ANFIA: produzione automotive italiana rallenta a luglio

Posted on 16/09/2026 in Dati di Settore by Anfia

ANFIA rileva nel bimestre luglio‑agosto 2026 un mercato stabile per autocarri, rimorchi e autobus, con dinamiche settoriali differenziate e segnali di tenuta complessiva.

A luglio 2026, secondo i dati ISTAT, l’indice della produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme[1] registra una crescita dell’1,6% rispetto a luglio 2025, mentre nei primi sette mesi del 2026 aumenta dell’11,7%.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli[2] (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale positiva del 10,5% a luglio e del 21% nei primi sette mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2), invece, si mantiene in calo a luglio (-7,4%), risultando in flessione del 5,5% nel cumulato 2026; infine, quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori[3] registra ancora una variazione negativa, del 9,5%, nel mese e resta pressocché stabile nei  primi sette mesi dell’anno (+0,3%).

Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture a luglio 2026 ammonta a circa 21.000 unità, in aumento dell’11,4% rispetto a luglio 2025. Nel cumulato dei sette mesi, il totale delle autovetture prodotte si attesta a 188.365, il 24,3% in più rispetto ai primi sette mesi del 2025.

Il comparto produttivo automotive si colloca nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva stabile a luglio 2026 rispetto ai livelli del settimo mese dello scorso anno. L’indice della produzione industriale nel suo complesso[4]infatti, registra una variazione nulla (+0,0%) a luglio, mentre chiude con un lieve incremento dello 0,4% i primi sette mesi dell’anno corrente rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) registra un incremento del 6,2% a giugno 2026, ultimo dato disponibile (+5,4% sul mercato interno e +8% sui mercati esteri) e chiude i primi sette mesi dell’anno a +3,2% (+3% il mercato interno e +3,6% i mercati esteri).

A luglio 2026, l’indice della produzione automotive italiana rallenta ulteriormente la crescita (+1,6%).

L’indice della fabbricazione di autoveicoli resta in rialzo a doppia cifra (+10,5%) – grazie al segno positivo registrato, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture nel mese (+11,4%) - mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori riporta nuovamente una flessione, -9,5%.

Su quest’ultimo comparto pesa inevitabilmente l’impatto dovuto alla profonda crisi che il settore automotive sta attraversando anche in Germania, primo mercato di destinazione della componentistica italiana, con inevitabili ripercussioni sui fornitori italiani maggiormente integrati nelle catene di fornitura tedesche. Nei primi cinque mesi dell’anno in corso, infatti, il valore delle esportazioni italiane di componenti automotive verso la Germania ha registrato una contrazione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A questo si aggiunge un elemento di incertezza sul fronte della domanda domestica ed europea: il consumatore appare ancora disorientato nelle proprie scelte d’acquisto, in una fase di transizione tecnologica caratterizzata dalla disponibilità di diverse soluzioni e da traiettorie regolamentari in corso di revisione. Il recente sondaggio CLEPA-YouGov, condotto su oltre 5.200 cittadini nei cinque principali mercati europei, conferma infatti l’orientamento verso una pluralità di tecnologie: solo l’8% degli intervistati indica un veicolo elettrico a batteria come prossima auto da acquistare e, parallelamente, il 47% degli intervistati dichiara di preferire, da parte dell’Europa, un approccio basato sull’incentivazione delle tecnologie a basse e zero emissioni, anziché sul divieto di alcune tecnologie esistenti.

Questo non fa che rafforzare l’idea che il percorso di transizione debba tener conto delle effettive dinamiche del mercato e delle esigenze dei consumatori, adottando un approccio tecnologicamente neutrale e pragmatico. Per l’industria automotive, componentistica inclusa, inoltre, operare in un quadro regolatorio stabile e prevedibile è ovviamente una condizione indispensabile per poter programmare gli investimenti e preservare la propria competitività a livello globale.

Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA

A gennaio-maggio 2026 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 7,40 miliardi di euro, mentre l’import vale 17,20 miliardi di euro. La Germania rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 17,2%, seguita da Stati Uniti (15,6%) e Francia (12,2%).

Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 10,82 miliardi di euro, con un saldo positivo di 2,66 miliardi.

Il fatturato[5] del settore automotive nel suo complesso inverte nuovamente la tendenza e presenta un calo del 2% a giugno (ultimo dato disponibile), con la componente interna in flessione del 7,5% e la componente estera a +3,1%. A gennaio-giugno 2026, il fatturato aumenta invece del 4,6% (+5,7% il fatturato interno e +3,6% quello estero).

Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale positiva del 7,5% a giugno (+7,5% la componente interna e +7,4% la componente estera). Nel periodo gennaio-giugno 2026, l’indice del fatturato di questo comparto registra un incremento del 2,6%, con una crescita dell’1,5%, della componente interna, mentre la componente estera chiude a +3,5%.

 

[1]Codice Ateco 29: fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (esclusi penumatici).

[2] Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti.

[3]Codice Ateco 29.3, non include pneumatici.

[4]Corretto per gli effetti di calendario: i giorni lavorativi sono stati 23 sia a luglio 2026 che a luglio 2025 (è escluso il comparto Costruzioni). A partire da gennaio 2024, gli indici della produzione industriale sono diffusi da ISTAT nella nuova base di riferimento 2021=100.

[5] Dati grezzi. I dati aggiornati a luglio saranno pubblicati da Istat il 29 settembre 2026.

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