).
Sale l’inflazione, atteso rialzo dei tassi. In Italia l’atteso balzo dei prezzi al consumo si è avuto in aprile (+2,7%, da +1,5% a febbraio), con quelli energetici già al +9,2% annuo, mentre finora i prezzi core rallentano (+1,7%). In Europa l’inflazione è salita prima ed è più alta (+3,0%, da +1,9%), ancor più negli USA (+3,8% da +2,4%). Mentre i tassi sovrani in Europa si sono fermati a maggio (in Italia 3,81% e +79 punti base), i mercati si aspettano che la BCE inizi a giugno a rialzare i tassi ufficiali (ora al 2,00%).
Investimenti: possibile frenata. Gli investimenti, inclusi quelli in fabbricati non residenziali, sono ancora sostenuti in avvio di 2026 dal PNRR. Tuttavia, i dati congiunturali evidenziano un indebolimento nei due mesi di guerra: nel 1° trimestre sono calate le richieste di credito da parte delle imprese per finanziare investimenti, a causa dello scenario avverso e sebbene il tasso pagato finora non sia salito (3,38% a marzo); in aprile, si è ridotta ancor più la fiducia delle imprese che producono beni strumentali.
Fiducia in calo, rischi per i consumi. Nel 1° trimestre gli occupati sono aumentati di +0,1%, sostenendo poco il reddito reale, minacciato dai prezzi. A marzo le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,8%, con contributo positivo di alimentari e non; in aprile resta vivace la dinamica delle immatricolazioni di auto. Tuttavia, la fiducia delle famiglie ha continuato a calare segnalando un prossimo freno ai consumi, che non sono aiutati dal cuscinetto di extra-risparmio come nel 2022.
L’industria tiene, ma peggioramento in vista. A marzo la produzione industriale ha recuperato (+0,7%), con i beni strumentali (+2,1%) al traino del PNRR e gli intermedi (+0,3%) di cui le imprese stanno facendo scorte precauzionali; ciò ha attenuato il calo nel 1° trimestre al -0,2%. Ad aprile, però, il PMI segnala una domanda più debole, confermata dal calo dei giudizi sugli ordini delle imprese, che fa peggiorare la fiducia, insieme alla riduzione delle attese di produzione dovuta alla guerra irrisolta.
Servizi a rischio stop. La crescita della spesa dei turisti stranieri in Italia (+14% tendenziale a febbraio) è a rischio col proseguire del conflitto nel Golfo. In aprile, l’S&amp;P Global PMI dei servizi è risalito (49,8 da 48,8) ma resta in area recessiva, segnalando domanda debole; inoltre, è calata la fiducia delle imprese dei servizi, che aveva retto a marzo, in particolare con una riduzione degli ordini per turismo e trasporti.
Export resiliente. Nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni italiane hanno continuato a crescere (+4,0% in valore sul 4° 2025); ha contribuito l’aumento delle vendite sia nei paesi extra-UE (+4,8%) che in quelli UE (+3,2%). A marzo, primo mese del conflitto in Iran, la crescita delle vendite si è consolidata, nonostante il crollo nel Medio Oriente (-52,5% tendenziale, da +15,2%), che per il momento è stato compensato dalla forte crescita in Svizzera (+84,6%), in Cina (+23,9%) e nei principali paesi UE.
Eurozona: industria debole, servizi in sofferenza. A marzo la produzione industriale è calata in Germania (-1,2%) e ha recuperato in Francia e Spagna (+1,0% e +2,4%); tuttavia, nel 1° trimestre in media le dinamiche restano tutte negative. Ad aprile, i PMI dei servizi scivolano tutti in zona recessiva, la fiducia e le attese di occupazione segnano un forte calo nell’Area, l’incertezza continua a salire.
Economia USA indebolita. La produzione industriale in aprile cresce (+0,7%), a un ritmo poco maggiore rispetto al 1° trimestre (+0,5%); gli indici dei direttori degli acquisti di Chicago, PMI e ISM forniscono informazioni discordanti sul manifatturiero: crolla il primo, gli altri due restano espansivi. Ma la variazione degli occupati e le richieste di sussidi di disoccupazione confermano la frenata del mercato del lavoro che, insieme al balzo dell’inflazione, ha ridotto la fiducia dei consumatori in aprile-maggio.
Non rallenta la Cina. Nel 1° trimestre il PIL è cresciuto del +5,0% annuo (+4,5% nel 4°), nonostante le tensioni legate al conflitto con l’Iran. La produzione industriale ha accelerato a +6,1% nel trimestre, trainata da manifatturiero e comparti high-tech. I segnali in aprile restano positivi: il PMI manifatturiero è salito a 52,2 (da 50,8), massimo da fine 2020, con produzione e nuovi ordini in espansione. A sostenere la crescita è soprattutto l’export, che nel 1° trimestre ha segnato un +14,7% annuo e in aprile ha mantenuto il ritmo, con un netto recupero delle vendite verso gli USA (+11,3%, da -26,5% a marzo).



PNRR: cruciale per la crescita, Italia tra i migliori
La spesa PNRR continua a consolidarsi. Lo stato di avanzamento finanziario del Piano è elevato: le procedure attivate riguardano 191 miliardi (98% della dotazione di 194,4); gli impegni finanziari raggiungono 174,5 miliardi (90%), a cui si dovranno ragionevolmente sommare 12 miliardi, su 23,8 totali, appartenenti a misure incluse in strumenti finanziari (c.d. facilities) che ad oggi non risultano ancora impegnati. La spesa già effettuata è poco più bassa, pari a 113,5 miliardi a febbraio 2026 (58%), di cui circa 9 miliardi da inizio anno; ma il monitoraggio sconta persistenti ritardi e disallineamenti nei caricamenti sulla piattaforma REGIS. Le ultime stime del CSC prevedevano a 35 miliardi la spesa nell’intero 2026: perciò, gli investimenti PNRR continuano ad essere il principale driver della crescita del PIL. Le risorse non utilizzate, o derivanti da risparmi di spesa, saranno dapprima accantonate presso la tesoreria dello Stato e poi, dopo il 30 giugno, potranno essere riallocate per finanziare nuovi interventi o per rifinanziare e riprogrammare misure esistenti, secondo priorità già definite.
2026: la fase più delicata di attuazione del PNRR. Quest’anno si concentrano la chiusura amministrativa del Piano, il completamento delle opere ancora in corso e la rendicontazione finale alla Commissione europea. Dopo le revisioni intervenute nel 2025 e nei primi mesi del 2026, il Piano è ormai entrato nella sua fase conclusiva, caratterizzata da margini temporali molto ridotti e da un forte aumento della pressione attuativa sulle amministrazioni e sui soggetti attuatori. Entro il 31 agosto dovranno infatti essere completati i 159 traguardi e obiettivi collegati alla decima rata (28,4 miliardi di euro), mentre il 30 settembre costituisce il termine ultimo per la presentazione formale delle richieste di pagamento alla Commissione.
Sul piano formale, Italia tra i paesi UE con migliore stato di avanzamento. Al 29 aprile 2026 risultano raggiunti 416 traguardi e obiettivi su 575, oltre il 72% del totale previsto, a fronte di una media del 50% per gli altri paesi beneficiari del programma UE (esclusi i più piccoli). Con il pagamento entro maggio della nona rata, ora in fase conclusiva di approvazione, le risorse incassate salirebbero a 166 miliardi di euro, oltre l’85% della dotazione complessiva del Piano (contro il 53% degli altri paesi europei). Tuttavia, la fase finale dell’attuazione appare più complessa rispetto alle precedenti, poiché riguarda soprattutto investimenti infrastrutturali e interventi caratterizzati da tempi realizzativi più lunghi e con maggiori criticità operative.
I prossimi mesi sono decisivi. I dati disponibili sul portale Italia Domani mostrano che oltre la metà dei progetti, in termini numerici, risulta formalmente conclusa; ma la quota prevalente delle risorse finanziarie del Piano resta associata a interventi ancora in corso di realizzazione. Circa il 70% delle risorse impegnate riguarda, infatti, progetti non ancora completati, segnalando come il buon esito della fase finale del Piano dipenderà soprattutto dalla capacità di trasformare gli impegni finanziari in realizzazioni effettive, entro le scadenze europee.
La Commissione UE ha rafforzato il monitoraggio in corso d’opera. Negli ultimi mesi sono aumentate le richieste di verifica preventiva sullo stato di avanzamento dei singoli traguardi e obiettivi, con un’interlocuzione continua tra istituzioni UE e amministrazioni nazionali. L’obiettivo è evitare un accumulo eccessivo di verifiche nella fase finale del 2026 e accompagnare la chiusura delle misure più complesse.
La valutazione “sostanziale” del Piano resta aperta. Iniziano a emergere le prime evidenze positive di una riduzione delle tempistiche attuative di progetti e investimenti, grazie all’impatto del PNRR. Il meccanismo basato su traguardi e obiettivi ha favorito, infatti, la capacità attuativa. Tuttavia, restano deboli gli strumenti per valutare gli outcome effettivi e gli impatti strutturali su PIL, produttività, qualità dei servizi pubblici, divari territoriali e sociali. La fase finale del Piano, quindi, sarà decisiva anche per verificare la capacità delle misure realizzate di produrre risultati duraturi in termini di crescita economica, efficienza amministrativa, riduzione dei divari nel Paese.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>BCC Iccrea: 1,6 mld sociali, 52 mln donazioni, 16 mld ESG</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/bcc-iccrea-16-mld-sociali-52-mln-donazioni-16-mld-esg</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/bcc-iccrea-16-mld-sociali-52-mln-donazioni-16-mld-esg</guid>
            <pubDate>Tue, 19 May 2026 12:45:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Gruppo BCC Iccrea presenta il documento “Il Valore di Crescere Insieme”, il report che analizza l’impatto economico e sociale generato nel 2025 sui territori serviti dal Gruppo, oggi composto da 111[1] BCC sui territori serviti.
Nel 2025 il Gruppo BCC Iccrea ha realizzato 97, 9 miliardi di crediti netti alla clientela (+4,7%[2] a/a vs +2,3%media mercato [3]). Il 48,5% dei finanziamenti lordi è destinato alle famiglie, mentre il 27,6% è destinato esclusivamente alle PMI.
In particolare, tra le erogazioni effettuate nell’anno, 6 miliardi sono stati destinati a favore di piccole e micro imprese con meno di 20 addetti.
Inoltre, l’anno passato le BCC del Gruppo hanno realizzato finanziamenti a valenza sociale per 1,6 miliardi di euro.
Nel corso del 2025, le BCC del Gruppo hanno realizzato poi oltre 25mila erogazioni liberali per 70 milioni di euro, di cui 52 milioni in beneficenza e circa 17 milioni in sponsorizzazioni, supportando importanti iniziative sul territorio che hanno spaziato dall’arte alla cultura, dallo sport alla salute, dal welfare allo sviluppo economico.
Gli investimenti sostenibili delle BCC del Gruppo, tra gestione diretta, attività di collocamento e distribuzione, si sono attestati a oltre 16 miliardi di euro.
Il Gruppo BCC Iccrea è il secondo gruppo per sportelli in Italia. Le BCC del Gruppo sono presenti in 1.674 comuni bancarizzati su 4.436 e in 398 di questi, circa il 24%, rappresentano l’unica presenza bancaria[4].
Nel corso dell’anno il Gruppo, confermando il suo contributo alla Fondazione del Credito Cooperativo “Tertio Millennio” – ETS, ha consolidato e ampliato le iniziative di educazione finanziaria, con 75 BCC attive e 560 attività, proseguendo i percorsi di divulgazione e formazione su tutto il territorio nazionale.
Note:

[1] 112 BCC al 31 dicembre 2025.


[2] Dati gestionali al 31 dicembre 2025.


[3] ABI Monthly report – January 2026.


[4] Fonte: Relazione e Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025.</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>S&amp;P conferma rating Italia, outlook positivo sui conti</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/sp-conferma-rating-italia-outlook-positivo-sui-conti</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/sp-conferma-rating-italia-outlook-positivo-sui-conti</guid>
            <pubDate>Tue, 19 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>S&amp;P Global Ratings ha confermato il rating dell’Italia a BBB+, mantenendo l’outlook positivo introdotto a gennaio. Una scelta che rafforza la percezione di stabilità fiscale in una fase segnata da tensioni energetiche e incertezze geopolitiche.
L’agenzia riconosce la resilienza dei conti pubblici, con un percorso di graduale riduzione dell’indebitamento netto e un lento calo del rapporto debito/Pil atteso entro il 2028. La conferma arriva mentre il governo è impegnato a fronteggiare il caro energia legato alla crisi iraniana e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Le dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani su una possibile manovra correttiva – poi ridimensionate – avevano agitato i mercati a fine settimana, spingendo il rendimento del BTP decennale al 3,93%. La conferma di S&amp;P ha riportato calma: lo spread BTP‑Bund si attesta a 78 punti base, con il decennale al 3,95%.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lavora intanto con Bruxelles per estendere la flessibilità europea anche alle misure legate all’emergenza energetica, sulla scia della clausola già prevista per la difesa.
Per Palazzo Chigi, l’outlook positivo è un segnale incoraggiante, ma anche un invito alla prudenza: la sfida resta conciliare sostegno all’economia, disciplina di bilancio e gestione dei costi energetici in un contesto internazionale ancora instabile.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Confindustria al B7: dazi e instabilità minacciano le PMI</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-al-b7-dazi-e-instabilita-minacciano-le-pmi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-al-b7-dazi-e-instabilita-minacciano-le-pmi</guid>
            <pubDate>Tue, 19 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Alla conference internazionale promossa dal MEDEF nell&#039;ambito della presidenza francese del G7, la vicepresidente Barbara Cimmino richiama l&#039;urgenza di maggiore coordinamento tra i Paesi avanzati per difendere competitività industriale, filiere strategiche e stabilità economica.



“L’ordine internazionale che ha finora governato le relazioni economiche non è scomparso, ma è diventato invisibile. Due conflitti di crescente intensità stanno alimentando rischi severi per l’economia globale e uno di essi potrebbe portare diversi Paesi G7 in recessione entro la fine dell’anno”. Con queste parole Barbara Cimmino, vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, è intervenuta alla Conference on International Trade and Supply Chain Security, organizzata dal MEDEF a Parigi nell’ambito della presidenza francese del G7. L’appuntamento ha riunito i rappresentanti delle principali organizzazioni imprenditoriali dei Paesi avanzati per discutere le sfide del commercio globale e della sicurezza economica, in vista del Final Summit del B7 in programma a giugno.
Commercio globale: l’impatto della frammentazione normativa sulle PMI
Nel panel dedicato al futuro del commercio internazionale, la vicepresidente di Confindustria ha evidenziato come la crescente frammentazione regolatoria e l’adozione di misure di sicurezza economica non coordinate stiano generando effetti sempre più pesanti sulle imprese, non solo italiane ma di tutti i Paesi del G7. Una frammentazione che, ha sottolineato Cimmino, “colpisce in modo più duro le PMI, che soffrono per picchi dei prezzi energetici, aumento dei costi di trasporto e maggiore volatilità dei mercati”. “Le implicazioni sono chiare: senza coordinamento, aumentano chiusure e perdita di capacità industriale. La depressione economica rischia di essere più ampia e profonda”.
I tre rischi segnalati da Confindustria
Nel suo intervento, Cimmino ha richiamato tre fattori di rischio che oggi pesano sulla competitività del sistema industriale internazionale: “l’incertezza, dazi che non dovrebbero esistere nel G7 e normative divergenti tra i Paesi G7”. Secondo Confindustria, il disallineamento normativo e commerciale tra economie alleate rischia infatti di indebolire le catene globali del valore proprio in una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e trasformazioni tecnologiche.
Supply chain, tecnologie strategiche e unità del G7

“Se crediamo – come credo – che le imprese abbiano la capacità di vedere soluzioni dove noi vediamo ostacoli, allora la nostra responsabilità è essere all’altezza del loro impegno rendendo le nostre raccomandazioni più efficaci”, ha aggiunto Cimmino che ha indicato alcune priorità strategiche per il G7: rafforzare l’unità tra i Paesi partner, consolidare le catene del valore per i beni critici ed estendere la cooperazione industriale alle tecnologie pulite, al digitale e ai settori strategici. “Dobbiamo impegnarci per salvare ciò che resta dell’ordinamento multilaterale del commercio, prima che si sposti completamente in altre mani. Solo così le nostre imprese – soprattutto le PMI – potranno continuare a competere, innovare e creare benessere”.

