ASSET LEASING, più informazioni uguale più opportunità

Posted on 05/03/2020 in Mercato by Clarium Srl - Paolo Chiari

Il rapporto tra contratto di Leasing e Asset finanziato: il valore nel tempo, la curva di degrado, la conformità alle norme vigenti, la possibilità di ricollocamento e altro nell'esperienza condivisa con Clarium

Le caratteristiche specifiche del contratto di leasing richiedono approfondimenti in merito al reale valore degli asset finanziati, alle loro curve di degrado, alla loro conformità alle norme vigenti e alla loro consistenza durante le varie fasi del contratto.

Oltre alle analisi di prezzo e di conformità effettuate in sede di erogazione del finanziamento, fattori evidentemente fondamentali per la solidità dell’operazione, durante la vita del contratto esistono diversi momenti nei quali risulta opportuno per la società di leasing monitorare il degrado dei beni locati.

Tale attività può essere svolta a fronte di un piano di monitoraggio predefinito, utilizzando sistemi evoluti che permettano la verifica della presenza fisica del bene e delle sue condizioni d’uso in maniera economica anche da remoto, oppure in seguito a specifici eventi evidenziatisi durante il contratto.

L’accadimento di un sinistro, seppur solitamente assistito da apposita copertura assicurativa, è, ad esempio, un momento critico durante il quale risulta importante presidiare sia la quantificazione ed il ripristino dei danni, sia l’impatto dell’evento sull’attività del Locatario e sulla sua capacità di rimborso.

A tale scopo esistono specifici servizi in outsourcing, spesso a bassissimo impatto economico per la società Locatrice grazie ad apposite clausole di polizza, che permettono di governare le attività e anticipare potenziali criticità.

Anche in caso di irregolarità nei pagamenti, più o meno gravi, le migliori decisioni in merito alle attività legali più opportune per tutelare l’investimento passano per una corretta percezione di quale sia il reale valore dei beni, dei costi di un loro eventuale recupero e della loro potenziale rivendita.

Tali analisi, spesso effettuate solo dopo il default dell’operazione, forniscono elementi di valutazione indispensabili e non reperibili in altro modo.

E’ quindi evidente come l’attenzione al valore degli asset nel tempo sia un fattore di ottimizzazione dell’investimento e del suo puntuale rimborso, garantendo un patrimonio di informazioni che non può essere trascurato.

 

 

Il Caso di Studio

Un Cliente Clarium è tra gli operatori leader in Italia nel finanziamento di beni strumentali e opera nel settore leasing su diverse famiglie di beni strumentali.

In tale ambito il Cliente ci ha chiesto supporto per implementare una procedura di calcolo del valore residuo di beni o famiglie di beni strumentali al termine di un determinato periodo.

 

Dopo aver effettuato una analisi preliminare circa gli strumenti a disposizione del Cliente, abbiamo proposto un percorso che permetterà al Cliente di gestire autonomamente il calcolo dei valori residui dei beni oggetto di finanziamento al termine di un determinato periodo.

Le attività sono partite dall’analisi preliminare dei processi e dei flussi delle attività, sono state individuate delle classi di beni omogenee in base ad alcuni parametri:

 

  • Tipologia macchinario
  • Settore di appartenenza
  • Velocità di obsolescenza
  • Livello di fungibilità
  • Mercato di riferimento
  • Livello di personalizzazione

 

Una volta individuata la classificazione dei beni sono state individuate le fonti dei dati dalle quali attingere le valutazioni economiche del mercato in particolare:

 

Interne

Storico contratti

Statistiche valori di remarketing

Revisione periodica valori beni strumentali in carico

 

Esterne

Database disponibili sul mercato (Eurotax…)

Listini prezzi

Informazioni dirette del mercato (produttori, dealers, distributori, operatori di settore)

 

Dalla fase di analisi si è poi costruito il modello di calcolo e delle procedure per la definizione del Valore Residuo dei beni suddivisi per tipologia e Tier del produttore:

 

  • Classificazione dei beni
  • Nell’ambito dei beni industriali definizione della fonte dei dati base di input (produttori,

distributori, canali) per Tier, per beni nuovi e usati

  • Determinazione algoritmo di calcolo e dei dati in ingresso
  • Creazione di matrici suddivisi per tipologia di beni, tier produttore. Le matrici forniscono, secondo le variabili sopra definite, le seguenti informazioni:
    • vita utile del bene (sulla base di parametri guida quali ore lavoro macchina, stato usura, ecc.)
    • valore residuo negli anni e curva di décalage

 

  • Implementazione di procedura aggiornamento matrici linkando ai dati storici di valore residuo dei beni da contratti risolti

 

Al termine delle attività la procedura di calcolo dei valori residui dei beni sinteticamente è stata strutturata secondo questo flusso:

clarium.JPG

In aggiunta sono state implementate le procedure per il completamento del Fascicolo Bene fornendo lista dettagliata di documenti necessari ai fini legali / certificazioni / di conformità, per beni industriali nuovi e/o usati.

 

Questo Caso di Studio vuole sinteticamente rappresentare un principio sostanziale nel processo di finanziamento di un bene strumentale. “Nel settore del credito la gestione del rischio passa sempre di più dalla conoscenza” - chiarisce Paolo Chiari, Amm. Delegato di Clarium . ”La mitigazione del rischio nelle operazioni di leasing per tramite della puntuale conoscenza degli asset permetterà agli Operatori finanziari di cogliere opportunità inaspettate”.

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