Al Salone del leasing il Dott. Spallone (MIMIT) ha comunicato i primi dati di assorbimento della misura dell'approfondimento sui Beni strumentali. Auto e Immobiliare le altre due tavole rotonde di chiusura dell'evento
La seconda e ultima giornata della nona edizione del Salone del leasing si è aperta oggi a Milano con l’introduzione di Paolo Gerardini, Vicepresidente di Assolombarda con delega al Credito, Finanza e Fisco.
“Il nostro obiettivo è permettere lo sviluppo e la crescita delle imprese. Il leasing è una delle risorse finanziarie possibili che guardiamo in un’ottica di perfetta neutralità degli strumenti finanziari che chiediamo anche al regolatore pubblico”, ha esordito Gerardini. “Il cambiamento dello scenario di mercato accelera il passaggio dal conferimento in proprietà dell’asset al suo uso, anche per via del necessario e sempre più veloce aggiornamento tecnologico. Questa esigenza si sposa molto bene con il mondo del leasing, di cui apprezziamo come imprese la flessibilità e la consulenza e da cui ci aspettiamo ancora più attenzione all’impresa, anche in termini di semplificazione”.
La seconda giornata dei lavori è stata dedicata all’approfondimento dei settori Auto (autoveicoli e veicoli commerciali e industriali), Immobiliare e Beni strumentali.
La tavola rotonda LEASING AUTO: LE SFIDE DI MOBILITÀ, DATI E SERVIZI ha visto intervenire Cristiana Petrucci, Responsabile Centro Studi e Statistiche di UNRAE, che ha introdotto i lavori, Giovanni Rainone, Managing Director MAN Financial Services, Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, e Claudio Zirilli, Responsabile Leasing & Rental e Amministratore Delegato di Ifis Rental Services.
“L’automobile rimane centrale negli spostamenti degli italiani che nel 2025 l’hanno scelta per il 65% dei casi. Nei primi 9 mesi dell’anno il mercato ha registrato 1.268.950 nuove immatricolazioni, +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, spinto dai clienti privati, sostenuti dagli incentivi partiti a fine 2025 e dal noleggio a breve termine, che ha beneficiato dell’andamento positivo del turismo. Tuttavia va segnalato che l’età dell’utente medio tende a salire, con il 23% di over 65 e il 25% che si colloca tra i 55 e i 64 anni, e con l’avanzare del dato anagrafico diminuisce la tendenza al rinnovo del veicolo”, ha sottolineato Cristiana Petrucci.
Venendo al veicolo elettrico, “al di là delle variabili, quali i costi di acquisizione, rileviamo da 3 anni una quota del 40% di italiani, che si mantiene stabile, che è radicalmente contraria”, ha spiegato Giulio Salvadori. “Circa le cause, vediamo che un primo tema è l’imposizione del regolatore, che comporta un rifiuto automatico di una parte dei consumatori, mentre la scarsità di punti di ricarica è un tema sì percepito, ma nel rapporto tra punti di ricarica e veicoli l’Italia si attesta su una colonnina ogni 6 auto, in Francia il rapporto è 1 a 8, in Germania 1 a 12”.
Se è vero che siamo un mercato tra i più dinamici in Europa, siamo la Cenerentola rispetto all’elettrico, specialmente se ci confrontiamo con Francia e Germania che si collocano sul 28-30%. “Dobbiamo però ricordare che questi due Paesi sono i principali promoter della transizione europea verso l’elettrico e hanno messo sul piatto incentivi stabili nel tempo, riuscendo a modificare le resistenze culturali”, ha commentato Claudio Zirilli. “Credo stia modificandosi anche in Italia l’atteggiamento resistente e quindi ci aspettiamo una naturale crescita dell’auto elettrica. Le partnership con i player dell’automotive possono essere in questo senso strategiche”.
“Nel caso del veicolo industriale elettrico non abbiamo di fronte il tema del privato, ma di un’azienda che sceglie sulla base di un business plan”, ha evidenziato Giovanni Rainone. “Il nostro mercato rimane solido e nel 2027 manterrà le quote di quest’anno, anche spinto dal caro gasolio che sostiene il rinnovo del parco circolante. Oggi un veicolo industriale arriva a percorrere 700 km con una ricarica e con una vita utile della batteria superiore a quella del mezzo. La rilevazione effettuata sulle flotte europee ci dice che più del 50% continuerà a investire e l’Italia è sempre tra le quote più alte di risposte positive”.
La tavola rotonda su LEASING IMMOBILIARE TRA RIGENERAZIONE, SOSTENIBILITÀ E VALORE DEGLI ASSET ha visto intervenire Marco Clerici, Head of Research & Advisory di World Capital, Christian Fischnaller, Direttore Commerciale di Hypo Vorarlberg Leasing, Flavio Monosilio, Direttore Affari Economici e Centro Studi di Ance, e Stefano Rossi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Alba Leasing.