Il peso dell’export italiano nelle catene globali del valore

“L’Italia – ha concluso Cimmino – è uno dei Paesi più integrati nelle catene globali del valore: esporta circa 9.000 categorie di beni in 232 mercati, e nel 2025 l’export ha raggiunto 643 miliardi di euro, pari a circa un terzo del PIL”. Una struttura industriale fortemente internazionalizzata che, ha ribadito la vicepresidente di Confindustria, “fa forte affidamento su regole condivise, stabilità normativa e prevedibilità”.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>ABI: Pil a rischio -18% per declino demografico</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/abi-pil-a-rischio-18-per-declino-demografico</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/abi-pil-a-rischio-18-per-declino-demografico</guid>
            <pubDate>Tue, 19 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L’Italia sta entrando in una fase in cui la demografia non è più uno sfondo, ma una variabile che condiziona direttamente la crescita economica. L’ABI lo dice con una cifra che non lascia spazio a interpretazioni: senza interventi, il Pil potrebbe essere più basso del 18% nel 2050 rispetto a uno scenario in cui popolazione e occupazione restano stabili. Un impatto che diventerebbe ancora più pesante nel 2080, quando la perdita potenziale supererebbe il 30%.
Il calo delle nascite non è un fenomeno recente, ma oggi assume una dimensione strutturale. L’Istat prevede che la popolazione residente scenderà dagli attuali 59 milioni a 54,7 milioni nel 2050, fino a 45,8 milioni nel 2080. Non è solo un tema di numeri: è la composizione a cambiare. La popolazione in età lavorativa passerà dal 67,3% al 58,2% entro metà secolo.
Significa che ogni persona attiva dovrà sostenere un numero crescente di giovani e anziani. Nel 2050, 100 lavoratori ne sosterranno 72; nel 2080, 75. È un equilibrio che mette sotto pressione pensioni, sanità, assistenza e finanza pubblica.
L’ultimo bilancio demografico mostra una popolazione quasi invariata, ma è un’illusione statistica. Il saldo naturale è profondamente negativo: 355 mila nati contro 652 mila decessi. La fecondità è scesa a 1,14 figli per donna, uno dei valori più bassi d’Europa. A evitare un calo immediato è solo il saldo migratorio positivo.
L’ABI individua quattro direttrici su cui agire subito, perché la natalità – pur essenziale – produce effetti solo nel lungo periodo. Le leve immediate sono:


giovani: troppo spesso intrappolati in percorsi precari e poco retribuiti;


donne: l’Italia continua ad avere uno dei tassi di occupazione femminile più bassi dell’Ue;


laureati: formati, ma non sempre assorbiti da imprese e servizi ad alto valore aggiunto;


immigrazione regolare: da programmare come risorsa economica e sociale, non come emergenza.


Il confronto europeo è eloquente: l’82,3% dei giovani neodiplomati e neolaureati lavora nell’Ue, contro il 69,6% in Italia. Per i percorsi tecnico-professionali il divario è ancora più marcato.
Gli over 65 rappresentano il 25,1% della popolazione, con un’età media di 47,1 anni. È il valore più alto dell’Unione europea. Ma l’invecchiamento non pesa allo stesso modo su tutti. Le famiglie con risorse possono acquistare servizi, integrare la pensione, sostenere i figli. Quelle più fragili subiscono ogni passaggio: salari bassi, carriere discontinue, assistenza agli anziani, affitti elevati, rinvio della maternità.
La demografia, così, diventa un amplificatore delle disuguaglianze.
Le banche non osservano da lontano. Gianni Franco Papa, presidente del Comitato ABI “Evoluzione Demografica e Servizi Bancari”, sintetizza la sfida: la transizione demografica va gestita come una strategia nazionale.
Nel perimetro individuato dall’ABI rientrano:


previdenza complementare;


assicurazioni;


credito per innovazione e imprese;


educazione finanziaria;


imprenditoria giovanile e femminile.


Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’ABI, ribadisce che il sistema bancario è pronto a collaborare con le istituzioni. Ma senza una regia pubblica, gli strumenti rischiano di essere frammentati o di raggiungere solo chi è già incluso.
La parte più scomoda dell’analisi è anche quella più promettente: il declino non è scritto nel destino. È scritto nei numeri di oggi, ma può essere corretto dalle scelte di domani.
Il 2050 non arriverà all’improvviso. È già visibile nelle classi scolastiche meno affollate, nei reparti ospedalieri più pieni, nelle imprese che cercano tecnici e non li trovano, nelle famiglie che vivono con un solo stipendio.
La differenza la farà la capacità di intervenire ora, prima che la curva demografica diventi una barriera.

 </description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Inflazione al 2,7%, energia riaccende i prezzi</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/inflazione-al-27-energia-riaccende-i-prezzi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/inflazione-al-27-energia-riaccende-i-prezzi</guid>
            <pubDate>Mon, 18 May 2026 14:30:00 +0000</pubDate>
            <description>Nel mese di aprile 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,1% su base mensile e del +2,7% su base annua (da +1,7% di marzo); la stima preliminare era +2,8%.
La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,6%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,3%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,6%).
Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).
I prezzi dei beni registrano una marcata accelerazione su base annua (da +0,8% a +3,1%), mentre quelli dei servizi rallentano (da +2,8% a +2,4%). Di conseguenza, il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diventa negativo, portandosi a -0,7 punti percentuali (dai +2,0 p.p. del mese precedente).
Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale (da +2,2% a +2,3%), come anche quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,2%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente prevalentemente dell’aumento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+5,4%), degli Alimentari non lavorati (+2,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-0,3%).
Il tasso di inflazione acquisito ad aprile è pari a +2,3% per l’indice generale e a +1,3% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia una variazione pari a +1,6% su base mensile, per effetto della fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +2,8% su base annua (da +1,6% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +1,0% e una tendenziale di +2,6%.
 
Il commento
Ad aprile 2026 l’inflazione sale a +2,7%, sostenuta essenzialmente dalle tensioni che si registrano sui prezzi degli Energetici (da -2,1% a +9,2%) e degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +5,9%). Un parziale effetto di freno alla crescita dell’inflazione si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%).
La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale a +2,3% (da +2,2%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,6% (da +1,9%). L’inflazione acquisita ad aprile, per il 2026, è pari a +2,3%.</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>AMLA: pubblicato il modello per la vigilanza diretta</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/amla-pubblicato-il-modello-per-la-vigilanza-diretta</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/amla-pubblicato-il-modello-per-la-vigilanza-diretta</guid>
            <pubDate>Mon, 18 May 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
            <description>Il 12 maggio l&#039;Autorità antiriciclaggio europea (AMLA) ha pubblicato sul proprio sito un template di segnalazione destinato all&#039;individuazione dei gruppi e/o degli intermediari finanziari che, operando in almeno sei Paesi europei (secondo le modalità previste dall&#039;articolo 12, paragrafi 1 e 7, lettera a, del Regolamento UE 2024/1620), saranno inclusi nel processo di selezione dei soggetti da sottoporre alla vigilanza diretta dell&#039;AMLA (cfr. https://www.amla.europa.eu/amla-takes-next-step-toward-2027-selection-entities-direct-supervision_en). Il template di segnalazione è corredato da una nota interpretativa.
Le autorità nazionali cureranno la raccolta dei dati richiesti dall&#039;AMLA. Nelle prossime settimane, la Banca d&#039;Italia comunicherà agli intermediari vigilati le tempistiche e le modalità per la trasmissione dei dati all&#039;Istituto.
L&#039;AMLA organizzerà un webinar pubblico il 10 giugno 2026, durante il quale sarà illustrato in dettaglio il template di segnalazione.</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>GU: pubblicata la legge di conversione del DL Carburanti I</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/gu-pubblicata-la-legge-di-conversione-del-dl-carburanti-i</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/gu-pubblicata-la-legge-di-conversione-del-dl-carburanti-i</guid>
            <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione del DL Carburanti I, che rende definitive le misure introdotte dal decreto in materia di trasparenza dei prezzi, monitoraggio dei mercati e rafforzamento dei controlli sulla rete distributiva.
La norma conferma l’obbligo per i punti vendita di esporre con maggiore evidenza i prezzi medi regionali, con l’obiettivo di aumentare la comparabilità per i consumatori e ridurre le asimmetrie informative. Viene inoltre potenziato il sistema di comunicazione dei prezzi al MIMIT, con procedure più rapide e sanzioni più incisive in caso di omissioni o irregolarità.
Sul fronte dei controlli, la legge rafforza il ruolo dell’Antitrust e della Guardia di Finanza, prevedendo verifiche più frequenti e coordinate per contrastare pratiche speculative e garantire il corretto funzionamento del mercato. Confermata anche la possibilità di interventi straordinari in caso di tensioni sui prezzi o anomalie territoriali.
Per gli operatori della rete carburanti, la conversione del decreto rappresenta un passaggio chiave verso un sistema più trasparente, tracciabile e monitorato, con impatti diretti sugli obblighi informativi, sulla compliance e sulla gestione operativa dei punti vendita.
Provvedimento – Testo coordinato</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Banca Più nasce dall’acquisizione di Banca Privata Leasing</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/banca-piu-nasce-dallacquisizione-di-banca-privata-leasing</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/banca-piu-nasce-dallacquisizione-di-banca-privata-leasing</guid>
            <pubDate>Mon, 18 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il 31 marzo 2026 si è perfezionata , a seguito di un processo competitivo che ha visto la partecipazione di diversi player nazionali ed internazionali, l&#039;acquisizione del pacchetto di controllo di Banca Privata Leasing S.p.A. da parte di Next.us S.p.A., società controllata da Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea, tra i principali operatori nella distribuzione auto in Italia. L&#039;operazione è stata autorizzata dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d&#039;Italia.
Banca Privata Leasing rinnova la propria identità : assume la denominazione di BANCA PIÙ e avvia una nuova fase di sviluppo e di rafforzamento sul mercato.
L&#039;operazione rappresenta l&#039;inizio di una nuova fase di sviluppo della banca, fondata a Reggio Emilia nel 1987 dalla famiglia Spallanzani come realtà specializzata nel leasing con l&#039;obiettivo di imprimere un&#039;accelerazione al rilancio e ampliare il perimetro delle attività.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione, di cui Alberto Di Tanno diventa Presidente, vede Enrico Fagioli Marzocchi assumere il ruolo di Amministratore Delegato, Giorgio Introvigne di Vicepresidente, Sabrina Filiberto di amministratore e Michele Meneghetti e Alberto Merchiori quella di amministratori indipendenti.
Nel contesto dell&#039;acquisizione è stato deliberato un aumento di capitale sociale di 40 milioni di euro, con la finalità di rafforzare la solidità patrimoniale della banca e sostenere i futuri programmi di crescita, ad esito del quale, in caso di mancata sottoscrizione dell&#039;aumento da parte dei soci di minoranza, Next.us potrebbe raggiungere la quota di capitale del 95,77%.
&quot;Con Banca Più avviamo un progetto industriale ambizioso, volto al potenziamento delle attività già in essere, accompagnato da un ampliamento delle competenze e dell&#039;offerta&quot;, commenta Alberto Di Tanno neo Presidente di Banca Più. &quot;Costruiremo una banca ancora più vicina ai suoi clienti, capace di generare valore nel lungo periodo&quot;.
Le direttrici strategiche che guideranno l&#039;evoluzione della banca si fondano sull&#039;ampliamento e la diversificazione dei servizi, sull&#039;innovazione e lo sviluppo di soluzioni con un forte contenuto digitale. Centrale sarà la vicinanza alle imprese e ai privati, con un modello di banca specializzata ma sempre più integrata e diversificata.
Il Dott. Fernando Spallanzani ha dichiarato: &quot;Questa operazione assicura continuità alla missione avviata dalla mia famiglia dopo quasi quarant&#039;anni di gestione con l&#039;obiettivo di favorire l&#039;accesso al credito per le PMI radicate sul territorio, sostenendone la crescita e lo sviluppo. In questo contesto, che vede una generale ristrutturazione del comparto bancario a livello nazionale, abbiamo maturato la decisione di concentrare l&#039;attenzione sulle attività core del nostro gruppo industriale&quot;.
&quot;Il cambio di denominazione riflette l&#039;evoluzione concreta del modello di business&quot;, sottolinea l&#039;Amministratore Delegato Enrico Fagioli Marzocchi. &quot;Continueremo a presidiare e a rafforzare il leasing, che rappresenta il dna dell&#039;Istituto, oltre offrire finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione, e svilupperemo nuove aree come i prestiti auto a privati e il factoring per le imprese, ampliando la gamma di servizi finanziari. Metteremo al centro le competenze interne e l&#039;innovazione digitale, per cogliere le opportunità di mercato&quot;.
L&#039;attività di Banca Più si articolerà su quattro ambiti principali:

Leasing: prodotto tradizionalmente offerto nelle forme di leasing targato e strumentale, che si rafforzerà grazie anche al consolidato know-how nel settore automotive;
Prestito a privati per l&#039;acquisto dell&#039;auto: una nuova linea di sviluppo dedicata ai consumatori, per il tramite di distributori di automobili, con soluzioni di finanziamento mirate;
Factoring: finanziamento alle imprese attraverso l&#039;acquisto dei crediti commerciali delle PMI, per supportarne liquidità e crescita;
Cessione del quinto: attività già operativa e orientata al segmento retail, effettuata dalle società controllate ADV Finance e ADV Family.

