S&P conferma il rating dell’Italia e mantiene outlook positivo, ma richiama attenzione su conti pubblici, crescita e riforme. Stabilità finanziaria e disciplina fiscale restano decisive per evitare pressioni sul debito.
S&P Global Ratings ha confermato il rating dell’Italia a BBB+, mantenendo l’outlook positivo introdotto a gennaio. Una scelta che rafforza la percezione di stabilità fiscale in una fase segnata da tensioni energetiche e incertezze geopolitiche.
L’agenzia riconosce la resilienza dei conti pubblici, con un percorso di graduale riduzione dell’indebitamento netto e un lento calo del rapporto debito/Pil atteso entro il 2028. La conferma arriva mentre il governo è impegnato a fronteggiare il caro energia legato alla crisi iraniana e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Le dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani su una possibile manovra correttiva – poi ridimensionate – avevano agitato i mercati a fine settimana, spingendo il rendimento del BTP decennale al 3,93%. La conferma di S&P ha riportato calma: lo spread BTP‑Bund si attesta a 78 punti base, con il decennale al 3,95%.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lavora intanto con Bruxelles per estendere la flessibilità europea anche alle misure legate all’emergenza energetica, sulla scia della clausola già prevista per la difesa.
Per Palazzo Chigi, l’outlook positivo è un segnale incoraggiante, ma anche un invito alla prudenza: la sfida resta conciliare sostegno all’economia, disciplina di bilancio e gestione dei costi energetici in un contesto internazionale ancora instabile.