In Italia oggi ci sono 52 mln di mq logistici e il 4,5% è oggetto di contratti di leasing, quindi con ampi spazi di crescita.Dall’Atlante realizzato da World Capital è emersa la forte espansione del mercato immobiliare per la logistica, che ha trainato il boom del leasing immobiliare (+21%) e che, insieme a hotellerie e uffici, “è diventato dopo il Covid un asset strutturale del Paese, con rendimenti dell’ordine del 5-5,5%”, ha spiegato Marco Clerici.
“Oggi siamo al termine di una fase espansiva del PNRR e ci troviamo di fronte a un cambiamento di scenario, che vedrà il 2027 come soglia oltre la quale c’è un obiettivo abbassamento delle aspettative”, ha ricordato Flavio Monosilio. “D’altro canto emergono esigenze reali e in questo ambito il leasing può avere un ruolo importante, ad esempio nel piano casa e nella risposta alla domanda di housing sociale”.
“Registriamo anche le necessità delle aziende che non trovano lavoratori disponibili a trasferirsi proprio per via del tema dell’alloggio, è però necessaria una modifica del regime IVA nel settore residenziale, oggi penalizzato”, ha chiosato Christian Fischnaller. “Per gli usi produttivi, sicuramente nel Nord Italia c’è un mercato solido con una domanda forte per nuovi spazi e spazi riqualificati per le aziende che crescono”.
“In passato c’è stata una forte cautela da parte delle banche sul settore immobiliare, che invece sta registrando un’esplosione della domanda degli investitori”, ha sottolineato Stefano Rossi, “e negli ultimi anni rileviamo un ribilanciamento dei portafogli che ha portato alla crescita del leasing immobiliare anche verso i crediti deteriorati collegati ad asset immobiliari”.
Il tema del LEASING STRUMENTALE, INCENTIVI E INVESTIMENTI PRODUTTIVI è stato affrontato da Raffaele Spallone, Dirigente Divisione II del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Stefania Pigozzi, Responsabile Centro Studi UCIMU-Sistemi per produrre, Salvatore Saulino, Amministratore Delegato di UniCredit Leasing,
Stefano Schiavi, Deputy General Manager e Chief Operating Officer di BNP Paribas Leasing Solutions Italy, e Massimo Tripuzzi, Direttore Generale di Crédit Agricole Leasing Italia.
“L’iperammortamento ha visto 30.000 domande da giugno ad oggi per circa 8 miliardi di euro”, ha comunicato Raffaele Spallone. “L’erogazione vede in testa la Lombardia, seguita dal Veneto, ricalcando sostanzialmente la geografia della diffusione delle imprese. Si segnalano però alcune performance sopra la media rispetto alla domanda negli anni precedenti, ad esempio la Campania, che si colloca al 7% a fronte del 9% dell’Emilia-Romagna, bene anche la Puglia”. A breve è attesa la circolare di chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
“BIMU, la biennale della macchina utensile e robotica si è appena conclusa con un mood positivo”, ha detto Stefania Pigozzi.“Gli ordini dei primi nove mesi si chiudono con un +10%, composto da un +25% di domanda estera e un -7% di domanda interna. Dobbiamo però rilevare che l’anno è cominciato con un -30% della domanda domestica. I principali settori sono statinell’ordine aerospace e difesa, energia, infrastrutture e AI”.
“Il -0,9% del leasing strumentale nei primi 9 mesi del 2026 va letto alla luce dell’ottimo risultato del 2025 (+15,1%) e con il +7,3% del numero dei contratti di quest’anno. Credo che effettivamente se guardiamo il biennio o il triennio non vediamo grandi scostamenti”, ha annotato Stefano Schiavi. “Credo che anche per i Beni strumentali saranno importanti le partnership con le associazioni di categoria come UCIMU”.
“Sicuramente ha pesato anche un reindirizzamento della liquidità delle aziende verso la gestione corrente, determinato dall’aumento dei costi di produzione e dal caro energia che lo alimenta”, ha aggiunto Salvatore Saulino. “Soprattutto per gli investimenti più importanti, mentre abbiamo recuperato sugli investimenti più piccoli. Come ecosistema del leasing, dobbiamo spingere una narrativa diversa per raccontare alle imprese i vantaggi dello strumento al di là degli aspetti fiscali”.
“Un terzo elemento di rallentamento è l’iper-regolamentazione, dobbiamo procedere ad ulteriori semplificazioni normative, specialmente degli strumenti di incentivazione”, ha concluso Massimo Tripuzzi, “perché la complicazione del processo si riflette inevitabilmente in un rallentamento delle dinamiche degli investimenti. Anche noi società di leasing dobbiamo semplificare i processi ed essere ancora più vicini alle aziende”.
LEASE 2026 si è concluso con il saluto del Presidente di Assilea, Paolo Guzzetti: “nel 2027 è atteso un + 4-5% dello stipulato. Il messaggio che ha accompagnato questa edizione è quello del leasing quale forza silenziosa che muove le imprese. È una definizione che racchiude bene la nostra identità e il nostro contributo, non sempre immediatamente visibile, ma decisivo per sostenere la crescita delle imprese, migliorare la produttività e guardare anche alla soluzione di alcune tematiche sociali”.