Con la nascita di Banca Più, la banca si presenta al mercato con una nuova identità, una governance rafforzata e linee guida strategiche orientate alla crescita e alla creazione di valore per tutti gli stakeholder.
L&#039;acquisizione comprende anche le controllate ADV Finance S.p.A. e ADV Family S.r.l., così da garantire piena continuità e sviluppo dei servizi a clienti, partner e fornitori nell&#039;ambito della cessione del quinto.
L&#039;operazione di cessione e di rafforzamento patrimoniale di Banca Privata Leasing è stata coordinata dal Commissario in temporaneo affiancamento del Consiglio di Amministrazione, Dott. Paolo D&#039;Alessio, nominato con provvedimento della Banca d&#039;Italia del 6 agosto 2024.
Next.us è stata assistita da Deloitte (Dott. Umberto Rorai) quale advisor finanziario e da Gatti Pavesi Bianchi Ludovici Studio Legale Associato (Avv. Gianni Martoglia) e dallo Studio Antoniotti, con un team coordinato dalla Dott.ssa Sabrina Filiberto.
Banca Privata Leasing S.p.A. è stata assistita dal Financial Advisor Vitale &amp; Co (Dr.ssa Gaia Mazzalveri) e dal Legal Advisor Studio Legale Giliberti Triscornia e Associati (Avv.to Elena Pierini).Privata Holding S.p.A. è stata assistita dal Financial Advisor Sinergetica (Dott.ri Alessandro Ermolli e Giacomo Garbuglia) e dallo Studio Legale Lener &amp; Partners (Prof. Raffaele Lener).</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>CONSOB: modifiche su emittenti, mercati e operazioni</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/consob-modifiche-su-emittenti-mercati-e-operazioni</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/consob-modifiche-su-emittenti-mercati-e-operazioni</guid>
            <pubDate>Mon, 18 May 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
            <description>CONSOB, con delibera n. 23979 del 14 maggio 2026, ha approvato un pacchetto di aggiornamenti regolamentari che interessa emittenti, mercati e operazioni, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, tutela degli investitori e corretto funzionamento dei mercati finanziari. Le novità intervengono su più ambiti, allineando il quadro nazionale all’evoluzione europea e alle migliori pratiche di vigilanza.
Le modifiche riguardano in particolare gli obblighi informativi degli emittenti, i presidi a tutela dell’integrità dei mercati e gli adempimenti connessi alle operazioni societarie. L’intervento si inserisce nel percorso di aggiornamento continuo della regolamentazione, volto a migliorare la qualità delle informazioni disponibili agli investitori e a garantire maggiore efficienza nei processi di mercato.
Per gli operatori del settore, gli aggiornamenti rappresentano un passaggio rilevante per adeguare procedure interne, flussi informativi e presidi di controllo, in un contesto caratterizzato da crescente attenzione alla trasparenza e alla correttezza dei comportamenti.
 Comunicato Stampa </description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Bollettino BCE n. 3/2026: quadro economico aggiornato</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/bollettino-bce-n-32026-quadro-economico-aggiornato</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/bollettino-bce-n-32026-quadro-economico-aggiornato</guid>
            <pubDate>Fri, 15 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Nella riunione del 30 aprile 2026 il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la valutazione precedente circa le prospettive di inflazione, ma i rischi al rialzo per l&#039;inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono intensificati. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l&#039;inflazione si stabilizzi sull&#039;obiettivo del 2 per cento a medio termine.
Il conflitto in Medio Oriente ha causato un brusco incremento delle quotazioni energetiche, sospingendo al rialzo l&#039;inflazione e gravando sul clima di fiducia. Le implicazioni della guerra per l&#039;inflazione a medio termine e per l&#039;attività economica dipenderanno dall&#039;intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell&#039;energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Più a lungo continuerà la guerra e più a lungo i prezzi dell&#039;energia resteranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sulle misure più ampie dell&#039;inflazione e sull&#039;economia.
Il Consiglio direttivo si trova tuttora in una posizione favorevole per affrontare l&#039;attuale incertezza. L&#039;area dell&#039;euro è entrata in questo periodo di forti rincari dell&#039;energia con un&#039;inflazione intorno all&#039;obiettivo del 2 per cento e un&#039;economia che ha mostrato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Le aspettative di inflazione a più lungo termine rimangono saldamente ancorate, benché quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa.
Per definire l&#039;orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell&#039;inflazione di fondo e dell&#039;intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
Bollettino economico BCE, n. 3 - 2026</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Economia italiana: la nota Istat marzo‑aprile 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/economia-italiana-la-nota-istat-marzoaprile-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/economia-italiana-la-nota-istat-marzoaprile-2026</guid>
            <pubDate>Fri, 15 May 2026 10:15:00 +0000</pubDate>
            <description>Nel primo trimestre del 2026 il ciclo economico internazionale è caratterizzato da un marcato dinamismo della regione asiatica, una buona performance degli Stati Uniti e una persistente debolezza in Europa.
I dati disponibili incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta determinando una forte riduzione nell’offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche. Le prospettive restano incerte, strettamente legate alla durata della guerra e ai suoi effetti sul mercato energetico.
Il Pil italiano, è cresciuto, secondo la stima preliminare del primo trimestre 2026, dello 0,2% su base congiunturale, proseguendo il percorso di espansione iniziato nel secondo semestre 2025.
A marzo, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato il secondo incremento consecutivo in termini congiunturali (+0,7%, dopo +0,2% a febbraio). Nella media del primo trimestre la produzione è, tuttavia, leggermente diminuita rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%).
Sul mercato del lavoro, scende lievemente il numero di occupati a marzo (-0,1% rispetto a febbraio), attestandosi a 24 milioni e 124mila unità. Il calo coinvolge le sole donne, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni di età. Per posizione professionale, l’occupazione si riduce tra i dipendenti a termine e tra gli autonomi. Nel primo trimestre 2026, la dinamica congiunturale degli occupati risulta in lieve crescita (+0,1%).
Ad aprile, secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato in Italia del 2,9% su base tendenziale, con una accelerazione (+1,6% a marzo) causata dai recenti eventi internazionali, avvicinandosi alla media dell’area euro (+3,0% ad aprile; +2,6% a marzo).
Focus: L’impennata inflazionistica registrata tra il 2022 e il 2023 e le recenti pressioni al rialzo dei prezzi hanno riacceso il dibattito sul drenaggio fiscale (fiscal drag), il fenomeno per cui l’aumento nominale dei redditi spinge i contribuenti verso scaglioni d’imposta più alti, aumentando l’aliquota media. Secondo le stime Istat condotte con il modello FaMiMod, le riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato il drenaggio osservato nello stesso periodo, comportando un beneficio medio pari a 40 euro per contribuente. Un ruolo cruciale è stato svolto dal passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all’Assegno unico, la cui legge istitutiva ne prevede l’indicizzazione al costo della vita. Le misure hanno avuto un forte profilo redistributivo, favorendo i redditi medio-bassi e i lavoratori dipendenti, mentre i pensionati e i redditi più elevati risultano penalizzati o non interamente compensati.
Approfondisci sul sito dell&#039;Istat</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Formazione Assilea: ESG e leasing, norme e gestione rischi</title>
            <link>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/formazione-assilea-esg-e-leasing-norme-e-gestione-rischi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/formazione-assilea-esg-e-leasing-norme-e-gestione-rischi</guid>
            <pubDate>Fri, 15 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L’integrazione dei fattori ESG è oggi una priorità strategica per tutte le società di leasing. Il webinar Assilea rappresenta il corso base pensato per fornire agli operatori del settore una visione chiara dell’evoluzione normativa e degli approcci operativi necessari per gestire in modo efficace i rischi ESG.
Il percorso offre una panoramica completa sul quadro regolamentare in rapido cambiamento, dal recepimento del decreto Omnibus alle nuove Linee Guida EBA su rischi ESG e analisi di scenario. Accanto all’inquadramento normativo, il corso illustra come integrare gli ESG nei processi aziendali: governance, valutazione del merito creditizio, monitoraggio del rischio e impatti sul modello di business.
L’obiettivo è fornire strumenti concreti per accompagnare le società di leasing nel percorso di transizione verso la sostenibilità, con un taglio operativo e immediatamente applicabile.
A chi si rivolge
Il webinar è destinato ai professionisti del leasing che operano nelle funzioni:


Commerciale


Risk Management


Operations


ed è ideale per chi desidera acquisire le competenze fondamentali per comprendere e gestire l’impatto dei fattori ESG nel settore.
La docenza è affidata a Emanuele Simoncelli - Associate Partner (KPMG Advisory)
Agli iscritti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Iscriviti ora</description>
            <category>Formazione ed Eventi</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Leasing: I quadrimestre +4,2% in valore e +0,3% in contratti</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/leasing-i-quadrimestre-42-in-valore-e-03-in-contratti</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/leasing-i-quadrimestre-42-in-valore-e-03-in-contratti</guid>
            <pubDate>Fri, 15 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Nel primo quadrimestre del 2026 sono stati stipulati 271.775 nuovi contratti leasing, per un valore di oltre 12,1 mld di euro, secondo i dati diffusi dal Centro Studi e Statistiche Assilea.
L&amp;rsquo;auto (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali), rappresenta il 66,6% dello stipulato totale, e mostra un +2,8% nei volumi a fronte di una flessione di -2,4% nei numeri, registrando una dinamica positiva nel segmento delle autovetture in leasing e in noleggio a lungo termine e nei veicoli industriali.
Il leasing strumentale (23,3% del totale) vede una crescita del +9,2% in numero a fronte di una flessione del -0,2% nei volumi, registrando una stabilit&amp;agrave; nel segmento del leasing finanziario e una flessione nel leasing operativo in valore (-1,0%).
Prosegue la dinamica positiva dello stipulato leasing immobiliare, +39,7% in valore e +11,0% in numero, tale trend risente del notevole incremento, rispetto al primo quadrimestre 2025, osservato sia per l&amp;rsquo;immobiliare &amp;laquo;costruito&amp;raquo; (+48,5%) sia per l&amp;rsquo;immobiliare &amp;laquo;da costruire&amp;raquo;, +23,4%. Lo stipulato leasing aeronavale e ferroviario mostra un incremento del +4,7% in valore mentre quello di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili registra una flessione del -37,7%.
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;
Ripartizione per comparto (valori di stipulato)

Stipulato leasing auto (&amp;euro; m)
Nel comparto Auto cresce in valore il sotto-comparto delle autovetture in leasing (+3,4%) e a noleggio a lungo termine (+2,5%) in aumento anche quello dei veicoli industriali (+18,4%). Gli altri segmenti mostrano una flessione: i veicoli commerciali in leasing del -2,5% e quelli a noleggio a lungo termine del -20,6%.

&amp;nbsp;
Stipulato leasing strumentale (&amp;euro; m)
La flessione osservata nei volumi del comparto strumentale (-0,2%) riflette la dinamica negativa del leasing strumentale operativo (-1,0%) che mostra percentuali positive in tutte le fasce d&amp;rsquo;importo, ad eccezione di quella superiore a 50.000&amp;euro; (-8,5%). Risulta invece stabile il leasing strumentale finanziario con aumenti per le fasce d&amp;rsquo;importo inferiori a 0,5 mil. &amp;euro; e flessioni per quelle superiori.
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;
Stipulato leasing immobiliare (&amp;euro; m)
Nel comparto, il leasing &amp;laquo;costruito&amp;raquo; mostra una forte crescita (+48,5%) con aumenti in tutte le fasce d&amp;rsquo;importo. Anche per il leasing immobiliare &amp;laquo;da costruire&amp;raquo;, si rileva una crescita significativa pari al +23,4% grazie alla dinamica della fascia dei contratti di importo compreso tra 0,5 e 2,5 mil.&amp;euro; (+8,7%) e a quella dei contratti superiori a 2,5 mil.&amp;euro; (+31,7%).
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;
Immatricolazione di autovetture 1
Ad aprile 2026 le immatricolazioni di autovetture registrano una crescita del +11,7% rispetto ad aprile 2025.
Nei primi 4 mesi dell&amp;rsquo;anno si registra un +8,6% sia nel leasing sia nel noleggio rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tra le immatricolazioni leasing (29.649 unit&amp;agrave;), il 42,1% &amp;egrave; destinato a privati2, il 40,7% a societ&amp;agrave; e il 23,8% a societ&amp;agrave; di noleggio.
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;
Le autovetture green (elettriche, ibride e plug-in) in leasing e noleggio a lungo termine crescono del 15,1%, registrando incrementi in tutti i comparti, fatta eccezione per le autovetture ibride diesel e elettriche.
Il peso del green sul totale delle immatricolazioni &amp;egrave; pari al 67,5%, mentre &amp;egrave; pari al 70,2% nel comparto del leasing e NLT.
Leasing e NLT presentano un&amp;rsquo;incidenza del 26,6% sul totale green e del 25,6% sul totale delle immatricolazioni.

1 Compresi i fuoristrada</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Sabatini e leasing: leva chiave per gli investimenti PMI</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/sabatini-e-leasing-leva-chiave-per-gli-investimenti-pmi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/sabatini-e-leasing-leva-chiave-per-gli-investimenti-pmi</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
            <description> 
Sintesi iniziale: La Nuova Sabatini resta nel 2026 lo strumento più utilizzato dalle imprese italiane per finanziare investimenti in beni strumentali tramite leasing, grazie alla combinazione di contributo pubblico e flessibilità operativa del contratto.
Ruolo della Sabatini nel finanziamento degli investimenti
La Nuova Sabatini sostiene l’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, favorendo la competitività delle PMI. Il leasing continua a essere la forma tecnica privilegiata perché:


Riduce l’impegno finanziario iniziale — anticipo contenuto e rateizzazione allineata ai flussi aziendali.


Accelera l’erogazione del contributo — la procedura è più rapida rispetto al finanziamento bancario tradizionale.


Ottimizza la gestione del bene — proprietà in capo al locatore fino al riscatto, con vantaggi operativi e contabili.


Le tipologie di Sabatini più rilevanti per il leasing nel 2026


Sabatini Ordinaria — per beni strumentali standard, con contributo calcolato su un tasso convenzionale del 2,75%.


Sabatini 4.0 — per beni interconnessi e digitali, con contributo maggiorato (tasso convenzionale 3,575%).


Sabatini Green — per investimenti in efficienza energetica e tecnologie a ridotto impatto ambientale.


Tutte le versioni sono pienamente compatibili con il leasing finanziario, che rimane la modalità più utilizzata dalle imprese per accedere al contributo. 
Perché il leasing è la forma tecnica dominante


Processo più rapido: la filiera Assilea–MIMIT garantisce tempistiche ridotte per la richiesta e l’erogazione del contributo.


Maggiore bancabilità: il bene funge da garanzia reale, riducendo l’assorbimento di capitale e facilitando l’approvazione.


Flessibilità contrattuale: durata, maxi-canone, riscatto e struttura dei flussi adattabili alle esigenze dell’impresa.


Gestione del rischio: la proprietà del bene in capo al locatore tutela in caso di insolvenza o criticità operative. 


Impatti per gli operatori del leasing
Per le società di leasing, la Sabatini rappresenta nel 2026:


Un driver stabile di volumi, soprattutto nei comparti macchinari, impianti e tecnologie 4.0.


Un’opportunità commerciale per rafforzare la relazione con le PMI e supportare la transizione digitale ed energetica.


Un processo operativo consolidato grazie alle procedure standardizzate con il MIMIT e alla piattaforma dedicata. 


Conclusione
La combinazione Sabatini + leasing continua a essere nel 2026 uno dei principali motori degli investimenti produttivi in Italia. Per le imprese significa accesso agevolato a tecnologie e beni strumentali; per gli operatori del leasing rappresenta un ambito strategico, stabile e ad alto valore aggiunto.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>CreditWeek 2026: innovazione, rischio e nuove regole</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/creditweek-2026-innovazione-rischio-e-nuove-regole</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/creditweek-2026-innovazione-rischio-e-nuove-regole</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
            <description>Credit Week 2026, che si terrà a Milano SMARTCITY LAB, Via Giuseppe Ripamonti, 88 dall’8 all’11 giugno 2026,  ha riunito istituzioni, operatori finanziari, servicer, società di leasing e noleggio per analizzare le trasformazioni che stanno ridisegnando il mercato del credito. L’edizione di quest’anno ha messo in luce tre direttrici decisive: nuova regolazione, gestione del rischio e accelerazione tecnologica.
Sul fronte normativo, forte attenzione agli impatti del DL Fiscale, alle novità del CRR3+ e alle linee guida EBA, con gli operatori che chiedono maggiore certezza applicativa per evitare contenziosi e frammentazione territoriale.
Nei panel dedicati al rischio, gli esperti hanno segnalato un progressivo aumento delle pressioni su famiglie e PMI, la crescita degli UTP e la necessità di modelli predittivi più granulari, integrati con indicatori ESG.
Grande spazio anche alla tecnologia: AI generativa, automazione dei workflow e cybersecurity stanno diventando la nuova infrastruttura del credito, con impatti diretti su efficienza e qualità del rischio.
Per leasing, noleggio e mobilità finanziata, focus su transizione energetica, fiscalità locale e digitalizzazione dei processi.
CreditWeek conferma così il suo ruolo di osservatorio privilegiato sulle sfide che attendono il settore nel 2026. Assilea patrocina l’Evento.</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Bankitalia: effetti del Piano 4.0 su investimenti e imprese</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/bankitalia-effetti-del-piano-40-su-investimenti-e-imprese</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/bankitalia-effetti-del-piano-40-su-investimenti-e-imprese</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 12:30:00 +0000</pubDate>
            <description>La Banca d’Italia ha pubblicato il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, offrendo una valutazione complessiva degli effetti prodotti dagli incentivi fiscali su investimenti, produttività e occupazione. L’analisi fornisce indicazioni utili per imprese, intermediari finanziari e operatori del leasing, chiamati a interpretare l’evoluzione delle politiche industriali e il loro impatto sulla domanda di beni strumentali.
Secondo Bankitalia, il Piano ha generato un aumento significativo degli investimenti in beni strumentali, con una concentrazione nei comparti più innovativi:


macchinari connessi e digitalizzati


software e soluzioni gestionali


tecnologie per automazione e controllo


Per il settore, conferma della centralità del leasing strumentale come canale di finanziamento degli investimenti 4.0.
Il Rapporto evidenzia un miglioramento della produttività delle imprese che hanno investito, soprattutto nei settori manifatturieri e nei servizi avanzati. Gli effetti risultano più marcati nelle aziende che hanno integrato:


formazione del personale


revisione dei processi


adozione di tecnologie digitali interoperabili


Le imprese che hanno combinato investimenti e competenze hanno ottenuto i risultati migliori. 
Gli incentivi hanno sostenuto anche l’occupazione qualificata, con un incremento della domanda di:


tecnici specializzati


profili digitali


figure legate alla manutenzione evoluta


Il Piano ha favorito un miglioramento della qualità del lavoro più che un aumento dei volumi occupazionali.
Il Rapporto conferma che il leasing ha svolto un ruolo decisivo nel sostenere gli investimenti 4.0, grazie a:


rapidità di attivazione


copertura dei beni ad alta tecnologia


integrazione con i crediti d’imposta


maggiore accessibilità per PMI e microimprese


La domanda di leasing per beni 4.0 resta strategica anche in vista dei futuri programmi di politica industriale.
La valutazione di Bankitalia mostra che il Piano Transizione 4.0 ha prodotto effetti positivi su investimenti, produttività e qualità dell’occupazione, pur con differenze tra settori e dimensioni aziendali. Per il leasing, il Rapporto conferma un ruolo strutturale nel supporto alla trasformazione digitale delle imprese italiane.
Rapporto finale su Piano Transizione 4.0: una valutazione degli effetti su investimenti, occupazione e produttività</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Incentivi 2026: nuove opportunità leasing tra retrofit e VCL</title>
            <link>https://leasenews.it/news/mercato/incentivi-2026-nuove-opportunita-leasing-tra-retrofit-e-vcl</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/mercato/incentivi-2026-nuove-opportunita-leasing-tra-retrofit-e-vcl</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il nuovo piano incentivi 2026 segna una svolta per il mercato automotive e per il settore del leasing. Il Governo ha scelto di eliminare i bonus per l’acquisto di auto nuove, concentrando le risorse su interventi ritenuti più efficaci per sostenere la transizione energetica e la mobilità professionale. Una decisione che modifica gli equilibri della domanda e apre nuove opportunità per gli operatori finanziari.
La misura più rilevante riguarda i veicoli commerciali leggeri, oggi fondamentali per logistica, artigiani e microimprese. Gli incentivi saranno destinati a furgoni elettrici o a basse emissioni, mezzi per consegne urbane e flotte aziendali.
Per il settore, si apre una fase di crescita del leasing veicoli commerciali, sostenuta dal rinnovo del parco circolante e dalla spinta alla mobilità professionale.
Il piano introduce incentivi per il retrofit di veicoli già circolanti, con conversioni a elettrico, GPL o metano. Una scelta che punta a ridurre le emissioni senza imporre l’acquisto di un mezzo nuovo.
Opportunità per operatori che integrano servizi di conversione nei contratti di leasing o noleggio.
Il Governo sostiene anche microcar elettriche, quadricicli leggeri e soluzioni di micromobilità urbana, segmenti in forte crescita tra giovani, city user e flotte di sharing.
Potenziale sviluppo del leasing microcar, con ticket ridotti e cicli di sostituzione più rapidi.
Il piano incentivi 2026 ridisegna le priorità della mobilità italiana. Per il leasing, si apre una fase di riposizionamento strategico: meno auto private, più veicoli professionali, retrofit e microcar. Un cambiamento che richiede nuovi modelli commerciali e servizi integrati, ma che offre anche spazi di crescita significativi.
 
 
 </description>
            <category>Mercato</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>DL Fiscale: norma su noleggi e IPT rischia più contenziosi</title>
            <link>https://leasenews.it/news/mercato/dl-fiscale-norma-su-noleggi-e-ipt-rischia-piu-contenziosi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/mercato/dl-fiscale-norma-su-noleggi-e-ipt-rischia-piu-contenziosi</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
            <description>Una norma che frena sviluppo e investimenti e contraria ai principi di modernizzazione e semplificazione, che peraltro rischia di aprire la strada a una nuova fase di contenziosi. Occorre aprire un nuovo tavolo di confronto sulla proposta avanzata dalle imprese di un meccanismo che consenta un’equa distribuzione del gettito fiscale così raccolto su tutto il territorio nazionale.
 
È questo l’appello al Governo di ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, dopo l’inserimento nel DL Fiscale, oggi in votazione al Senato, dell’emendamento che stabilisce che le società di noleggio devono versare l’imposta provinciale di trascrizione (IPT) all’ente territoriale in cui svolgono la “gestione ordinaria in via principale” dell’attività.
Il concetto di “gestione ordinaria” è infatti di arbitraria individuazione, soprattutto per imprese con numerose sedi distribuite sul territorio nazionale e attività frazionate tra più strutture operative. Si pensi agli uffici delle imprese di noleggio situate negli aeroporti o presso le stazioni ferroviarie, dove sono offerti alla clientela veicoli che circolano continuamente sull’intero territorio nazionale.
Si tratta di una proposta in totale antitesi sia con l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 20/E del 2024), sia con l’articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi, discostandosi perfino dalle linee guida dell’OCSE e dal consolidato orientamento in materia della Corte di Cassazione.
Le conseguenze della proposta sarebbero contradittorie: il gettito si sposterebbe da un’area geografica ad un’altra, mentre verrebbero penalizzati i territori in cui i veicoli realmente circolano e consumano infrastrutture. Ne deriverebbe un aumento dei contenziosi, come già avvenuto in passato, che ha visto in maniera preponderante la PA soccombente.
L’Associazione propone da anni l’adozione di un modello alternativo: la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con successiva redistribuzione alle Regioni e Province sulla base di criteri oggettivi da queste ultime determinate. Un modello analogo esiste già in Francia e Germania, dove sistemi di compensazione interterritoriale evitano distorsioni e assicurano equità tra le amministrazioni locali.
 </description>
            <category>Mercato</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>ICCREA: Fitch alza il rating a BBB+, allineato al sovrano</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/iccrea-fitch-alza-il-rating-a-bbb-allineato-al-sovrano</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/iccrea-fitch-alza-il-rating-a-bbb-allineato-al-sovrano</guid>
            <pubDate>Thu, 14 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L&#039;agenzia di rating Fitch, a seguito dell’aggiornamento dei propri criteri di rating sulle banche (avvenuto in data 8 maggio 2026 e disponibile al seguente link https://www.fitchratings.com/site/pr/10343755) ha migliorato di un notch i principali rating del Gruppo BCC Iccrea e di Iccrea Banca, tra cui:

il rating a lungo termine (Long-Term IDR) sul Gruppo BCC Iccrea e su Iccrea Banca da &#039;BBB&#039; a &#039;BBB+&#039;;
il rating sul debito Senior Preferred di Iccrea Banca da &#039;BBB&#039; a &#039;BBB+&#039;;
il rating di lungo termine sui Depositi da &#039;BBB+&#039; a &#039;A-&#039;.

L’outlook è stabile.
Il miglioramento del rating riflette principalmente la solidità patrimoniale del Gruppo e, nello specifico, sia la sua capacità di soddisfare il requisito MREL attraverso il capitale CET1 (senza ricorso al debito senior non garantito), sia l’attesa che il suo capitale rimanga strutturalmente elevato.
A dicembre 2025, il CET1 ratio e l’indicatore MREL della banca, esclusi il debito senior non garantito, si sono attestati rispettivamente al 26% e al 26,5%, rispetto al livello obbligatorio finale del requisito MREL pari al 26,03%.
Per ulteriori informazioni, si rimanda al comunicato stampa pubblicato da Fitch Ratings, sul sito www.fitchratings.com.</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Bankitalia: L’economia italiana in breve, maggio 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/bankitalia-leconomia-italiana-in-breve-maggio-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/bankitalia-leconomia-italiana-in-breve-maggio-2026</guid>
            <pubDate>Wed, 13 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
            <description> 
L’economia italiana mostra un ritmo di crescita moderato. Nel primo trimestre del 2026 il PIL ha registrato una variazione lievemente positiva, sostenuta soprattutto dai servizi, mentre industria e costruzioni hanno rallentato. La domanda interna rimane debole: i consumi delle famiglie crescono poco, frenati dal potere d’acquisto ancora in fase di recupero.
Consumi e investimenti


Consumi delle famiglie — L’inflazione in calo ha alleggerito la pressione sui bilanci, ma l’incertezza economica induce prudenza. La spesa si concentra su beni essenziali e servizi ricreativi.


Investimenti — Le imprese rimandano nuovi progetti, soprattutto nei settori energivori. Rimane invece solido l’interesse per digitalizzazione e automazione.


Commercio estero
Le esportazioni risultano stabili. La domanda europea rallenta, ma cresce quella proveniente da Stati Uniti e Asia. Il saldo commerciale resta positivo grazie alla riduzione dei prezzi dell’energia importata.
Mercato del lavoro
Il mercato del lavoro continua a mostrare resilienza:


occupazione in lieve aumento;


tasso di disoccupazione stabile;


crescita salariale moderata ma superiore all’inflazione.


La dinamica occupazionale è trainata dai servizi, mentre l’industria registra un rallentamento delle assunzioni.
Inflazione e politica monetaria
L’inflazione prosegue la sua discesa, avvicinandosi al 2%. Il calo dei prezzi energetici e la normalizzazione delle catene di fornitura contribuiscono al rallentamento. Le condizioni di credito restano selettive, ma i tassi sui nuovi prestiti mostrano segnali di allentamento.
Finanza pubblica
Il deficit rimane elevato ma in linea con le previsioni. La spesa per interessi si stabilizza grazie alla riduzione dei rendimenti sui titoli di Stato. Prosegue il percorso di rientro del debito, seppur lentamente.
Prospettive per i prossimi mesi
Bankitalia prevede una crescita moderata nel resto del 2026. I principali fattori di rischio riguardano:


rallentamento globale;


tensioni geopolitiche;


condizioni finanziarie ancora restrittive.


La ripresa potrà rafforzarsi se consumi e investimenti torneranno a crescere in modo più deciso.
L&#039;Economia italiana in breve, maggio 2026</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Il Presidente ABI, Patuelli interviene all’Assemblea Assilea</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/il-presidente-abi-patuelli-interviene-allassemblea-assilea</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/il-presidente-abi-patuelli-interviene-allassemblea-assilea</guid>
            <pubDate>Wed, 13 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>All’Assemblea Assilea, il Presidente ABI Antonio Patuelli ha richiamato la centralità della collaborazione istituzionale tra sistema bancario e settore del leasing, sottolineando come il dialogo stabile tra le due filiere rappresenti un elemento essenziale per sostenere investimenti, imprese e crescita economica in una fase caratterizzata da incertezza e transizione.
Patuelli ha evidenziato l’importanza della stabilità finanziaria come prerequisito per lo sviluppo del credito e del leasing, richiamando il ruolo delle regole europee, della vigilanza e della responsabilità degli operatori. Ha inoltre rimarcato la necessità di un quadro normativo coerente e prevedibile, capace di accompagnare le imprese nei processi di innovazione e trasformazione digitale.
Nel suo intervento, il Presidente ABI ha valorizzato il contributo del leasing come strumento strategico per la competitività del Paese, in particolare nei settori produttivi, nella transizione energetica e nel rinnovo tecnologico. La collaborazione tra banche e società di leasing è stata indicata come leva per rafforzare l’accesso al credito, sostenere gli investimenti e favorire una crescita equilibrata.</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Anfia: produzione automotive Italia in calo a marzo 2026</title>
            <link>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/anfia-produzione-automotive-italia-in-calo-a-marzo-2026</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/dati-di-settore/anfia-produzione-automotive-italia-in-calo-a-marzo-2026</guid>
            <pubDate>Wed, 13 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Secondo i dati ISTAT, a marzo 2026, l’indice (anno base 2021 = 100) della produzione industriale è in crescita dell&#039;1,5% rispetto a marzo 2025 e cresce dello 0,7% rispetto ad febbraio 2026. L’indice della produzione per il solo settore automotive, è in crescita, nello specifico del 14,8% rispetto a marzo 2025, e in crescita del 6,0% rispetto al mese precedente.Nel cumulato del primo trimestre del 2025, l’indice della produzione industriale, nel suo complesso registra un aumento (+0,5%). Nello stesso periodo, il settore automotive registra un incremento del 13,6%.
A marzo 2026, i singoli comparti del settore automotive mostrano le seguenti variazioni tendenziali:• l’indice della produzione di autoveicoli (cod. ATECO 29.1) è in crescita del 20,5% nel mese e incrementa del 19,1% nel cumulato.• l’indice della produzione di carrozzerie R&amp;S (cod. ATECO 29.2) cala del -3,2%% nel mese e cala (-5,3%) nel cumulato.• l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli (cod. ATECO 29.3) incrementa del 5,5% nel mese e del 6,3% nel cumulato.
Per quanto riguarda la produzione rilevata da ANFIA, il totale delle autovetture prodotte nel mese di marzo ammonta a circa 34.000 unità di volume, in aumento del 14,5% rispetto a marzo del 2025. Nel cumulato trimestrale, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 79.340, il 18,4% in più del primo trimestre del 2025. Il totale degli autoveicoli, nel trimestre, ammonta invece a circa 144.000 unità prodotte, il 7,9% in più rispetto al 2025...continua a leggere sul sito Anfia</description>
            <category>Dati di Settore</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Guzzetti: leasing strutturale nelle politiche industriali</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/guzzetti-leasing-strutturale-nelle-politiche-industriali</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/guzzetti-leasing-strutturale-nelle-politiche-industriali</guid>
            <pubDate>Tue, 12 May 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Si &amp;egrave; tenuta oggi a Roma l&amp;rsquo;Assemblea annuale di Assilea, l&amp;rsquo;Associazione nazionale di categoria delle imprese del leasing e del noleggio a medio-lungo termine. I lavori sono stati aperti da un video messaggio augurale del Ministro dell&#039;Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e dall&amp;rsquo;intervento del Presidente di ABI, Antonio Patuelli, seguiti dalla relazione del Presidente di Assilea, Paolo Guzzetti, che ha analizzato lo scenario macroeconomico degli investimenti in Italia. I lavori dell&amp;rsquo;Assemblea sono proseguiti con l&amp;rsquo;autorevole intervento di Ugo Bassi, DG FISMA -Commissione Europea, incentrato sulla semplificazione della regolamentazione bancaria e sulla competitivit&amp;agrave; internazionale del sistema bancario europeo.
&amp;ldquo;Quale sia il bene, il leasing ha sempre un elemento comune: la propensione a investire, proprio per questo il MEF lo monitora con attenzione&amp;rdquo; - ha sottolineato il Ministro dell&amp;rsquo;Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, nel suo saluto.&amp;nbsp; &amp;ldquo;I vostri dati del primo trimestre evidenziano un&amp;rsquo;espansione che si affianca alla stabilit&amp;agrave; del numero di contratti: molto bene l&amp;rsquo;immobiliare, il settore auto, sostenuto dai veicoli industriali e green. Le misure del governo a sostegno degli investimenti&amp;rdquo; - ha concluso il Ministro - &amp;ldquo;sono mirate, perch&amp;eacute; rivolte a chi investe, selettive, perch&amp;eacute; premiano la produttivit&amp;agrave;, e sostenibili, perch&amp;eacute; compatibili con gli obiettivi di finanza pubblica&amp;rdquo;.
Sul fronte europeo &amp;ldquo;stiamo collazionando tutti gli imput ricevuti per produrre il rapporto sulla competitivit&amp;agrave; del settore bancario in Europa e il sentimento di urgenza rappresentato dal mercato ci &amp;egrave;&amp;nbsp;ben chiaro, tanto &amp;egrave;&amp;nbsp;vero che la chiusura del lavoro &amp;egrave;&amp;nbsp;staro anticipato a met&amp;agrave; luglio, proprio per dare risposte al sistema&amp;rdquo;, ha chiosato Ugo Bassi, DG FISMA -Commissione Europea.
&amp;nbsp;&amp;nbsp;
In un contesto globale segnato da incertezze e crisi energetica, Guzzetti ha indicato nel leasing lo strumento finanziario ideale per realizzare investimenti produttivi superando i vincoli di liquidit&amp;agrave;. 
&amp;ldquo;Gli investimenti, insieme alle riforme strutturali, sono la chiave per l&amp;rsquo;accrescimento della capacit&amp;agrave; produttiva e della produttivit&amp;agrave;.&amp;rdquo; - ha dichiarato Guzzetti - &amp;ldquo;Essi richiedono certezza di regole, poca burocrazia, un sistema infrastrutturale e logistico efficiente e capillare, un accesso agevole a tutte le varie forme di finanziamento. E nel finanziamento degli investimenti il leasing gioca un ruolo significativo.&amp;rdquo; &amp;nbsp;Lo dimostrano i numeri riportati nel Rapporto annuale sul leasing, curato dal Centro Studi e Statistiche di Assilea, che &amp;egrave; stato distribuito in anteprima ai partecipanti dell&amp;rsquo;Assemblea.
Nell&amp;rsquo;ultimo decennio il settore ha vissuto una crescita costante, raddoppiando lo stipulato dai 17 miliardi del 2015 ai 36 miliardi del 2025 (+5,8% rispetto al 2024). Nel 2025 ben il 65% degli investimenti in beni strumentali acquisiti con le agevolazioni della Nuova Sabatini sono stati finanziati in leasing. Nel primo trimestre del 2026, dopo un inizio incerto, lo stipulato &amp;egrave; cresciuto del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell&amp;rsquo;anno precedente. Del resto, l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; il secondo paese manifatturiero in Europa e tra quelli che presentano il pi&amp;ugrave; elevato numero di piccole e medie imprese.
Eppure, nonostante questi dati positivi, il leasing presenta in Italia una diffusione ampiamente al di sotto della media UE, sia in termini di volumi di finanziamenti che di numero di imprese che ricorrono a questo strumento. Secondo i dati del Rapporto, l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; del leasing sugli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto si ferma al 16% contro il 28% dell&amp;rsquo;Europa.&amp;nbsp;
Il Presidente Guzzetti ha poi ribadito la necessit&amp;agrave; di una revisione del quadro prudenziale basata sul riconoscimento di una minore rischiosit&amp;agrave; del leasing rispetto a strumenti di finanziamento pi&amp;ugrave; tradizionali, come testimonia una ormai abbondante evidenza empirica: tassi di perdita mediamente inferiori del 16%, rischiosit&amp;agrave; media delle imprese che fanno ricorso al leasing inferiore a quella delle imprese che non lo utilizzano, tassi di default pi&amp;ugrave; bassi rispetto ai prestiti bancari.
Un minore assorbimento patrimoniale riferito all&amp;rsquo;esposizione leasing libererebbe, nuove importanti risorse per il finanziamento degli investimenti delle PMI, necessari ad accelerare la transizione ambientale e digitale dell&amp;rsquo;intero sistema europeo. Una semplice elaborazione del Centro Studi e Statistiche di Assilea ha calcolato per l&amp;rsquo;Italia che una riduzione media dei requisiti patrimoniali di 15 punti percentuali libererebbe 2 miliardi di capitale traducendosi in un incremento dello stipulato del 10%.
&amp;ldquo;Certi del ruolo importante che il leasing pu&amp;ograve; giocare come fattore di sviluppo per la nostra economia, Assilea continuer&amp;agrave; a presidiare la normativa di settore, sia a livello europeo che nazionale; ad adoperarsi per ottenere un pieno riconoscimento del leasing in tutti i programmi di agevolazione e incentivo per le imprese; a diffondere una migliore conoscenza del leasing a tutti i livelli.&amp;rdquo; Queste le conclusioni della relazione del Presidente Guzzetti.
&amp;nbsp;</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Bankitalia: merito creditizio con modelli ML e stacking</title>
            <link>https://leasenews.it/news/innovazione/bankitalia-merito-creditizio-con-modelli-ml-e-stacking</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/innovazione/bankitalia-merito-creditizio-con-modelli-ml-e-stacking</guid>
            <pubDate>Mon, 11 May 2026 16:30:00 +0000</pubDate>
            <description>La crescente complessità dei mercati finanziari e la disponibilità di grandi moli di dati stanno trasformando in profondità i processi di valutazione del merito creditizio. Bankitalia ha recentemente approfondito l’utilizzo di tecniche di machine learning avanzate, con particolare attenzione ai modelli basati su stacking, per migliorare accuratezza, stabilità e capacità predittiva dei sistemi di scoring. 




