Istat rileva che l’Italia è sotto la media Ue nel 49% degli indicatori di sviluppo sostenibile, evidenziando ritardi strutturali e la necessità di accelerare politiche mirate.
L’Italia avanza, ma non abbastanza. È questa la sensazione che emerge dal nuovo rapporto Istat sullo stato di attuazione degli SDGs, dove quasi metà degli indicatori mostra un Paese che procede con passo più lento rispetto alla media europea. Non è un semplice dato statistico: è la fotografia di un cammino che richiede più slancio, più continuità, più capacità di trasformare le politiche in risultati misurabili.
In molti ambiti – dalla transizione energetica alla riduzione delle disuguaglianze – l’Italia mostra progressi, ma non riesce a colmare il divario con l’Europa. Il 49% degli indicatori sotto la media Ue racconta una storia di ritardi strutturali: infrastrutture sociali fragili, competenze insufficienti, innovazione che fatica a diventare sistema.
Eppure, nel quadro complessivo, emergono anche spiragli di cambiamento. Crescono gli investimenti nell’economia circolare, migliorano alcuni parametri ambientali, si rafforza la digitalizzazione dei servizi pubblici. Sono progressi che mostrano un Paese capace di reagire, di innovare, di riallinearsi quando le politiche sono chiare e gli investimenti coerenti.
Il rapporto Istat non è solo un bilancio: è una bussola. Indica dove intervenire con urgenza e dove consolidare i risultati. Le priorità emergono nitide:
accelerare l’attuazione del PNRR;
investire in competenze, soprattutto digitali e STEM;
sostenere la transizione energetica con strumenti più efficaci;
ridurre i divari territoriali che frenano la crescita.
Sono leve che richiedono visione, continuità e capacità amministrativa. E che possono trasformare un ritardo in un’opportunità.
L’Italia non è ferma: è in movimento, ma deve trovare un ritmo più deciso. Il rapporto Istat ricorda che la sostenibilità non è un traguardo lontano, ma un percorso quotidiano fatto di scelte, investimenti e responsabilità condivise. Colmare il gap con l’Europa significa costruire un modello di sviluppo più solido, più equo, più competitivo.