La manifattura italiana mostra solidità nel 2026: imprese fiduciose, investimenti in automazione e digitale, supply chain resiliente e export in forte rilancio.
I dati dell’Osservatorio MECSPE 2026 delineano un settore manifatturiero che continua a mostrare resilienza nonostante un contesto internazionale complesso. Il comparto raggiungerà nel 2026 un valore stimato di 1.168 miliardi di euro, con una crescita media annua dell’1% fino al 2030.
Oltre tre aziende su quattro dichiarano un fatturato stabile o in aumento rispetto al 2025, mentre il 63% risulta pienamente allineato agli obiettivi di budget. Il sentiment imprenditoriale riflette questa solidità: il 55% esprime soddisfazione “media” e il 29% “alta”, con solo il 16% che segnala criticità.
L’85% delle imprese mantiene una visione positiva per il biennio 2026‑2027, pur riconoscendo tre principali fattori di rischio:
incertezza internazionale (48%),
rallentamento dei mercati (41%),
rincaro materie prime (40%).
Le pressioni globali stanno accelerando la trasformazione tecnologica:
automazione e robotica (34%),
digitalizzazione e interconnessione (33%),
produzione personalizzata (31%).
Le imprese puntano a processi più efficienti, flessibili e orientati alla marginalità.
Pur prevedendo un ulteriore incremento dei costi energetici, il 57% delle aziende ritiene l’impatto gestibile. Il 42% ha già avviato investimenti in:
energie rinnovabili,
tecnologie ad alta efficienza,
riduzione strutturale dei consumi.
Le difficoltà di approvvigionamento hanno inciso marginalmente per sette imprese su dieci, grazie a strategie di mitigazione:
aumento scorte,
diversificazione fornitori,
contratti pluriennali.
L’88% delle imprese guarda all’export con aspettative positive:
rafforzamento dei mercati consolidati (33%),
apertura verso nuove aree geografiche (32%).
La maggior parte non teme un inasprimento delle politiche daziarie.
Consulta il documento sul sito MECSPE