Modelli macro e incertezza: il punto del convegno BdI

Posted on 25/09/2026 in Economia by Redazione

Il convegno Bankitalia evidenzia limiti dei modelli tradizionali e nuove tecniche per gestire incertezza, shock multipli ed evoluzione delle aspettative.

l convegno “Macroeconomic Modelling in Times of Uncertainty”, organizzato dalla Banca d’Italia, ha offerto una panoramica approfondita sulle sfide che l’incertezza crescente pone alla modellizzazione macroeconomica. L’economia globale è oggi caratterizzata da shock multipli – geopolitici, energetici, finanziari e tecnologici – che rendono più complessa la lettura del ciclo e richiedono strumenti analitici più flessibili e capaci di cogliere dinamiche non lineari.

1. Instabilità delle relazioni economiche e limiti dei modelli tradizionali

I modelli macroeconomici standard, basati su relazioni stabili tra variabili reali e nominali, mostrano limiti nel catturare shock simultanei e persistenti. Le tensioni geopolitiche, le strozzature dell’offerta e la volatilità dei prezzi hanno modificato la trasmissione della politica monetaria, rendendo necessaria una revisione degli approcci previsivi e delle strutture modellistiche.

2. Incertezza parametrica e scenari alternativi

Un tema centrale del convegno ha riguardato la gestione dell’incertezza parametrica. Gli economisti hanno evidenziato l’importanza di integrare scenari alternativi, analisi di sensitività e approcci probabilistici più robusti, capaci di valutare la propagazione degli shock attraverso mercati finanziari, catene globali del valore e decisioni di investimento.

3. Ruolo delle aspettative e indicatori di sentiment

In condizioni di incertezza elevata, le aspettative degli operatori diventano determinanti. Imprese e famiglie reagiscono agli shock sulla base delle percezioni future su inflazione, crescita e stabilità finanziaria. Per questo, la modellizzazione deve incorporare indicatori di sentiment, misure di rischio e segnali provenienti dai mercati finanziari, spesso anticipatori delle svolte del ciclo.

4. Integrazione di approcci eterogenei

Il convegno ha evidenziato la crescente diffusione di modelli eterogenei:

  • modelli DSGE rivisti,

  • modelli semi‑strutturali,

  • strumenti data‑driven e machine learning. La combinazione di questi approcci migliora la capacità di previsione e consente una lettura più articolata della trasmissione degli shock.

5. Resilienza economica e stress test macro‑finanziari

Un altro tema chiave riguarda la resilienza del sistema economico. I modelli devono valutare non solo gli effetti diretti degli shock, ma anche la capacità di assorbimento delle economie, la solidità delle imprese e la vulnerabilità dei settori più esposti. L’integrazione di stress test macro‑finanziari e analisi settoriali permette di ottenere una visione più completa della stabilità economica.

6. Modelli come strumenti dinamici di policy

La Banca d’Italia ha sottolineato come la modellizzazione macroeconomica debba evolvere verso strumenti dinamici, capaci di supportare le decisioni di policy attraverso scenari alternativi, valutazioni di rischio e analisi della trasmissione degli shock. In un contesto di incertezza persistente, i modelli non possono limitarsi a fornire previsioni puntuali: devono diventare strumenti di interpretazione della complessità.

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