Iperammortamento, leasing e credito d'imposta nel 2026

Posted on 16/02/2026 in Economia by Assilea

Nel 2026 il leasing resta una scelta strategica: consente di investire in tecnologie 4.0 e sfruttare il credito d’imposta che ha sostituito l’iperammortamento.

Nel mondo degli incentivi agli investimenti, le sigle cambiano spesso, ma le esigenze delle imprese restano le stesse: rinnovare i macchinari, digitalizzare i processi, restare competitive senza appesantire la liquidità. Per anni l’iperammortamento è stato il protagonista assoluto di questa strategia. Poi, con l’evoluzione del Piano Industria 4.0, è arrivato il credito d’imposta per investimenti 4.0, che nel 2026 continua a rappresentare il principale strumento di sostegno.

Eppure, una domanda ricorre ancora nelle aziende: “Se prendo un bene in leasing, posso comunque beneficiare dell’agevolazione?” La risposta è sì, e capire come funziona oggi può fare davvero la differenza nelle scelte di investimento. 

Dall’iperammortamento al credito d’imposta: un passaggio naturale

L’iperammortamento permetteva di dedurre fiscalmente un valore maggiorato del bene, aumentando il risparmio d’imposta. Era un meccanismo potente, ma legato alla logica della deduzione.

Il credito d’imposta ha cambiato prospettiva: non si deduce più, si compensa. È un credito utilizzabile in F24, certo, automatico e accessibile a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica. Nel 2026 le aliquote sono più contenute rispetto agli anni iniziali, ma lo strumento resta solido e molto utilizzato. 

Il leasing nel 2026: un alleato che non perde valore

Il leasing continua a essere una delle formule più apprezzate dalle imprese, soprattutto quando si parla di beni 4.0. E la buona notizia è che il credito d’imposta si applica senza problemi anche ai beni acquisiti tramite leasing, proprio come avveniva con l’iperammortamento.

In pratica, anche se la proprietà giuridica del bene resta alla società di leasing, il beneficio fiscale spetta all’impresa utilizzatrice, che è quella che lo impiega nel proprio processo produttivo. 

Come funziona concretamente l’agevolazione nel leasing

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri:

  • la base di calcolo è il costo del bene sostenuto dal locatore, cioè il valore indicato nel contratto di leasing;

  • non rientrano interessi, servizi accessori o spese aggiuntive;

  • il credito si utilizza in tre quote annuali di pari importo;

  • il riscatto finale non modifica il diritto al beneficio.

È un sistema pensato per essere stabile e prevedibile, due qualità fondamentali per chi deve programmare investimenti importanti. 

I requisiti restano quelli del mondo 4.0

Anche nel 2026, per accedere al credito d’imposta servono alcuni passaggi obbligati:

  • il bene deve rientrare negli Allegati A o B del Piano 4.0;

  • deve entrare in funzione;

  • deve essere interconnesso ai sistemi aziendali in modo bidirezionale;

  • serve una perizia asseverata o una dichiarazione del legale rappresentante, a seconda del valore.

Sono condizioni note alle imprese, ma restano fondamentali per non perdere l’agevolazione. 

Perché leasing e credito d’imposta continuano a funzionare bene insieme

La combinazione tra leasing e credito d’imposta è ancora oggi una delle più efficaci per sostenere gli investimenti. Il leasing riduce l’impatto finanziario iniziale, permette di programmare meglio i flussi di cassa e offre flessibilità nel rinnovo dei beni. Il credito d’imposta, dal canto suo, garantisce un beneficio fiscale certo e immediato, già dall’anno di interconnessione.

È una sinergia che permette alle imprese di innovare senza immobilizzare capitale e senza rinunciare a un vantaggio fiscale significativo.

 

In conclusione

Nel 2026 l’iperammortamento non c’è più, ma la logica che lo sosteneva è rimasta: aiutare le imprese a investire in tecnologie avanzate. Il credito d’imposta 4.0 ha preso il suo posto e continua a integrarsi perfettamente con il leasing, offrendo un equilibrio ideale tra vantaggio fiscale e sostenibilità finanziaria.

Per chi vuole innovare senza appesantire la struttura aziendale, questa combinazione resta una delle scelte più intelligenti.

 

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