Bruxelles richiama l’Italia su debito, fisco e produttività: crescita debole, pressione demografica e inefficienze frenano il Paese. Servono riforme su lavoro, PA, concorrenza e transizione verde.
L’Europa richiama l’Italia su tre fronti decisivi — debito, fisco e produttività — delineando una strategia di riforme che punta a rafforzare la crescita e la sostenibilità dei conti pubblici. Le raccomandazioni del Consiglio UE tracciano una road map che tocca i nodi strutturali del Paese e indica le priorità per il biennio 2026‑2027.
Il disavanzo è sceso al 3,1% del PIL nel 2025, consentendo la sospensione della procedura per disavanzi eccessivi. Ma la traiettoria del debito resta preoccupante:
134,7% del PIL nel 2024
137,1% nel 2025
138,5% nel 2026 (stima UE)
139,2% nel 2027
A pesare sono i crediti d’imposta dei bonus edilizi e la debole crescita nominale. Bruxelles chiede un controllo rigoroso della spesa e un percorso credibile di riduzione del debito.
Il sistema tributario italiano mostra squilibri significativi:
eccessiva dipendenza dal lavoro dipendente;
regimi forfettari che erodono la base imponibile;
evasione persistente, soprattutto IVA e autonomi.
Il Consiglio UE sollecita l’aggiornamento dei valori catastali, una revisione delle agevolazioni e un contrasto più efficace all’evasione.
La produttività del lavoro è ferma da anni. Le cause principali:
prevalenza di micro‑imprese familiari con scarsa managerializzazione;
investimenti insufficienti in R&S;
divari territoriali persistenti tra Nord e Sud.
Bruxelles chiede una strategia industriale mirata, razionalizzando oltre 2.700 incentivi oggi frammentati, e lo sviluppo dei mercati dei capitali per mobilitare il risparmio privato verso imprese innovative.
L’Italia affronta una crisi demografica profonda:
fecondità tra le più basse dell’UE;
popolazione anziana;
fuga di giovani qualificati.
Il mercato del lavoro resta segmentato: molti contratti a termine, part‑time involontario, salari reali in calo dal 2019. La povertà assoluta colpisce 8,4% delle famiglie e 13,8% dei minori. Bruxelles chiede più servizi per l’infanzia e un welfare territoriale più efficace.
I tempi della giustizia civile restano tra i più lunghi d’Europa. La PA mostra inefficienze: il 41% delle imprese è insoddisfatto delle procedure (media UE 24%). Priorità:
stabilizzare gli uffici del processo;
accelerare la digitalizzazione;
semplificare le autorizzazioni.
La dipendenza dal gas mantiene i prezzi elettrici tra i più alti dell’UE, frenando l’elettrificazione industriale. Le rinnovabili crescono troppo lentamente. Servono:
iter autorizzativi più rapidi;
investimenti nella rete elettrica;
interventi su acqua e rifiuti;
gestione del rischio idrogeologico.
Contenere la spesa e garantire la sostenibilità del debito.
Riformare il fisco, aggiornando catasto e contrastando evasione.
Stimolare il mercato, rafforzando concorrenza e capitali privati.
Dinamizzare il lavoro, riducendo precarietà e lavoro sommerso.
Accelerare la transizione verde, investendo in reti e rinnovabili.