L’adozione di modelli di machine learning consente di superare i limiti degli approcci tradizionali, spesso basati su relazioni lineari e su un numero ridotto di variabili. Le tecniche ML permettono invece di:


catturare relazioni non lineari tra variabili finanziarie e comportamentali


gestire dataset ad alta dimensionalità


migliorare la capacità predittiva grazie a modelli più flessibili


ridurre il rischio di errore nei processi di concessione del credito


Lo stacking è una tecnica di ensemble learning che combina più modelli eterogenei — ad esempio regressioni, alberi decisionali, reti neurali — per ottenere una previsione finale più robusta. Secondo Bankitalia, questo approccio:


aumenta la stabilità delle previsioni rispetto ai singoli modelli


riduce l’overfitting grazie alla diversificazione degli algoritmi


migliora la generalizzazione su nuovi portafogli e contesti di mercato


Il risultato è un sistema di valutazione più affidabile, capace di cogliere segnali deboli e pattern complessi nei comportamenti creditizi.
L’integrazione di modelli ML con stacking nei processi creditizi può generare benefici significativi:


decisioni più rapide e basate su evidenze


migliore allocazione del capitale


riduzione delle perdite attese


maggiore inclusione finanziaria grazie a valutazioni più accurate anche per soggetti con informazioni limitate


L’adozione di modelli avanzati richiede un quadro di governance solido, in linea con le aspettative delle autorità di vigilanza:


trasparenza dei modelli


spiegabilità delle decisioni


controlli su bias e discriminazioni


validazione continua per garantire performance costanti nel tempo


Bankitalia sottolinea l’importanza di bilanciare innovazione e affidabilità, assicurando che i modelli ML siano pienamente integrati nei processi di gestione del rischio.
L’utilizzo di tecniche di machine learning con approccio stacking rappresenta un’evoluzione significativa nella valutazione del merito creditizio. L’analisi di Bankitalia evidenzia come questi strumenti possano migliorare la qualità delle decisioni, rafforzare la stabilità del sistema finanziario e supportare una gestione del rischio più moderna ed efficace.
Consulta il documento</description>
            <category>Innovazione</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente d&#039;Europa</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/intesa-sanpaolo-e-la-banca-piu-resiliente-deuropa</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/intesa-sanpaolo-e-la-banca-piu-resiliente-deuropa</guid>
            <pubDate>Mon, 11 May 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data 8 maggio 2026 ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2026 (*) (**).
I risultati del Gruppo nel primo trimestre 2026, con un utile netto pari a 2,8 miliardi di euro, evidenziano la capacità di Intesa Sanpaolo, la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore. Si conferma la previsione di un utile netto a circa 10 miliardi per il 2026.
Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del Gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale. In particolare:-    significativo ritorno cash per gli azionisti: 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel trimestre, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026;-    1,8 miliardi di euro di imposte (°) generate;-    rafforzamento dell’inclusione finanziaria, con circa 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nel primo trimestre 2026;-    circa 1,1 miliardi di euro già investiti (°°) nel 2023 - primo trimestre 2026 (di cui circa 60 milioni nel primo trimestre 2026) per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:
▪   la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;_________(*)  Ai sensi dell’art. 65-bis e dell’art. 82-ter del Regolamento Emittenti in vigore dal 2 gennaio 2017, Intesa Sanpaolo ha optato per la pubblicazione su base volontaria di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.(**) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 20.(°)  Imposte dirette e indirette.(°°) Inclusi i costi di struttura relativi alle persone dedicate al sostegno di iniziative/progetti.
 
▪   la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio al 13%, il basso leverage, la forte liquidità e lo status di banca a “zero NPL”;
▪   l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (5,7 miliardi di euro già investiti e circa 2.500 specialisti IT già assunti, dal 2022 al primo trimestre 2026), che abilita il ricambio generazionale, senza impatti sociali, e risparmi di costi (circa 570 milioni di euro a regime, nel 2030), senza impatti sui ricavi grazie allo snellimento dei processi abilitato dalla tecnologia e dall’AI; riduzione di circa 6.100 persone del Gruppo entro il 2029, risultante da circa 12.400 uscite che si aggiungono alle circa 3.900 nel 2025 (circa 1.400 uscite già avvenute nel primo trimestre 2026), conseguenti a circa 9.750 uscite volontarie - incluso il turnover naturale - in Italia (1) (circa 1.125 già avvenute nel primo trimestre 2026) e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali (2) (circa 275 già avvenute nel primo trimestre 2026), e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia (3), di cui circa 2.300 come Global Advisor (4), in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025 principalmente Global Advisor (circa 500 persone già assunte nel primo trimestre 2026, di cui circa 350  Global Advisor);
 ▪  la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection &amp; Advisory, con oltre 1.400 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, contraddistinta dalle fabbriche di prodotto interamente controllate che rendono possibile un rapido time-to-market e sinergie di produzione/distribuzione, dalle distintive reti di consulenza con circa 19.000 persone (5) dedicate, circa 350 in più rispetto alla fine del 2025 e previste in crescita a circa 22.500 entro il 2029, e dai servizi di consulenza a 360 gradi (6), che fungono anche da stabilizzatore delle commissioni a fronte dell’impatto della volatilità di mercato e riguardano un ammontare di  attività finanziarie della clientela pari a 171 miliardi di euro al 31 marzo 2026, in crescita di 26 miliardi rispetto al 31 marzo 2025.
_______(1) Circa 1.600 uscite dall’accordo sindacale dell’ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 (con relativi costi già interamente spesati), circa 4.500 potenziali uscite di persone che hanno già fatto richiesta di partecipazione ai precedenti schemi di pensionamento anticipato e uscite per turnover naturale.(2) Concentrate nelle funzioni centrali.(3) Di cui circa 2.200 dagli accordi sindacali già siglati.(4) Con contratto ibrido (combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part-time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona), per conseguire una maggiore prossimità alla clientela in particolare nel Wealth Management &amp; Protection.(5) Consulenti finanziari, Private Banker, Global Advisor, gestori per la clientela Exclusive, gestori per la clientela Affluent, Relationship Manager e consulenti finanziari della Divisione International Banks.(6) Valore Insieme, Private Advisory, WE ADD e Sei.
L’attuazione del Piano di Impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo. In particolare:
·   riduzione dei costi, beneficiando dei forti investimenti in tecnologia già effettuati:- in corso l’implementazione progressiva e l’estensione di isytech 2.0;- lanciati 15 progetti di AI / GenAI / Agentic AI;- in corso l’accelerazione del ricambio generazionale, con circa 1.400 persone uscite nel primo trimestre 2026 (delle circa 12.400 previste entro il 2029);
·   crescita dei ricavi, alimentata dalla leadership nel Wealth Management, Protection &amp; Advisory:- nel primo trimestre 2026, assunti circa 350 Global Advisor, superando le 2.150 persone, e aperti oltre 70 uffici Global Advisor in aree ad alto potenziale non coperte dalle filiali Exclusive;- rafforzata la rete di specialisti del ramo Danni della Divisione Banca dei Territori (da circa 210 a oltre 280 persone);- in corso il rafforzamento della rete di Private Banker / Consulenti Finanziari in Italia, con un aumento di circa 60 persone dalla fine del 2025;- continua crescita di Isybank, che ha raggiunto 1,1 milioni di clienti, con circa 980.000 conti aperti da nuovi clienti (circa 80.000 nel primo trimestre 2026);- lanciato il nuovo modello di Financial Advisor nella Divisione International Banks, con 40 Consulenti finanziari in Slovacchia e Ungheria;
·   basso costo del rischio, grazie allo status di banca a “zero NPL” e a una origination di elevata qualità:- crediti in sofferenza quasi azzerati;- potenziamento della struttura di governo del credito, con la costituzione di nuovi comitati creditizi strategici e operativi;- evoluzione dei modelli di rischio di credito, con l’inclusione di dati aggiornati e nuove metodologie (es. Machine Learning);
·   significativi investimenti nelle persone del Gruppo, che sono la risorsa più importante:- circa 550 persone coinvolte nel primo trimestre 2026 in iniziative di riconversione/riqualificazione verso attività ad elevato valore aggiunto per la Banca;- circa 7.300 persone con meno di 35 anni coinvolte nella Fase 1 dell’iniziativa di ascolto Future Gen;- Intesa Sanpaolo è stata confermata Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo da Top Employers Institute;
·   leadership nell’impatto sociale, supportando la clientela nella transizione sostenibile e confermando gli impegni alla decarbonizzazione:
□  social impact:-  circa 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nel primo trimestre 2026 per rafforzare l’inclusione finanziaria;-  lanciate varie iniziative nell’istruzione, orientamento e occupabilità, raggiungendo oltre 11.000 giovani e migliorato il benessere socio-economico di oltre 52.000 persone vulnerabili per far fronte ai principali cambiamenti sociali sistemici (circa 60 milioni di euro già investiti nel primo trimestre 2026 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze);
□  transizione sostenibile:- erogati 4,2 miliardi di euro per la transizione sostenibile nel primo trimestre 2026;
□  cultura e innovazione:- continuo impegno a favore della cultura: tre nuove mostre, con oltre 224.000 visitatori;- promozione dell’innovazione: nel primo trimestre 2026, 156 iniziative innovative e servizi per startup realizzate da Intesa Sanpaolo Innovation Center e circa un milione di euro di investimenti in startup gestiti da Neva SGR.
Nel primo trimestre 2026, per il Gruppo si registra:
●  utile netto in crescita del 5,6% a 2.761 milioni di euro, da 2.615 milioni del primo trimestre 2025;
●  risultato corrente lordo in crescita del 9,7% rispetto al primo trimestre 2025;
●  risultato della gestione operativa in aumento del 9% rispetto al primo trimestre 2025;
●  proventi operativi netti in crescita del 5,3% rispetto al primo trimestre 2025, con un +3,1% per le commissioni nette, un +3% per il risultato dell’attività assicurativa, un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e un +0,1% per gli interessi netti;
●  costi operativi in diminuzione dello 0,7% rispetto al primo trimestre 2025;
●  elevata efficienza, con un cost/income al 35,9%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
●  costo del rischio annualizzato a 16 centesimi di punto, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
●  qualità del credito (°):-    a fine marzo 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati (°°) sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,5% al lordo;-    l’esposizione verso la Russia (^) è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2;
●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:-    copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,5% a fine marzo 2026, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 68,6%;-    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,4% a fine marzo 2026;
________(°) Nessun ammontare materiale di moratorie in essere a fine marzo 2026. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato, in applicazione delle misure a sostegno del sistema produttivo previste a seguito della pandemia da COVID-19, è pari a circa 6,5 miliardi di euro (circa 0,9 miliardi SACE e circa 5,6 miliardi Fondo PMI).(°°) Dai crediti deteriorati a fine marzo 2026 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 1,4 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,4 miliardi al netto.(^) Esposizione creditizia verso clientela on-balance, cross-border e della controllata Banca Intesa in Russia, al netto delle garanzie di Export Credit Agencies e post rettifiche di valore. Al 31 marzo 2026, post rettifiche di valore, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 0,22 miliardi di euro di cui 0,21 miliardi verso clientela, al netto di 0,6 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,01 miliardi verso clientela, al netto di 0,3 miliardi di garanzie ECA, e pari a 0,02 miliardi verso banche) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,04 miliardi, di cui 0,01 miliardi verso clientela, per Banca Intesa in Russia e a 0,1 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,01 miliardi per la controllata in Russia e 0,03 miliardi per la controllata in Ucraina). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,26 miliardi di euro.
 
