Bankitalia stima che l’IA possa aumentare la produttività dell’1%, ma le Pmi restano indietro nell’adozione, rischiando di perdere competitività.
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle leve più promettenti per rilanciare la produttività italiana. Secondo le analisi di Bankitalia, l’adozione diffusa delle tecnologie di IA potrebbe generare un incremento fino all’1% della produttività, un valore significativo in un Paese che da anni fatica a migliorare i propri indicatori di efficienza.
Il potenziale, però, non è distribuito in modo uniforme. Le grandi imprese stanno già integrando strumenti avanzati nei processi produttivi, mentre le Pmi mostrano un ritardo strutturale. Mancano competenze digitali, investimenti adeguati e una strategia chiara per sfruttare l’IA in modo sistemico. Questo divario rischia di ampliare ulteriormente la distanza competitiva tra aziende di dimensioni diverse.
Bankitalia sottolinea che l’IA non è solo una questione tecnologica, ma un fattore strategico che richiede formazione, infrastrutture digitali e politiche di accompagnamento. Per le Pmi, colmare il gap significa non solo migliorare la produttività, ma anche restare competitive in un mercato globale che corre sempre più veloce.
L’Italia ha dunque un’opportunità concreta: trasformare l’IA in un motore di crescita. Ma perché questo accada, serve un impegno congiunto di imprese, istituzioni e sistema formativo per accelerare l’adozione e ridurre le disuguaglianze digitali.