Lockdown, Nomisma: dal 74% degli italiani l'ok al blocco

Posted on 17/04/2020 in Dati di Settore by Nomisma

Il 41% dei cittadini si aspetta le prime forme di ritorno alla normalità a maggio, il 27% pensa a giugno. É quanto emerge dalla prima rilevazione dell’Osservatorio Lockdown di Nomisma.

La difficile situazione di isolamento dettata dall’emergenza Coronavirus ha modificato nel profondo le abitudini degli italiani che si trovano a dover stravolgere la routine e a modificare il proprio stile di vita. È proprio questo l’oggetto dell’Osservatorio “LOCKDOWN. Come e perché sta cambiano le nostre vite” realizzato da Nomisma su un campione di 1.000 italiani responsabili degli acquisti (18-65 anni).

L’indagine analizza l’impatto del lockdown sulle vite dei cittadini: dallo stato d’animo, ai consumi, alle caratteristiche della quarantena (comfort e composizione dell’abitazione, compagnia di altri familiari e tempo libero …) fino ai desideri degli italiani per il post-COVID. Com’è l’umore degli italiani? Nelle ultime 3 settimane, evidenzia l’Osservatorio, soltanto il 14% è stato di buon umore, mentre il 43% ha vissuto alti e bassi dettati dalla situazione di incertezza e dall’isolamento. Il 41% è preoccupato soprattutto per la salute dei propri cari più che per la propria (22%).

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Peggiorano forma fisica, benessere psico-fisico ed economico A risentire del periodo di quarantena è anche la forma fisica, peggiorata per 1 italiano su 2. Ad incidere sul benessere psico-fisico durante il lockdown sono anche le caratteristiche dell’abitazione in cui si stanno trascorrendo questi giorni di isolamento. È il 60% di chi vive in spazi ridotti a dichiarare peggiorata la propria condizione mentale e psicologica; quota decisamente più marcata rispetto a chi vive in una casa dotata di spazi tutti per sé e/o un giardino (dove la percentuale si ferma al 48%). Per il 43% degli italiani anche il benessere economico della famiglia è in flessione.

Nonostante gli effetti che l’emergenza sanitaria ha generato e sta generando sulle diverse sfere della quotidianità, gli italiani non perdono l’attitudine alla solidarietà. Durante le ultime 3 settimane il 20% degli italiani si è prodigato in iniziative di solidarietà (donazioni, aiuto a beneficio degli ultimi …) che prima non era solito promuovere, attivismo che continua permanere anche in fase di shut in ad un ulteriore 60% degli italiani. Italiani disposti a fare sacrifici collettivi per contenere l’epidemia: apprezzano le misure adottate dalle istituzioni Non solo attivismo e partecipazione ad iniziative solidali: gli italiani rivelano la propria attenzione verso il prossimo e l’intera società anche tramite la disponibilità a fare sacrifici collettivi.

Lo dimostra il giudizio sulle misure messe in campo dalle istituzioni per fronteggiare la crisi sanitaria: ritenute adeguate ma in ritardo rispetto all’emergenza da 6 italiani su 10. Il 74% ritiene, inoltre, giusto il lockdown ma anche in questo caso gli italiani evidenziano che doveva essere imposto prima e con misure più stringenti per arginare l’epidemia. Il 17% degli italiani ritine inadeguata l’azione delle istituzioni a contrasto della pandemia, quota che sale al 26% nelle province di maggior contagio in Lombardia. Sistema Sanitario Nazionale e Protezione Civile sono le istituzioni in cui gli italiani ripongono maggiormente fiducia e gradimento: i giudizi pienamente positivi (8+9+10) sono condivisi dal 75% degli italiani; più critica la valutazione sull’operato delle Regioni (la quota dei pienamente soddisfatti si ferma al 47%). Durissima l’opinione rispetto alle azioni di contrasto alla crisi messe in atto dall’Unione Europea: il 79% degli italiani attribuisce giudizi gravemente insufficienti.

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Carrello della spesa alimentare: sperimentazione, più prodotti ingredienti Durante il lockdown si assiste ad una trasformazione del carrello della spesa degli italiani, spinti da diverse sollecitazioni (aumento del numero di occasioni di consumo at home, tempo a disposizione per il cibo, disponibilità di prodotti sugli scaffali, integrazione di nuovi canali). Ascesa nota quella di prodotti come farine e lieviti, durante la quarantena aumenta infatti il numero di italiani chef, ma il 36% dichiara che una volta finito il lockdown, con il ritorno della routine è possibile che ridurrà gli acquisti di “ingredienti”. Andamento simile per le categorie che aiutano a mantenere stock in dispensa (scatolame/prodotti a lunga conservazione - 31% - e surgelati (27%). A spiegazione delle nuove traiettorie degli acquisti alimentari interviene anche la maggior enfasi che i consumatori pongono verso i prodotti a lunga conservazione: in questi giorni di quarantena è il 41% dei responsabili di acquisto a concentrare l’attenzione sulla data di scadenza dei prodotti alimentari che acquista. Trend che invece accompagneranno gli italiani anche nel post-COVID sono quelli che vedono protagonisti le confezioni multipack (se prima dell’emergenza la quota di chi acquistava questo tipo di formato era pari al 64%, oggi durante il lockdown la consumer base cresce fino al 79% e si manterrà tale anche nei mesi successivi secondo le previsioni degli stessi consumatori) e i prodotti pronti (dal 47% al gli acquirenti sono e resteranno al 62%, contro il 47% pre-COVID). In aumento interesse per Made In Italy, Locally, Salutismo