●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 marzo 2026, deducendo dal capitale (°) 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel primo trimestre 2026 e 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13% (°°), al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) (°°°), rispetto a un requisito SREP - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer (*) e Systemic Risk Buffer (**) - pari al 9,96% (***);
●  elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine marzo 2026, attività liquide per 299 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 206 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 139% (^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 121% (#));
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine marzo 2026 (#) pari a 34,7% per il totale e a 21,8% per la componente subordinata, a fronte di requisiti pari rispettivamente a 25,5% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%;
●  supporto all’economia reale: circa 22 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo trimestre 2026, con circa 13 miliardi in Italia, di cui circa 12 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 560 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo trimestre 2026 e circa 147.300 dal 2014, preservando rispettivamente circa 2.800 e 737.000 posti di lavoro;
________(°) Deducendo dal capitale anche 0,1 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.(°°) Common Equity Tier 1 ratio pari al 13% anche non includendo nel capitale alcun utile del primo trimestre 2026, in conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 13,9% considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.(*) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 marzo 2026 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2027 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il primo semestre 2026).(**) Systemic Risk Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 marzo 2026 verso i residenti in Italia.(***) Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.(^)  Media degli ultimi dodici mesi.(#)  Dati gestionali preliminari, tenendo conto del buyback da avviare a luglio 2026. I dati rimangono invariati non includendo alcun utile del primo trimestre 2026.
 
I risultati di conto economico del primo trimestre 2026
Il conto economico consolidato del primo trimestre 2026 registra interessi netti pari a 3.636 milioni di euro, in flessione dell’ 1,3% rispetto ai 3.684 milioni del quarto trimestre 2025 e in aumento dello 0,1% rispetto ai 3.632 milioni del primo trimestre 2025.
Le commissioni nette sono pari a 2.515 milioni di euro, in diminuzione del 5,3% rispetto ai 2.655 milioni del quarto trimestre 2025. In dettaglio, si registra una diminuzione del 7,5% per le commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 1,6% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra un aumento del 19,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e una diminuzione dell’ 11,9% per quella relativa al risparmio gestito (commissioni di performance pari a 6 milioni di euro nel primo trimestre 2026 e a 99 milioni nel quarto trimestre 2025) e dell’ 1,2% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del primo trimestre 2026 crescono del 3,1% rispetto ai 2.439 milioni del primo trimestre 2025. In dettaglio, si registra una crescita dell’ 1,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,6% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 12,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e del 4,5% per quella relativa ai prodotti assicurativi e una flessione dello 0,3% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 9 milioni nel primo trimestre 2025).
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 476 milioni di euro, rispetto ai 443 milioni del quarto trimestre 2025 e ai 462 milioni del primo trimestre 2025.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 505 milioni di euro, rispetto ai 58 milioni del quarto trimestre 2025, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 82 milioni rispetto a 85 milioni, quella di capital market che registra un saldo positivo per 19 milioni rispetto a un saldo negativo per 60 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che aumenta a 404 milioni da 33 milioni. Il risultato pari a 505 milioni del primo trimestre 2026 si confronta con i 265 milioni del primo trimestre 2025, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 83 milioni, quello della componente di capital market di 90 milioni e quello dell’attività di securities portfolio and treasury di 92 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 7.154 milioni di euro, in crescita del 4,6% rispetto ai 6.841 milioni del quarto trimestre 2025 e del 5,3% rispetto ai 6.796 milioni del primo trimestre 2025.
I costi operativi ammontano a 2.569 milioni di euro, in diminuzione del 27,6% rispetto ai 3.549 milioni del quarto trimestre 2025, a seguito di un calo del 27,3% per le spese del personale, del 36,6% per le spese amministrative e del 6,4% per gli ammortamenti; i costi operativi del primo trimestre 2026 scendono dello 0,7% rispetto ai 2.588 milioni del corrispondente trimestre 2025, a seguito di una diminuzione dello 0,6% per le spese del personale e del 2,4% per gli ammortamenti e di una stabilità delle spese amministrative.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.585 milioni di euro, in crescita del 39,3% rispetto ai 3.292 milioni del quarto trimestre 2025 e del 9% rispetto ai 4.208 milioni del primo trimestre 2025. Il cost/income ratio nel primo trimestre 2026 è pari al 35,9%, rispetto al 51,9% del quarto trimestre 2025 e al 38,1% del primo trimestre 2025.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 170 milioni di euro (comprendenti 6 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 962 milioni del quarto trimestre 2025 (che includevano 7 milioni relativi all’esposizione a Russia e Ucraina e 648 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e a 224 milioni del primo trimestre 2025 (che includevano un milione relativo all’esposizione a Russia e Ucraina).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 64 milioni di euro (nessun apporto per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto ai 250 milioni del quarto trimestre 2025 (che includevano un milione per l’esposizione a Russia e Ucraina e 80 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e ai 23 milioni del primo trimestre 2025 (che includevano 20 milioni di riprese di valore per l’esposizione a Russia e Ucraina).
Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo per 12 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 190 milioni nel quarto trimestre 2025 (che includevano oneri pari a 176 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e un saldo negativo per 4 milioni nel primo trimestre 2025.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al quarto trimestre 2025 e al primo trimestre 2025.
Il risultato corrente lordo è pari a 4.339 milioni di euro, rispetto a 1.890 milioni del quarto trimestre 2025 e a 3.957 milioni del primo trimestre 2025.
Il risultato netto consolidato è pari a 2.761 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:-    imposte sul reddito pari a 1.482 milioni di euro;-    oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 60 milioni;-    effetti economici negativi derivanti dall&#039;allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 17 milioni;-    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 9 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per un milione relativo al fondo di risoluzione, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 5 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 2 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2025, la voce era ammontata a 60 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 27 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 43 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e per un milione relativo a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante. Nel primo trimestre 2025 questa voce era ammontata a 9 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 2 milioni relativi al fondo di risoluzione, per 5 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 3 milioni riguardanti Atlante;-    un utile di pertinenza di terzi per 10 milioni.
Il risultato netto pari a 2.761 milioni di euro nel primo trimestre 2026 si confronta con quello pari a 1.733 milioni nel quarto trimestre 2025 e a 2.615 milioni nel primo trimestre 2025...leggi il comunicato integrale  sul sito di Intesa Sanpaolo</description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>UE: aggiornamento sanzioni e liste dei soggetti designati</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/ue-aggiornamento-sanzioni-e-liste-dei-soggetti-designati</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/ue-aggiornamento-sanzioni-e-liste-dei-soggetti-designati</guid>
            <pubDate>Mon, 11 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il 23 febbraio 2022 l&#039;Unione europea ha adottato un pacchetto di misure restrittive relative ad azioni che compromettono o minacciano l&#039;integrità territoriale, la sovranità e l&#039;indipendenza dell&#039;Ucraina.
Tra queste figurano, innanzitutto, le misure di congelamento di fondi e risorse economiche previste dal Regolamento (UE) n. 269/2014 nei confronti di soggetti designati, il cui elenco, contenuto nell&#039;allegato I, è stato progressivamente ampliato.
L&#039;ultimo aggiornamento del citato regolamento è consultabile, per pronta informativa, al seguente link del sito dell&#039;Unione europea:
Gazzetta ufficiale dell&#039;Unione europea - serie L del 11.05.2026
***
Per l&#039;elenco completo di tutti gli atti normativi adottati fino ad ora dall&#039;Unione europea nelle molteplici iniziative in materia di sanzioni finanziarie si rimanda al seguente link:
EU Sanctions map
***
I soggetti designati di cui ai provvedimenti indicati saranno ricompresi, salvi i tempi strettamente necessari all&#039;aggiornamento, nelle liste complete dei soggetti designati disponibili al seguente link: https://webgate.ec.europa.eu/fsd/fsf#!/files
***
Per informazioni generali sull&#039;applicazione di misure restrittive di &quot;congelamento&quot; dei fondi e delle risorse economiche detenute da persone fisiche e giuridiche, gruppi ed entità specificamente individuati dalle Nazioni Unite e dall&#039;Unione Europea (soggetti &quot;designati&quot;), impiegate anche per contrastare l&#039;attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale si rinvia alla pagina di questo sito specificamente dedicata al tema: https://uif.bancaditalia.it/adempimenti-operatori/contrasto/index.html.</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>PMI, soluzioni digitali avanzate: dal Mimit il Voucher Cloud</title>
            <link>https://leasenews.it/news/innovazione/pmi-soluzioni-digitali-avanzate-dal-mimit-il-voucher-cloud</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/innovazione/pmi-soluzioni-digitali-avanzate-dal-mimit-il-voucher-cloud</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 16:30:00 +0000</pubDate>
            <description>Il Voucher Cloud &amp; Cybersecurity, introdotto dal decreto ministeriale 18 luglio 2025, nasce per sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi. L’obiettivo è favorire l’adozione di soluzioni tecnologiche nuove, aggiuntive o più avanzate rispetto a quelle già in uso, rafforzando digitalizzazione e sicurezza informatica. 
1. Fornitori abilitati
Per essere ammissibili, i servizi devono essere erogati da soggetti iscritti all’elenco dei fornitori qualificati, istituito dal Ministero e disciplinato dal decreto direttoriale 21 novembre 2025. L’iscrizione richiede la presentazione di un’istanza con autocertificazione dei requisiti previsti dall’art. 4 del decreto.
I termini di iscrizione, inizialmente fissati tra il 4 marzo e il 23 aprile 2026, sono stati prorogati al 27 maggio 2026 alle ore 12.00. 
2. Risorse disponibili
La misura dispone di 150 milioni di euro, finanziati dal Fondo sviluppo e coesione (FSC) 2014‑2020. 
3. Destinatari
Possono accedere alle agevolazioni:


PMI di qualsiasi settore e localizzazione;


lavoratori autonomi.


Requisito obbligatorio: un contratto di connettività ≥ 30 Mbps in download al momento della domanda. 
4. Piani di spesa ammissibili
Sono finanziabili piani di spesa ≥ 4.000 euro, relativi a servizi/prodotti di cloud computing e cyber security, acquisiti tramite acquisto diretto, abbonamento o modalità mista.
Soluzioni ammissibili:


Hardware cybersecurity — firewall, NGFW, router/switch, IPS.


Software cybersecurity — antivirus, antimalware, monitoraggio reti, crittografia, SIEM, vulnerability management.


Servizi cloud IaaS/PaaS — VM, storage &amp; backup, network &amp; security, database.


Servizi SaaS — contabilità, HRM, ERP (anche con AI), CMS, e‑commerce, CRM, UCC/PABX.


Servizi professionali di configurazione e supporto, fino al 30% del piano.


Durata dei piani:


max 12 mesi per acquisto diretto;


min 24 mesi per abbonamenti (finanziabili solo i primi 24 mesi).


Sono escluse le spese per soluzioni analoghe a quelle già in uso. 
5. Agevolazioni
Il contributo è concesso in regime de minimis come fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro.
L’erogazione può avvenire:


in due quote (50% spesa sostenuta + saldo finale), oppure


in un’unica soluzione a piano completato. 


6. Accesso alle agevolazioni
Le modalità operative per la presentazione delle domande da parte di PMI e autonomi saranno definite con successivo provvedimento direttoriale, dopo la chiusura dell’elenco dei fornitori qualificati.
Approfondisci sul sito del Mimit</description>
            <category>Innovazione</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Confindustria: iperammortamento anche ai software cloud</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-iperammortamento-anche-ai-software-cloud</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/confindustria-iperammortamento-anche-ai-software-cloud</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 15:30:00 +0000</pubDate>
            <description> “Accogliamo positivamente la firma del decreto attuativo sul nuovo iperammortamento, attesa da cinque mesi, insieme alla conferma della valorizzazione degli investimenti già fatti nel 2026 in piena coerenza con l’articolo 109, TUIR: ora è essenziale che la piattaforma per il caricamento delle comunicazioni sia operativa in tempi rapidi, per non vanificare gli sforzi fatti e per dare certezze alle imprese. L’auspicio è che anche la gestione delle comunicazioni che le imprese dovranno trasmettere al GSE non si tramuti in oneri eccessivamente complessi e forieri di rallentamenti”. Ha dichiarato Marco Nocivelli, Vice Presidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy. 
“Peccato che al momento al Mef si sia persa un’occasione per estendere la misura anche ai canoni dei software con abbonamento, auspichiamo quindi che questo nodo venga sciolto al più presto, con una modifica normativa oppure con un’interpretazione come avvenuto in precedenza, sempre nell’ottica del consueto spirito di collaborazione”, prosegue il Vice Presidente di viale dell’Astronomia.
“Oggi l’as a service è la modalità prevalente con cui le imprese italiane adottano software e servizi digitali e vale l’80% del mercato del Cloud. Senza i software non si può realizzare la transizione digitale. Escluderli dall’iperammortamento significa, di fatto, privare la maggioranza delle imprese di un’agevolazione pensata per accompagnarle nel percorso di digitalizzazione e aiutarle ad avvicinarsi alle nuove tecnologie – in particolare all’intelligenza artificiale, strumento essenziale per la competitività, per la maggior efficienza dei processi produttivi e per l’innovazione di prodotti e modelli di business. Per questi motivi, in passato, nell’ambito del precedente iperammortamento, questa problematica era stata superata con una norma interpretativa contenuta nella Legge di Bilancio 2019, soluzione che nei mesi scorsi Confindustria ha chiesto fosse ripresa. Lavoreremo insieme perché questo avvenga”.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Imprese italiane: più derivati per coprire i tassi</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/imprese-italiane-piu-derivati-per-coprire-i-tassi</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/imprese-italiane-piu-derivati-per-coprire-i-tassi</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 14:45:00 +0000</pubDate>
            <description>La politica monetaria restrittiva attuata dalla Banca centrale europea nel periodo 2022-23 ha determinato un marcato aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, dei costi di finanziamento per le imprese, in particolare per quelle con un maggiore indebitamento a tasso variabile. Questo studio analizza in che misura l&#039;utilizzo di derivati su tassi di interesse abbia attenuato l&#039;impatto dell&#039;aumento dei costi di finanziamento per le imprese italiane. Sfruttando i dati granulari sui derivati presenti nella base dati EMIR - integrati con i dati sui prestiti bancari di fonte AnaCredit, con le informazioni sulle obbligazioni societarie rilevati nell&#039;Anagrafe titoli e con i bilanci d&#039;impresa di fonte Cerved - vengono fornite evidenze empiriche sull&#039;utilizzo dei derivati da parte delle aziende non finanziarie italiane nel periodo 2021-24. I risultati mostrano che questi strumenti sono ampiamente utilizzati dalle imprese, in particolare da quelle di maggiore dimensione, per coprirsi dal rischio di rialzo dei tassi di interesse, rafforzando così la posizione finanziaria. Dall&#039;avvio della fase di restrizione monetaria nel luglio del 2022, le strategie di copertura hanno svolto un ruolo cruciale nell&#039;attenuare gli effetti negativi dell&#039;aumento dei tassi di interesse. Combinando i flussi di cassa, pagati e incassati, generati dalle posizioni in interest rate swap con quelli corrisposti sui prestiti bancari e sulle obbligazioni emesse, lo studio stima che i derivati abbiano ridotto mediamente di circa il 20 per cento il costo annuo del debito delle imprese che hanno fatto ricorso a questi strumenti nel periodo della restrizione monetaria.
N. 51 - Il ricorso delle imprese italiane ai derivati per la copertura del rischio di tasso di interesse</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Leasing e Industria 5.0: spinta a investimenti e innovazione</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/leasing-e-industria-50-spinta-a-investimenti-e-innovazione</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/leasing-e-industria-50-spinta-a-investimenti-e-innovazione</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 13:40:00 +0000</pubDate>
            <description>L’iniziativa Industria 5.0 rappresenta l’evoluzione naturale del paradigma 4.0: non solo automazione e digitalizzazione, ma integrazione tra tecnologia, sostenibilità e centralità del lavoratore. Per il leasing, significa nuovi investimenti, nuovi beni finanziabili e una domanda più ampia e diversificata.
Il modello 5.0 spinge le imprese verso tre direttrici che coincidono con i principali driver di crescita del leasing:


Digitalizzazione avanzata → macchinari intelligenti, robot collaborativi, sistemi IoT, piattaforme AI.


