La riforma Ue degli appalti introduce la preferenza europea per rafforzare competitività, sicurezza delle forniture e reciprocità con i Paesi terzi.
La Commissione europea ha presentato una riforma del quadro sugli appalti pubblici, introducendo il principio della preferenza europea per rafforzare la competitività delle imprese dell’Unione e garantire maggiore sicurezza delle forniture in settori strategici. L’iniziativa si inserisce nel percorso di revisione delle politiche industriali volto a consolidare la resilienza delle filiere e a ridurre la dipendenza da Paesi terzi.
La proposta mira a:
aumentare la partecipazione delle imprese europee alle gare pubbliche;
introdurre criteri di reciprocità nei confronti dei mercati extra‑UE;
rafforzare la sicurezza economica e tecnologica;
sostenere innovazione, qualità e standard produttivi europei.
La preferenza europea non è un vincolo automatico, ma un criterio che le amministrazioni potranno applicare quando la natura dell’appalto richiede tutela strategica o affidabilità delle catene di approvvigionamento, permette, inoltre, alle autorità pubbliche di privilegiare imprese e prodotti UE in settori essenziali, quando necessario per sicurezza economica o reciprocità.
Per le stazioni appaltanti, la riforma comporta una revisione dei criteri di valutazione delle offerte, con maggiore attenzione a:
origine e tracciabilità delle forniture;
continuità e sicurezza delle supply chain;
contributo alla competitività europea;
coerenza con obiettivi di transizione digitale ed energetica.
Per le imprese, si apre un quadro più favorevole alla partecipazione alle gare, con incentivi alla localizzazione delle produzioni e alla cooperazione tra operatori europei.
La proposta sarà ora esaminata da Parlamento e Consiglio. L’adozione potrebbe avvenire nel 2027, con una fase di implementazione graduale per consentire a amministrazioni e imprese di adeguarsi ai nuovi criteri e alle linee guida operative.