Intesa Sanpaolo conferma l’Opas su Mps: operazione da 30,6 miliardi che ridisegna il sistema bancario.
Intesa Sanpaolo ha confermato ufficialmente il lancio dell’Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) su Banca Monte dei Paschi di Siena, aprendo una nuova fase nel risiko bancario italiano. L’operazione, annunciata l’8 giugno 2026, punta all’acquisizione totalitaria dell’istituto senese per un valore massimo di 30,6 miliardi di euro .
L’offerta prevede un corrispettivo misto: per ogni azione Mps, gli azionisti riceveranno 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e 1 euro in contanti, per una valorizzazione complessiva pari a 10,091 euro per azione, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale del 5 giugno 2026 .
Secondo Intesa Sanpaolo, l’operazione rappresenta “un’opportunità strategica chiave” per rafforzare la leadership del gruppo nei segmenti wealth management, protection & advisory, corporate & investment banking e retail banking. L’integrazione è considerata a basso rischio di esecuzione, grazie all’esperienza del gruppo nelle operazioni di fusione e acquisizione .
Le sinergie attese sono significative: Intesa stima un utile netto superiore ai 16 miliardi di euro nel 2029, rispetto agli 11,5 miliardi previsti dal piano industriale 2026‑2029, con un ROE oltre il 20% e una capacità di distribuzione complessiva fino a 61 miliardi nel periodo 2025‑2029 .
Elemento centrale dell’operazione è l’accordo vincolante con Unipol, che prevede la cessione di una banca derivata da Mps con circa 635 filiali, per un corrispettivo tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Le restanti 625 filiali e una parte delle strutture centrali rimarranno in capo a Intesa Sanpaolo, insieme al marchio Mediobanca e alla quota in Generali .
Questa struttura consentirebbe la creazione di un nuovo grande polo bancario nazionale attraverso l’integrazione delle filiali cedute con Bper, controllata da Unipol, che diventerebbe il secondo gruppo italiano per raccolta e sportelli .
L’Opas arriva a poche ore dalla proposta di fusione avanzata da Banco Bpm a Mps. Il Ceo Carlo Messina ha definito la proposta di Bpm una “lettera d’amore”, contrapponendola a un’offerta “vera” come quella di Intesa, sottolineando la volontà di anticipare e neutralizzare la mossa del concorrente .
Intesa ha dichiarato l’intenzione di procedere al delisting di Mps, anche tramite fusione, una volta raggiunta la soglia minima del 66,67% del capitale, necessaria per il controllo straordinario in assemblea .
Se completata, l’Opas darà vita al secondo gruppo bancario quotato dell’Eurozona, con un peso determinante nel risparmio gestito, nel credito alle imprese e nella gestione assicurativa. L’operazione si inserisce in un contesto di forte competizione europea e crescente pressione per il consolidamento del settore, come sottolineato dalla stessa Intesa Sanpaolo.