S&P segnala Pmi europei in crescita disomogenea: Francia e Germania rallentano, mentre l’Italia mantiene un profilo espansivo grazie alla solidità dei servizi e alla stabilità della manifattura.
Il quadro congiunturale europeo di luglio 2026, fotografato dagli indici Pmi S&P Global, evidenzia una dinamica a più velocità tra le principali economie dell’area. Mentre Francia e Germania mostrano segnali di rallentamento, l’Italia continua a mantenersi in territorio espansivo, sostenuta dalla resilienza dei servizi e dalla stabilità della manifattura.
I dati Pmi confermano una fase di eterogeneità ciclica:
Francia e Germania registrano un indebolimento dell’attività, con valori che si avvicinano alla soglia dei 50 punti.
L’area euro nel complesso mostra un ritmo moderato, frenato dalla domanda interna debole e dall’incertezza geopolitica.
Persistono differenze significative tra comparti, con i servizi più dinamici rispetto alla manifattura.
Questa divergenza riflette condizioni macroeconomiche non uniformi e una diversa esposizione ai fattori di rallentamento globale.
L’Italia si distingue per un profilo più solido:
Il Pmi composito resta in area espansiva, sostenuto dalla buona performance dei servizi.
La manifattura mostra stabilità, con ordini e produzione in lieve miglioramento.
La domanda interna contribuisce a mantenere un ritmo positivo, mentre l’export rimane condizionato dal rallentamento europeo.
La combinazione di servizi resilienti e industria stabile consente al Paese di mantenere un passo migliore rispetto ai principali partner europei.
La divergenza tra economie europee suggerisce:
un contesto di crescita moderata e non sincronizzata;
la necessità di politiche di sostegno mirate nei Paesi più esposti al rallentamento;
un ruolo crescente dei servizi come motore dell’attività economica;
un quadro complessivo che rimane fragile, ma con segnali di tenuta in alcune economie, tra cui l’Italia.