Efficienza energetica → impianti fotovoltaici, storage, pompe di calore, sistemi di monitoraggio.


Sostenibilità e sicurezza → tecnologie per ridurre consumi, emissioni e rischi operativi.


Tutti beni tipicamente finanziabili in leasing, con ticket elevati e cicli di rinnovo rapidi.
Le categorie più rilevanti:


Robotica collaborativa (cobot)


Macchine utensili con AI integrata


Sistemi IoT e sensoristica avanzata


Software industriali e piattaforme di orchestrazione


Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo


Soluzioni di cybersecurity industriale


Sistemi di realtà aumentata per manutenzione e training


Industria 5.0 amplia il perimetro rispetto al 4.0: non solo beni produttivi, ma anche tecnologie per sostenibilità, sicurezza e benessere del lavoratore.
Gli operatori possono beneficiare di:


Aumento della domanda di investimenti da parte delle PMI.


Ticket medi più elevati grazie a beni complessi e integrati.


Maggiore ricorrenza per aggiornamenti tecnologici rapidi.


Possibilità di combinare beni materiali e immateriali (hardware + software + servizi).


Allineamento con incentivi pubblici, che storicamente favoriscono il leasing.


Industria 5.0 si intreccia con:


Transizione 5.0


Voucher Cloud &amp; Cybersecurity


Incentivi energia e rinnovabili


Fondi PNRR e FSC


Tutte misure che storicamente generano volumi significativi per il leasing.
Industria 5.0 rappresenta una nuova stagione di investimenti per le imprese italiane. Per il leasing significa:


più domanda


beni più complessi


maggiore integrazione digitale


nuove opportunità commerciali


necessità di aggiornare modelli di rischio e RV


Chi saprà posizionarsi come partner tecnologico-finanziario potrà intercettare una quota rilevante del mercato emergente.</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Mobilità a noleggio in crescita, tra fisco e vincoli UE EV</title>
            <link>https://leasenews.it/news/mercato/mobilita-a-noleggio-in-crescita-tra-fisco-e-vincoli-ue-ev</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/mercato/mobilita-a-noleggio-in-crescita-tra-fisco-e-vincoli-ue-ev</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il settore del noleggio veicoli continua a crescere, consolidando il proprio ruolo strategico nel sistema automotive e a supporto della mobilità cittadina, turistica e aziendale del Paese. Con 1,5 milioni di veicoli in flotta e oltre un terzo (34%) delle immatricolazioni nazionali, il comparto si conferma motore di innovazione e rinnovo del parco circolante. Il contesto normativo e fiscale resta un fattore critico. ANIASA esprime forte preoccupazione per il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio: misure troppo rigide rischiano di rallentare gli investimenti e frenare ulteriormente il ricambio del parco auto, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di transizione ecologica.
 
È quanto emerge dalla presentazione della 25esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.
In un mercato dell’auto stagnante, il settore del noleggio veicoli ha proseguito nel 2025 la graduale crescita, raggiungendo un giro d’affari di 17 mld di €, una flotta di 1,5 milioni di veicoli e registrando 526.500 immatricolazioni (+11% vs 2024).
 
Breve termine: la spinta arriva dagli aeroporti
Il noleggio a breve termine è cresciuto, ma a velocità variabile. Sono aumentati fatturato (1,6 miliardi, +6,4%), noleggi (quasi 5 milioni) e immatricolazioni (+8,4%), mentre sono rimasti stabili i giorni di noleggio (38 milioni) e si sono ridotte durata media dei noleggi (-3%) e flotta (-2%).
Il vero traino per il settore è il canale aeroportuale, che ha generato il 60% del business ed è cresciuto dell’11%. In aumento anche i clienti diretti (34% del totale), mentre i broker si sono confermati fondamentali (31%) per sostenere i volumi.
 
Lungo termine: nuovi massimi storici
Il noleggio a lungo termine ha continuato la sua espansione strutturale, toccando livelli record: oltre 13 miliardi di € di fatturato, 1,3 milioni di veicoli in flotta, 411mila immatricolazioni (+10%) che hanno portato al 24% l’incidenza sul mercato auto nazionale. In crescita i clienti privati (185mila e +4%), segnale di un cambio culturale dalla proprietà verso l’uso del veicolo. Sul fronte delle alimentazioni, continua a calare il diesel (sceso al 28% delle immatricolazioni), mentre elettrico e plug-in hanno raggiunto complessivamente il 20%. Sempre più lunghi i contratti: il 78% supera i 36 mesi.
 
Car sharing in crisi: modello da ripensare
Dopo anni di investimenti, il car sharing attraversa oggi una fase critica. Il settore non ha raggiunto il break-even e paga l’effetto congiunto dello scarso supporto degli enti locali, dell’assenza di regole nazionali uniformi, di un adeguato impianto normativo, dell’aumento dei costi operativi (furti, usi impropri, sanzioni) e di una fiscalità sfavorevole (IVA al 22%, anziché al 10% come per il TPL).
I numeri certificano l’involuzione del servizio con i noleggi passati dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni e la flotta ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia.
Senza interventi mirati, il comparto rischia di perdere il proprio ruolo strategico nella mobilità urbana.
 
Primo trimestre 2026: noleggio in crescita, avanzano i brand cinesi
Il primo trimestre dell’anno in corso ha confermato il trend di crescita del long term, anche se con primi segnali di rallentamento, e quello altalenante dello short. Il breve termine, infatti, ha registrato uno sviluppo del fatturato (+3,6%), dei noleggi (+1,5%) e un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma, contestualmente, un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della consistenza della flotta (-2,5%). Nel lungo termine alla crescita del giro d’affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni (-4,3%), su cui pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. In crescita la presenza di vetture di brand cinesi, che hanno complessivamente raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni; nel breve termine addirittura 1 vettura su 5 arriva dalla Cina.
 
Le preoccupazioni del settore su fiscalità e quote europee di elettrico
“L’avanzata della mobilità a noleggio nel nostro Paese è oramai un trend strutturale che comporta effetti positivi per l’industria automotive, la sicurezza delle strade e la riduzione delle emissioni grazie a un rinnovo della propria flotta decisamente più veloce della media nazionale (circa 4 anni vs oltre 13 anni). Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende clienti del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti. Auspichiamo che nel 2026 si intervenga finalmente sulla fiscalità dell’auto aziendale: l’appuntamento è l’attuazione della Legge Delega per la riforma tributaria che prevede proprio la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese. Auspichiamo parallelamente che nell’attuazione della riforma possa essere adottata l’aliquota IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing”, ha dichiarato il Presidente ANIASA – Italo Folonari.
 
“Contestualmente sul settore grava oggi il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per le flotte aziendali e le società di noleggio: 45% delle immatricolazioni al 2030 e 80% al 2035%. Un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’infrastruttura di ricarica. Il risultato sarebbe paradossale: meno ricambio del parco auto, aumento dell’anzianità dei veicoli in flotta, forti criticità per il turismo nei centri minori che necessita del noleggio a breve termine, un pericoloso ritorno al rimborso chilometrico con veicoli datati e possibili forme di evasione fiscale. Di fatto, un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione”, ha concluso Folonari.
 </description>
            <category>Mercato</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>IIF: debito mondiale ai massimi, resilienza o rischio?</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/iif-debito-mondiale-ai-massimi-resilienza-o-rischio</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/iif-debito-mondiale-ai-massimi-resilienza-o-rischio</guid>
            <pubDate>Fri, 08 May 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il nuovo rapporto dell’IIF segnala che il debito globale ha raggiunto livelli record, trainato sia dal settore pubblico sia da quello privato. Nonostante l’aumento dell’indebitamento, i mercati finanziari mostrano una resilienza superiore alle attese, sostenuta da liquidità abbondante, politiche monetarie più prevedibili e un miglioramento del sentiment degli investitori. Secondo l’IIF, l’espansione del debito è attribuibile a:


Aumento del debito pubblico legato a misure fiscali espansive e maggiori costi di rifinanziamento.


Crescita del debito privato, soprattutto corporate, favorita da condizioni finanziarie ancora accomodanti.


Pressioni inflazionistiche che hanno spinto governi e imprese a ricorrere a maggiore leva finanziaria.


Il risultato è un quadro globale in cui l’indebitamento continua a salire più rapidamente della crescita economica. Nonostante il contesto, i mercati mostrano:


Spread contenuti su obbligazioni corporate e sovrane.


Domanda stabile per asset rischiosi.


Volatilità sotto controllo, anche grazie alla percezione di un ciclo dei tassi più prevedibile.


Questa resilienza alimenta un clima di ottimismo moderato, ma non privo di rischi. L’IIF invita alla prudenza. Restano infatti elementi critici:


Sostenibilità del debito in un contesto di tassi ancora elevati.


Rischi di rollover per economie emergenti e imprese con rating più basso.


Possibili shock macro (geopolitica, energia, inflazione) che potrebbero invertire rapidamente il sentiment.


Il nodo centrale è la capacità dei Paesi e delle imprese di gestire il servizio del debito senza compromettere investimenti e crescita. Per valutare la solidità della resilienza dei mercati, l’IIF suggerisce di osservare:


Evoluzione delle politiche monetarie delle principali banche centrali.


Flussi verso asset rischiosi e condizioni di finanziamento.


Dinamica dei deficit pubblici e dei costi di rifinanziamento.


Leggi il Rapporto</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>UIF: prevenzione illeciti legati alle misure restrittive UE</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/uif-prevenzione-illeciti-legati-alle-misure-restrittive-ue</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/uif-prevenzione-illeciti-legati-alle-misure-restrittive-ue</guid>
            <pubDate>Thu, 07 May 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
            <description>La Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha pubblicato il 7 maggio 2026 una comunicazione dedicata al rafforzamento dei presidi di prevenzione contro attività illecite connesse alla violazione delle misure restrittive dell’Unione europea. L’intervento si inserisce nel quadro delle crescenti attenzioni internazionali verso i rischi di elusione delle sanzioni, in particolare attraverso schemi finanziari complessi, triangolazioni commerciali e utilizzo improprio di intermediari. 
Le misure restrittive UE rappresentano uno strumento essenziale di politica estera e di sicurezza. La UIF evidenzia come, negli ultimi anni, siano aumentati:


tentativi di aggirare i divieti tramite società schermo;


operazioni di pagamento che mascherano beneficiari effettivi;


utilizzo di intermediari non vigilati o situati in giurisdizioni ad alto rischio;


schemi di esportazione/importazione finalizzati a occultare beni o tecnologie soggette a restrizioni.


Questi fenomeni richiedono un rafforzamento dei controlli e una maggiore capacità di intercettare indicatori di anomalia. 
La comunicazione UIF invita banche e operatori finanziari a intensificare:


verifiche rafforzate su clienti, controparti e beneficiari effettivi;


monitoraggio delle operazioni con Paesi o settori sensibili;


analisi dei flussi commerciali per individuare triangolazioni sospette;


cooperazione interna tra funzioni compliance, antiriciclaggio e risk management.


Particolare attenzione è richiesta nei casi in cui emergano elementi di rischio collegati a misure restrittive UE, beneficiari effettivi o operazioni ad alto rischio.
La UIF sottolinea che le SOS rappresentano uno strumento cruciale per intercettare tentativi di elusione delle sanzioni. Gli intermediari sono invitati a:


segnalare tempestivamente operazioni incoerenti con il profilo del cliente;


includere nelle SOS riferimenti espliciti alle misure restrittive potenzialmente violate;


documentare analisi, controlli e motivazioni della segnalazione.


Il rafforzamento dei presidi richiesto dalla UIF ha impatti diretti su:


processi di onboarding e due diligence;


sistemi di monitoraggio automatico;


formazione del personale;


aggiornamento dei modelli di rischio AML/CFT.


Per gli operatori del settore, la comunicazione rappresenta un chiaro invito a consolidare un approccio proattivo, capace di anticipare schemi illeciti sempre più sofisticati.
La comunicazione del 7 maggio 2026 conferma il ruolo centrale della UIF nel presidiare la legalità del sistema finanziario italiano e nel supportare gli intermediari nella prevenzione di attività connesse alla violazione delle misure restrittive UE. In un contesto geopolitico complesso, la capacità di individuare tempestivamente anomalie e schemi elusivi diventa un elemento essenziale di stabilità e sicurezza.
Comunicazione UIF del 7 maggio 2026</description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>BCE: scenario base lontano e rischio rialzo tassi in aumento</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/bce-scenario-base-lontano-e-rischio-rialzo-tassi-in-aumento</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/bce-scenario-base-lontano-e-rischio-rialzo-tassi-in-aumento</guid>
            <pubDate>Thu, 07 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
            <description>La Banca Centrale Europea segnala un progressivo allontanamento dallo scenario base delineato nei precedenti esercizi previsivi, a causa di un contesto macroeconomico più instabile e di pressioni inflazionistiche che faticano a rientrare nei tempi attesi. Le ultime analisi dell’Eurotower mostrano come la traiettoria di disinflazione stia procedendo con maggiore lentezza, mentre alcuni indicatori anticipatori evidenziano rischi al rialzo sui prezzi, in particolare nei settori energia, servizi e salari.
In questo quadro, la BCE riconosce che la probabilità di un nuovo rialzo dei tassi è aumentata rispetto alle valutazioni precedenti. Pur mantenendo un approccio data‑dependent, il Consiglio direttivo sottolinea che la politica monetaria dovrà rimanere sufficientemente restrittiva finché non emergeranno segnali chiari e duraturi di convergenza dell’inflazione verso il target del 2%. 
Pressioni inflazionistiche persistenti
Le ultime rilevazioni mostrano che:


l’inflazione core rimane più elevata delle attese;


i salari continuano a crescere a ritmi sostenuti;


le tensioni geopolitiche mantengono alta la volatilità dei prezzi energetici;


la domanda interna, pur debole, non si è contratta quanto previsto.


Questi elementi rendono meno probabile un rapido ritorno allo scenario base, che prevedeva un progressivo allentamento delle condizioni monetarie nel corso dell’anno. 
Implicazioni per mercati e operatori
L’aumento della probabilità di un rialzo dei tassi comporta:


maggiore prudenza nei mercati obbligazionari;


possibili revisioni al rialzo dei tassi di riferimento per mutui, prestiti e leasing;


un impatto diretto sulle condizioni di finanziamento di imprese e famiglie;


un rafforzamento dell’euro sui mercati valutari.