La ricerca di prodotti in grado di garantire e rassicurare il consumatore con attributi di sicura qualità, la riscoperta dei negozi di vicinato e la volontà di supportare la produzione locale porta gli italiani a concentrare l’attenzione verso prodotti Made in Italy e di provenienza locale: il 22% sottolinea di aver incrementato gli acquisti in queste due categorie. L’interesse per il locally è forte: il 28% dei responsabili acquisto dichiara che durante il lockdown ha iniziato ad acquistare prodotti provenienti da filiere corte. La crisi sanitaria COVID-19 aumenta l’attenzione dei consumatori verso i temi della salute e del benessere: il 49% degli italiani basa le scelte di acquisto dei prodotti alimentari su questi attributi. A confermare il ruolo di primaria importanza negli acquisti alimentari degli italiani - anche durante la quarantena - è la sostenibilità. Il 20% degli italiani basano le scelte di acquisto sulla sostenibilità del prodotto e il 12% in funzione di un pack sostenibile. In un contesto in cui l’attenzione alla salute e all’ambiente la fanno da padroni, non stupisce il successo del biologico: il 30% degli italiani non user prima della quarantena ha sperimentato i prodotti Bio; complessivamente la categoria riscontra un ottimo successo (+11% il trend a valore in GDO nei primi 3 mesi 2020; fonte: Nielsen). Più spesa online e piccoli negozi

La quarantena ha determinato un cambiamento anche nelle modalità di acquisto: è cresciuta del 10% la quota di chi ha fatto spesa online, direttamente dai produttori ordinando tramite app o sul sito del supermercato. Nelle ultime 3 settimane 4 italiani su 10 hanno ordinato cibo da asporto: in particolare il 64% ha ordinato cibo pronto con consegna a domicilio. Il timore di contatti ed assembramenti, unita alla necessità di uscire e spostarsi il meno possibile, ha portato gli italiani a privilegiare più di prima i negozi di vicinato (nelle ultime 3 settimane, la quota di user è passata da 40% a 54%). Al contrario scendono ipermercati (dal 67% al 48%). Il calo sembra transitorio: gli italiani hanno intenzione di riprendere presto a frequentare gli stessi negozi del pre-lockdown. Boom anche della spesa on line proposta dalle insegne della GDO: in quarantena, il 12% ha utilizzato questo canale per la prima volta (oltre al 14% che già lo usava prima dell’emergenza COVID) - quota di user dell’egrocery che sarebbe più ampia, insoddisfatta dall’eccesso di domanda. E-commerce che ha favorito il ricorso alle piattaforme online dei produttori (dove gli user sono oggi raddoppiati, attestandosi al 15% delle famiglie). I cambiamenti relativi ai canali di acquisto e alle caratteristiche ricercate si riflettono sul portafoglio: il 19% ha registrato un forte incremento del valore della spesa alimentare, il 42% un aumento considerato considerevole.

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I consumatori cercano prezzi bassi sempre, soprattutto sui beni di prima necessità e servizi per facilitare la spesa Ma cosa chiedono i consumatori al retailer per supportali in questo periodo di emergenza? In primis forte grande attenzione alla convenienza, soprattutto sui beni di prima necessità (50% degli italiani) ma con grande interesse per every day low price in tutte le categorie (31%). In termini di servizio: possibilità di ritirare la spesa senza scendere dall’auto (30%), box già composti a prezzo fisso (20%), app che con indicazione dei tempi di attesa fuori dal negozio in tempo reale (33%). La casa degli italiani: ricca di ogni comfort, luogo di lavoro Mai come in questo periodo la casa assume rilevanza per il benessere delle famiglie. Il 77% delle famiglie stanno passando la quarantena in una casa di proprietà, provvista di dotazioni tecnologiche: 9 su 10 hanno un device con connessione Wi-Fi, il 62% una smart tv. L’intrattenimento on-demand risulta fondamentale in questo periodo di isolamento, tanto che circa il 12% degli italiani ha sottoscritto un abbonamento a una o più piattaforme di streaming proprio durante la quarantena. Casa e bottega: il 43% degli occupati ha lavorato almeno qualche giorno da casa.

A casa si continua ad “invitare” amici: il 35% degli italiani organizzano video-chat nel week end per continuare a fare cene conviviali. Nel tempo libero maggiore attenzione alla comunicazione e all’informazione Ma come cambiano le abitudini nel tempo libero in quarantena? Se da un lato diminuisce il tempo dedicato per allenarsi e fare sport (28%), dall’altro cresce l’interesse verso comunicazione e informazione (46%). In aumento anche il tempo dedicato alle pulizie (36%) e con esso anche quello dedicato alla cucina (35%).

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Cosa fare dopo la quarantena? Cosa succederà finita la quarantena? Sport, viaggi e mangiare fuori casa sono le passioni che gli italiani vogliono riprendersi al più presto; anche se la maggioranza degli italiani immagina di ricominciare con la normalità - ancora con le mascherine e in distanziamento sociale - non prima di maggio inoltrato (41%) - un ulteriore 27% si aspetta invece la fine della quarantena solo a partire da giugno. Non appena l’emergenza sarà finita per prima cosa gli italiani riabbracceranno i propri cari: è il desiderio più forte per il 49% delle famiglie. Prioritario anche concedersi finalmente una cena fuori (è il desiderio del 13% dei consumatori, e importante per il 43% di essi). Quasi 1 su 3 vorrebbe fare un bel viaggio finita la quarantena. Relax e svago saranno le parole d’ordine delle partenze post lockdown che vedono una preferenza per le destinazioni nazionali (70%). E dopo? Economia e sanità pubblica: le priorità dell’agenda L’economia è la priorità da affrontare una volta che la crisi sanitaria sarà terminata: lo pensa l’85% degli italiani. Anche il ripensamento della sanità pubblica, messa sotto pressione dall’emergenza COVID - preoccupa in il 70% degli italiani.

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