L’economia italiana mostra segnali di rallentamento, con consumi e investimenti deboli. Inflazione in calo, export stabile, mercato del lavoro ancora resiliente.
L’economia italiana mostra un ritmo di crescita moderato. Nel primo trimestre del 2026 il PIL ha registrato una variazione lievemente positiva, sostenuta soprattutto dai servizi, mentre industria e costruzioni hanno rallentato. La domanda interna rimane debole: i consumi delle famiglie crescono poco, frenati dal potere d’acquisto ancora in fase di recupero.
Consumi delle famiglie — L’inflazione in calo ha alleggerito la pressione sui bilanci, ma l’incertezza economica induce prudenza. La spesa si concentra su beni essenziali e servizi ricreativi.
Investimenti — Le imprese rimandano nuovi progetti, soprattutto nei settori energivori. Rimane invece solido l’interesse per digitalizzazione e automazione.
Le esportazioni risultano stabili. La domanda europea rallenta, ma cresce quella proveniente da Stati Uniti e Asia. Il saldo commerciale resta positivo grazie alla riduzione dei prezzi dell’energia importata.
Il mercato del lavoro continua a mostrare resilienza:
occupazione in lieve aumento;
tasso di disoccupazione stabile;
crescita salariale moderata ma superiore all’inflazione.
La dinamica occupazionale è trainata dai servizi, mentre l’industria registra un rallentamento delle assunzioni.
L’inflazione prosegue la sua discesa, avvicinandosi al 2%. Il calo dei prezzi energetici e la normalizzazione delle catene di fornitura contribuiscono al rallentamento. Le condizioni di credito restano selettive, ma i tassi sui nuovi prestiti mostrano segnali di allentamento.
Il deficit rimane elevato ma in linea con le previsioni. La spesa per interessi si stabilizza grazie alla riduzione dei rendimenti sui titoli di Stato. Prosegue il percorso di rientro del debito, seppur lentamente.
Bankitalia prevede una crescita moderata nel resto del 2026. I principali fattori di rischio riguardano:
rallentamento globale;
tensioni geopolitiche;
condizioni finanziarie ancora restrittive.
La ripresa potrà rafforzarsi se consumi e investimenti torneranno a crescere in modo più deciso.