Bad Bank. l'Europa deciderà se averne una per gli NPL

Posted on 11/09/2020 in Economia by Redazione

Una “Bad Bank” europea per gestire l’enorme massa di crediti deteriorati, passati e futuri. Entro settembre si saprà se e come verrà costituita.

L'Europa vuole una “Bad Bank” unica per gestire l’enorme massa di crediti deteriorati, figli della Covid Era. La Commissione UE nella seduta del 25 settembre deciderà se e come sarà.

Intanto che cos'è una Bad Bank?

Una Bad Bank è un veicolo, ossia si tratta di un’istituto creato appositamente per raccogliere i titoli cosiddetti “tossici”, nel particolare Npl ma anche quello in bonis ad alto rischio. Nel caso al vaglio della Banca Centrale Europea, le componenti “tossiche” arriverebbero da tutte le banche europee.

La Bad Bank si distingue generalmente dall’ala buona dello stesso istituto.

La good bank si occupa delle attività sane e dell’attività della banca, mentre la parte bad raccoglie in sè proprio le criticità ed i titoli più pericolosi per la tenuta dell’istituto.

Come funziona?

La scissione tra le due aree avviene con una scissione azionaria in 2 passi:

  • Sottoscrizione di azioni privilegiate dal governo
  • Emissione di titoli ordinari o meno da collocare poi sul mercato

Bad Bank Europa, di cosa si tratta?

La “Bad Bank” europea sarebbe funzionale a “ripulire” i bilanci della banche dai crediti deteriorati, sia di quelli già in “pancia” legati alle crisi passate e sia di quelli che saranno creati dal blocco delle attività produttive necessario al contenimento dell’epidemia di Coronavirus. Nel complesso, attualmente in Europa i crediti deteriorati totalizzano 506 miliardi di euro, pari a circa il 3,2% del totale, circa la metà rispetto a qualche anno fa. Ad oggi, infatti, sembra che i finanziamenti che molto probabilmente non verrebbero ripagati potrebbero essere sul valore di 500 miliardi di euro e potrebbero salire fino a 1000 miliardi. Ma il dato è destinato ad aumentare, e, si teme, in maniera considerevole.

E...

gli NPL cosa sono e a quali categorie appartengono?

Uno dei termini più citati in questi mesi di difficoltà bancarie è Npl, acronimo che esprime la locuzione inglese “non performing loans”. Il termine, traducibile in italiano con “crediti deteriorati”, evidenzia crediti la cui riscossione, da parte delle banche, è diventata incerta. Non solo per quanto riguarda il rimborso totale, ma anche per la parte relativa agli interessi. I crediti non performanti sono generalmente il risultato di una situazione economica avversa, ma spesso anche di una inefficiente fase di valutazione del creditore.

Il termine Npl individua una classe decisamente ampia di attività. All’interno di essa si trovano crediti con un diverso grado di deterioramento. In applicazione del regolamento UE 227/2015 la Banca d'Italia ha previsto una nuova classificazione degli attivi deteriorati. Con questa nuova classificazione le precedenti nozioni di crediti incagliati e di crediti ristrutturati sono state abrogate.

Scendendo più nel dettaglio si trovano:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità.
  • inadempienze probabili,cosiddette UTP - UNLIKELY TO PAY: crediti per i quali la banca ritiene improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie.
  • sofferenze: quella più grave per l’istituto bancario, finiscono tutte le attività che la banca vanta verso soggetti debitori che si trovano in stato d'insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca. 
  • forborne exposures: si tratta di crediti (non solo deteriorati ma anche in bonis) oggetto di concessioni (in inglese "forbearance") da parte della banca. Tali concessioni (ad esempio una riduzione del tasso di interesse del finanziamento oppure un allungamento della durata del finanziamento) costituiscono delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali della linea di credito che la banca concede all’impresa cliente. Tali misure di forbearance possono essere:
  • forborne performing exposures, se riguardano clienti performing in difficoltà finanziaria,

  • non performing exposures with forbearance measures, se riguardano clienti classificati in stato di deterioramento.

    La definizione di “forborne” non sostituisce le esistenti categorie di attività deteriorate, ma si pone come strumento informativo addizionale.

 

 

 

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