La BCE segnala un credito più selettivo: l’incertezza geopolitica induce le banche a rafforzare la prudenza, con criteri di rischio più rigidi e maggiore attenzione alla qualità dei prenditori.
La Bank Lending Survey della BCE relativa al secondo trimestre 2026 conferma un quadro di credito più selettivo nell’Eurozona. La geopolitica torna a pesare sulle decisioni degli intermediari: conflitti, tensioni energetiche e un contesto internazionale instabile spingono le banche a rafforzare la prudenza e ad adottare criteri di concessione più rigidi.
Secondo la BCE, gli istituti dell’area euro hanno ulteriormente irrigidito gli standard di erogazione dei prestiti alle imprese. La causa principale è il peggioramento delle prospettive economiche, accompagnato da una minore tolleranza al rischio. Le banche richiamano esplicitamente l’impatto delle tensioni geopolitiche, inclusi gli effetti della guerra in Iran e le possibili ricadute sul mercato dell’energia.
La selettività riguarda anche il credito alle famiglie: mutui e prestiti al consumo continuano a essere concessi con criteri più restrittivi rispetto ai trimestri precedenti.
Criteri di rischio più rigidi
Maggiore attenzione alla qualità del credito
Valutazioni più prudenti sul merito creditizio
Il credito diventa così uno strumento di gestione del rischio, con una selezione della clientela sempre più rigorosa.
Nonostante l’offerta più selettiva, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese mostra segnali di ripresa: +3% nel trimestre. A trainare la crescita sono:
esigenze di capitale circolante e scorte;
investimenti fissi, soprattutto delle aziende di maggiori dimensioni;
operazioni di rifinanziamento e ristrutturazione del debito, segno di un riassetto finanziario dopo il ciclo di rialzo dei tassi.
Sul fronte delle famiglie, invece, la domanda di mutui cala del 15%. Pesano:
fiducia dei consumatori in peggioramento;
tassi d’interesse ancora elevati;
prospettive meno favorevoli del mercato immobiliare.
Le decisioni di acquisto vengono rinviate, confermando il rallentamento del settore residenziale.
La rilevazione BCE conferma che il mercato del credito resta uno degli indicatori più sensibili della congiuntura europea. Da un lato, le imprese tornano a investire e cercano nuova finanza per sostenere produzione e crescita. Dall’altro, gli intermediari mantengono un approccio difensivo, privilegiando la solidità dei portafogli rispetto all’espansione degli impieghi.
La trasmissione della politica monetaria non dipende più solo dal costo del denaro: le decisioni delle banche sono sempre più influenzate da incertezza geopolitica, rischi energetici e volatilità dei mercati internazionali.
La dinamica del credito resterà selettiva: imprese e famiglie continueranno a trovare finanziamenti, ma con criteri di valutazione più rigorosi. La gestione del rischio rimane la priorità del sistema bancario europeo, in un contesto che richiede equilibrio tra sostegno all’economia e tutela della stabilità finanziaria.