Gli operatori finanziari dovranno quindi monitorare con attenzione le prossime comunicazioni della BCE, in particolare i dati su inflazione, salari e dinamica del credito. 
Prospettive
La BCE ribadisce che ogni decisione sarà guidata dai dati, ma il messaggio è chiaro: la fase di politica monetaria restrittiva non è conclusa. Se le pressioni sui prezzi non rallenteranno in modo convincente, un nuovo rialzo dei tassi tornerà sul tavolo del Consiglio direttivo.
Comunicato BCE</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Unicredit: trimestre record e crescita redditizia continua</title>
            <link>https://leasenews.it/news/corporate-news/unicredit-trimestre-record-e-crescita-redditizia-continua</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/corporate-news/unicredit-trimestre-record-e-crescita-redditizia-continua</guid>
            <pubDate>Wed, 06 May 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
            <description>L&#039;utile netto del 1trim26 è cresciuto del 16,1% anno su anno a €3,2 miliardi, EPS in rialzo del 19,7% a €2,15, RoTE in rialzo di 2,7 p.p. al 25,8%, a riprova della continua redditività di qualità e del conseguimento costante di rendimenti eccellenti ad alta generazione di capitale
 
I ricavi del 1trim26 sono cresciuti del 5% anno su anno a €6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a €6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia, a sottolineare la resilienza e la diversificazione di un modello strutturato per funzionare su tutto l&#039;arco del ciclo macroeconomico
 
Le commissioni e il risultato netto assicurativo sono cresciuti del 8% anno su anno a €2,5 miliardi; il margine di interesse è stato resiliente e pari a €3,6 miliardi, grazie ad una crescita di qualità dei prestiti pari al 6%4, ad una crescita dei depositi pari al 5%4, e ad un pass-through dei depositi migliorato al 30,4%5. Il forte slancio commerciale di tutte le nostre divisioni ha più che bilanciato gli impatti negativi attesi
 
I costi sono diminuiti del 2%6 a parità di perimetro e del 1% anno su anno a €2,3 miliardi, a dimostrazione dei continui miglioramenti in termini di efficienza spinti dalla ottimizzazione operativa, dalla tecnologia e dalla IA, mentre continuiamo ad investire. Il nostro rapporto costi/ricavi leader nel settore è migliorato ulteriormente al 33,4%
 
La qualità degli attivi si conferma solida, con un net NPE ratio al 1,4%, un rapporto di copertura sulle esposizioni deteriorate migliorato trim/trim al 45,8%, un basso costo del rischio pari a 17 punti base - ampiamente entro il range previsto - e overlay invariati pari a circa €1,7 miliardi7, a conferma di una gestione del rischio disciplinata e della resilienza in diversi possibili scenari macroeconomici
 
La generazione organica di capitale si è confermata robusta a 98 punti base, più che in grado di supportare €2,48 miliardi di distribuzioni accantonate per gli azionisti e gli impatti derivanti dal quadro regolamentare e da altri fattori. L&#039;impatto degli investimenti azionari è stato maggiore delle attese per via di un impatto temporaneo negativo di 19 punti base9 dall&#039;aumento del valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank, causato dall&#039;utile netto del FY259
 
Il CET1 ratio al 14,2%, o al 14,8% proformato per il Danish Compromise10, e a circa il 15% ulteriormente aggiustato per il già menzionato impatto temporaneo9 legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank, rimane solido e migliore delle aspettative
 
Ambizione per l&#039;utile netto del FY26 aumentata a uguale o superiore a €11 miliardi. Ambizioni per l&#039;utile netto per il FY28 e per il FY30 confermate, nonostante un contesto macroeconomico più complesso, sulla base della fiducia nella rapidità della trasformazione, nei nostri punti di forza idiosincratici, e nella protezione senza pari garantita dalle nostre linee di difesa




 
 
 NOTE:
1 Ricavi core intesi come somma di margine di interesse, commissioni e risultato netto della gestione assicurativa.
2 Rispetto al consensus company-compiled al 14 aprile 2026, disponibile sul nostro sito web.
3 CoR del 1trim25 (8 punti base) ampiamente inferiore rispetto a quello del FY25 (15 punti base) - per via di rettifiche su crediti non uniformemente distribuite nel corso dell&#039;anno - mentre le rettifiche su crediti del 1trim26 sono in linea con l&#039;ambizione per il FY26.
4 Al netto delle operazioni di pronti contro termine e dei rapporti infragruppo.
5 Gruppo esclusa la Russia.
6 i.e. escludendo l&#039;acquisizione di Vodeno e l&#039;internalizzazione del business assicurativo ramo vita.
7 Sulle esposizioni in bonis e incluso un fattore di calibrazione.
8 Distribuzioni accantonate sulla base del 80% dell&#039;utile netto del 1trim26, aggiustato per le poste straordinarie non distribuibili relative al badwill derivante dal consolidamento a patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank.
9 I -19 punti base rappresentano la parte di incremento del valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank relativa alle rispettive distribuzioni a valere sul 2025 ancora da eseguire nel 2026. Si ricorda che, in futuro, ogni anno la generazione dell&#039;utile netto da parte di Commerzbank e Alpha Bank porterà nuovamente, a parità di altre condizioni, ad un aumento del patrimonio netto consolidato, con il relativo impatto di capitale; tale impatto sarà ancora una volta parzialmente recuperato a seguito dell&#039;esecuzione delle rispettive distribuzioni da parte di Commerzbank e Alpha Bank, a seconda dei rispettivi payout di distribuzione.
10 Soggetto all&#039;autorizzazione dell&#039;autorità di vigilanza.







 


 
Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A. ha dichiarato:
&quot;UniCredit ha riportato un&#039;altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia. L&#039;utile netto ha raggiunto €3,2 miliardi, in rialzo del 16% rispetto all&#039;anno precedente, e ad un RoTE eccellente pari al 26%. Questi risultati riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve - crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale - dando prova di come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l&#039;arco del ciclo macroeconomico, mentre investe per il proprio futuro. Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico si fa più incerto e complesso, la nostra cultura vincente che unisce le nostre persone, la nostra continua trasformazione e i nostri punti di forza unici e linee di difesa ci preparano al meglio per il futuro in un&#039;ampia serie di scenari.&quot;
 





 </description>
            <category>Corporate News</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>PMI: Sviluppo Competenze per innovazione e transizione green</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/pmi-sviluppo-competenze-per-innovazione-e-transizione-green</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/pmi-sviluppo-competenze-per-innovazione-e-transizione-green</guid>
            <pubDate>Wed, 06 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Sviluppo Competenze è un regime di aiuto destinato alle PMI localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per l’acquisizione, anche in un’ottica di rafforzamento delle filiere di appartenenza, di servizi finalizzati allo sviluppo e all’accrescimento delle competenze del relativo personale dipendente.
L’obiettivo è consentire loro di affrontare le sfide e cogliere le opportunità connesse all’innovazione tecnologica e alla transizione verde e digitale.
La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è di 50 milioni di euro a valere sull’Azione 1.4.1 “Sviluppo di una forza lavoro qualificata che sia in grado di cogliere le opportunità derivanti dalla duplice transizione verde e digitale all’interno delle imprese” prevista nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.4 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC 2021-2027).
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria. Una quota pari al 40% delle risorse è destinata al sostegno delle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento. 
A chi si rivolge
Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI) localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che alla data di presentazione della domanda devono:

essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese;
essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
disporre di almeno un bilancio approvato e depositato presso il Registro delle imprese. Nel caso di imprese individuali e società di persone è necessario che sia stata presentata almeno una dichiarazione dei redditi;
non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
non operare nei settori esclusi dall’articolo 7 del Regolamento (UE) 2021/1058;
essere in regola con gli obblighi previsti dall’articolo 1 del decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.75 del 31 marzo 2025, recante “Misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”. 

Cosa finanzia
Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative finalizzate all’acquisizione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente nell’ambito delle tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde delle imprese.
Le iniziative di formazione, aderenti alle caratteristiche oggetto della misura, possono essere presentate anche nell’ambito di progetti integrati sovraregionali, qualora l’integrazione consenta alle imprese proponenti di realizzare effettivi vantaggi in relazione all’attività oggetto dell’iniziativa di formazione, anche in ottica di sviluppo della filiera di appartenenza. Il progetto integrato sovraregionale può includere iniziative relative a percorsi di formazione del personale presentate da un massimo di 10 imprese.
I percorsi di formazione devono:

prevedere costi ammissibili non inferiori a 10 mila euro e non superiori a 60 mila euro. Nel caso di progetti integrati sovraregionali tali limiti si intendono riferiti al singolo soggetto beneficiario partecipante al progetto integrato sovraregionale che può includere iniziative relative a percorsi di formazione del personale presentate da un massimo di 10 imprese;
essere realizzate nell’ambito di una o più unità locali, ubicate nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
essere erogati da soggetti/manager qualificati ovvero da società di consulenza/fornitori di servizi di formazione e consulenza indipendenti rispetto all’impresa proponente, in possesso di una significativa e comprovata esperienza in ambito di Strategia nazionale di specializzazione intelligente e/o digitalizzazione e/o transizione ecologica, dimostrabile attraverso l’elenco dei progetti realizzati almeno negli ultimi 3 anni nelle materie oggetto della consulenza;
essere oggetto di un contratto sottoscritto dopo la presentazione della domanda di agevolazione;
essere avviati entro 6 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione e concludersi entro massimo 12 mesi dalla medesima data, salvo eventuale proroga di ulteriori 6 mesi;
avere come oggetto uno o più delle seguenti tematiche:

traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
conoscenza, utilizzo e diffusione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP;
processi di transizione verde e digitale. 



Ambiti di intervento ammessi
Sono ammesse alle agevolazioni le iniziative di formazione che si rivolgono ad uno o più dei seguenti ambiti di intervento:

Aerospazio e Difesa;
Salute, alimentazione, qualità della vita;
Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente;
Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività;
Agenda Digitale, Smart Communities, sistemi di mobilità intelligente;
Tecnologie digitali;
Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
Biotecnologie;
Processi di transizione verde e digitale. 

Spese ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le seguenti voci di costo:

le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, le spese di alloggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
i costi dei servizi di consulenza strettamente connessi all’iniziativa di formazione;
le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

Le spese sono ritenute ammissibili, ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del Regolamento (UE) n. 1060/2021, sulla base di opzioni semplificate di costo che assumono, nel caso, la forma di costi unitari. 
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, nella forma del contributo diretto alla spesa, nella misura pari al 50% delle spese ammissibili.
Nel caso di progetti integrati sovraregionali, il contributo diretto alla spesa è maggiorato di 20 punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 punti percentuali per le medie imprese.
Le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato di riferimento. 
Termini e modalità di presentazione delle domande
 Con decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, come modificato dal successivo decreto direttoriale del 10 febbraio 2026, sono stati definiti i termini e le procedure per l’apertura dello sportello, nonché le modalità di presentazione delle domande e la documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni.
A partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 e fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it).
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.
Le domande di agevolazione presentate sono istruite nel rispetto della posizione assunta dalle stesse nell’ambito di una graduatoria, formata in ordine decrescente, sulla base del punteggio attribuito a ciascuna iniziativa in relazione ai criteri di valutazione riportati nell’allegato n. 1 del decreto ministeriale 4 settembre 2025 e tenuto conto dell’eventuale possesso, da parte del soggetto richiedente, delle certificazioni di cui all’articolo 7, comma 2, lettera e) del medesimo decreto.

Le domande possono essere presentate dal 21 aprile al 23 giugno 2026.


 

Informazioni e contatti
Per tutte le richieste di chiarimenti e informazioni contattare esclusivamente il Soggetto gestore utilizzando le modalità indicate nell’apposita sezione del sito web:

Sviluppo competenze specialistiche delle Pmi | Invitalia</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Guida per l&#039;attività di Vigilanza: la circolare Bankitalia</title>
            <link>https://leasenews.it/news/normativa/guida-per-lattivita-di-vigilanza-la-circolare-bankitalia</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/normativa/guida-per-lattivita-di-vigilanza-la-circolare-bankitalia</guid>
            <pubDate>Wed, 06 May 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
            <description>La Circolare 269 (&quot;Guida per l&#039;attività di vigilanza&quot;) accoglie i riferimenti metodologici e procedurali per lo svolgimento delle attività di vigilanza prudenziale sulle banche e sugli intermediari non bancari (INB). Emanata nel 2008, la Guida è aggiornata - di norma - con cadenza annuale, al fine di adeguare le metodologie all&#039;evoluzione dei rischi, incorporare le migliori prassi di supervisione e tenere conto dell&#039;evoluzione della normativa e degli orientamenti che emergono nelle sedi internazionali.
Non rientrano nell&#039;ambito di competenza della Guida i compiti in materia di tutela della clientela svolti dal Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria e quelli di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo svolti dall&#039;Unità di Supervisione e normativa antiriciclaggio. Inoltre, rimangono escluse le attività relative alla gestione della risoluzione e delle liquidazioni di banche e intermediari finanziari attribuite all&#039;Unità di Risoluzione e gestione delle crisi.
A partire dal 17° aggiornamento è stata introdotta una revisione strutturale della Guida. La nuova articolazione prevede 5 Moduli (SREP e vigilanza su altri intermediari e organismi, Attività ispettiva, Azione di vigilanza e procedure sanzionatorie, Procedimenti amministrativi, Organizzazione e coordinamento). Per ciascun modulo sono previsti tre livelli di dettaglio dei contenuti: i) il livello 1 illustra i principi generali; ii) il livello 2 raccoglie gli aspetti più analitici sulle metodologie e i processi di vigilanza; iii) il livello 3 comprende gli allegati tecnici più operativi.
L&#039;estratto della Circolare 269 attualmente disponibile sul sito internet della Banca d&#039;Italia contiene i principi generali, le logiche complessive che guidano gli schemi di analisi e i processi di vigilanza, nonché i criteri che orientano l&#039;azione di supervisione cartolare e ispettiva. In una fase successiva, anche in relazione all&#039;evoluzione del quadro di riferimento, si valuteranno possibili ampliamenti della versione pubblica, la condivisione di ulteriori iniziative di semplificazione dei processi e delle metodologie, lo sviluppo di ulteriori funzionalità per la ricerca e l&#039;accesso ai contenuti.
 
Circolare 269 - Guida per l&#039;attività di vigilanza 17° aggiornamento 
 
Approfondimenti sul sito di Bankitalia


 </description>
            <category>Normativa</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>Assilea: webinar formativo sul recupero crediti</title>
            <link>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/assilea-webinar-formativo-sul-recupero-crediti</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/formazione-ed-eventi/assilea-webinar-formativo-sul-recupero-crediti</guid>
            <pubDate>Wed, 06 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
            <description>Il recupero crediti è una delle attività più strategiche per società di leasing, banche e intermediari finanziari: tutela la qualità del portafoglio, riduce il rischio e sostiene la solidità economica dell’impresa. L’iniziativa formativa Assilea nasce per offrire ai professionisti del settore strumenti concreti, aggiornamento normativo e competenze operative indispensabili per gestire in modo efficace e conforme l’intero processo di recupero.
Il corso organizzato dalla Formazione Assilea che si terrà il 7 maggio su “Microsoft Teams”, dallle 10:00 alle 13:00, approfondisce obiettivi, modelli organizzativi e modalità di intervento, analizzando sia le procedure stragiudiziali sia quelle giudiziali. Particolare attenzione è dedicata alle peculiarità giuridiche, alle responsabilità degli operatori e alle ricadute sull’operatività quotidiana, con un approccio pratico e orientato ai risultati. 
Gli obiettivi del corso


Comprendere l’apparato organizzativo dedicato al recupero crediti all’interno di banche e finanziarie, con ruoli, responsabilità e flussi operativi.


Conoscere le tipologie di recupero previste dalla normativa, distinguendo strumenti, limiti e opportunità delle procedure stragiudiziali e giudiziali.


Analizzare le condotte degli operatori e le reazioni dei debitori, per gestire in modo efficace comunicazioni, negoziazioni e situazioni critiche.


Il percorso formativo permette ai partecipanti di acquisire una visione completa e aggiornata, utile per migliorare performance, compliance e qualità della relazione con il cliente. 
A chi si rivolge
Il webinar è pensato per tutte le funzioni coinvolte, a vario titolo, nella gestione del credito:


Servizio Recupero Crediti


Legale


Organizzazione


Commerciale


Credito


Amministrazione


Un’opportunità formativa trasversale, ideale per rafforzare competenze interne e allineare processi e comportamenti alle migliori pratiche del settore. 
Attestato di partecipazione
Al termine del corso, tutti gli iscritti riceveranno un attestato di partecipazione, utile ai fini dell’aggiornamento professionale e della formazione continua. La docenza è affidata a Giuseppe Roddi - GR CONSULTING
Per approndimenti e iscrizioni clicca qui</description>
            <category>Formazione ed Eventi</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
                <item>
            <title>I tassi di riferimento per credito agevolato di maggio</title>
            <link>https://leasenews.it/news/economia/i-tassi-di-riferimento-per-credito-agevolato-di-maggio</link>
            <guid>https://leasenews.it/news/economia/i-tassi-di-riferimento-per-credito-agevolato-di-maggio</guid>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 14:30:00 +0000</pubDate>
            <description>La Banca d&#039;Italia comunica i dati utili per la determinazione dei tassi di riferimento relativamente alle operazioni di credito agevolato da stipularsi nel mese di maggio 2026:
- rendimento medio ponderato riferito all’anno commerciale dei BOT, relativo al mese di aprile 2026: 2,418%
- media mensile dei rendimenti lordi dei titoli pubblici soggetti a tassazione, relativa al mese di marzo 2026: 3,345 %</description>
            <category>Economia</category>
            <enclosure url=""
            length="" type="image/jpeg" />
        </item>
            </channel>
</rss>
