Nel 2025 il commercio mondiale cresce del 5% grazie a riorientamento degli scambi, dazi USA più lievi e boom dei beni IA; restano rischi da tensioni e protezionismo.
Il 2025 si chiude con un segnale positivo per il commercio globale: secondo le analisi presentate da Bankitalia nelle considerazioni finali e nella Relazione annuale, gli scambi mondiali sono cresciuti del 5%, superando le previsioni formulate a inizio anno. Un risultato che riflette un contesto internazionale più dinamico del previsto, pur in presenza di tensioni geopolitiche e misure protezionistiche ancora diffuse.
Due fattori hanno sostenuto la ripresa:
il riassestamento geografico delle catene del valore, con un aumento dei flussi verso aree considerate più stabili;
l’applicazione di dazi statunitensi meno severi rispetto a quelli annunciati nel 2024, che ha evitato un irrigidimento improvviso delle condizioni commerciali.
Questo duplice effetto ha contribuito a riattivare la domanda internazionale, favorendo in particolare i settori a maggiore contenuto tecnologico.
Una componente decisiva della crescita è rappresentata dai beni connessi all’intelligenza artificiale, che hanno generato circa metà dell’aumento dei flussi globali di merci. Si tratta di semiconduttori avanzati, hardware specializzato, infrastrutture per data center e dispositivi ad alta intensità computazionale. La domanda, sostenuta da imprese e governi, ha compensato la debolezza di altri comparti più ciclici.
Nonostante il quadro favorevole, il Governatore Fabio Panetta richiama l’attenzione sui rischi che continuano a gravare sul sistema multilaterale:
l’inasprimento delle tensioni commerciali tra grandi economie;
la diffusione di misure protezionistiche che frammentano i mercati;
la crescente competizione tecnologica, che può tradursi in barriere non tariffarie.
Secondo Panetta, questi elementi potrebbero frenare la crescita globale e minare la stabilità delle regole che hanno sostenuto il commercio negli ultimi decenni.
Il 2025 mostra dunque un commercio mondiale più resiliente del previsto, trainato dall’innovazione e da un parziale allentamento delle tensioni tariffarie. Tuttavia, la sostenibilità di questa dinamica dipenderà dalla capacità delle economie di evitare nuove fratture e di preservare un quadro multilaterale aperto e prevedibile.