Il GPDP pubblica chiarimenti sui SIC: indicazioni per garantire maggiore trasparenza nella gestione dei dati creditizi e nella tutela degli interessati.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato nuove FAQ sui Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), con l'obiettivo di fornire maggiore chiarezza sul funzionamento delle banche dati private utilizzate per valutare l'affidabilità creditizia di cittadini e imprese. I chiarimenti riguardano le informazioni raccolte, i tempi di conservazione dei dati, i soggetti che possono accedervi e i diritti riconosciuti agli interessati.
I SIC sono archivi gestiti da società private specializzate che raccolgono, attraverso banche e intermediari finanziari, informazioni sui finanziamenti richiesti o ottenuti e sui relativi comportamenti di pagamento. Tali dati vengono utilizzati dagli operatori del credito per valutare la puntualità e l'affidabilità dei richiedenti. Tra i gestori dei SIC viene citata anche Assilea. Questi sistemi sono regolati dal Codice di condotta approvato dal Garante nel 2022 e si distinguono dalla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, che è invece un sistema pubblico.
Tra i principali aspetti chiariti dal Garante vi sono le tipologie di informazioni presenti nei SIC. Le banche dati raccolgono sia dati positivi, relativi a finanziamenti rimborsati regolarmente, sia dati negativi, riferiti a ritardi o inadempimenti nei pagamenti. Le informazioni vengono alimentate e consultate dagli operatori finanziari per le valutazioni sul merito creditizio di famiglie e imprese.
Le FAQ precisano inoltre che, oltre a banche e intermediari finanziari, possono accedere ai SIC anche società telefoniche, compagnie assicurative e fornitori di energia, limitatamente alla consultazione delle informazioni disponibili. Il trattamento dei dati si basa generalmente sul legittimo interesse e non richiede il consenso preventivo dell'interessato.
Particolare attenzione viene dedicata alle garanzie previste per i cittadini. In caso di primo ritardo nei pagamenti, infatti, l'interessato deve ricevere un preavviso almeno 15 giorni prima che la segnalazione diventi visibile all'interno del sistema. Si tratta di una misura pensata per assicurare trasparenza e consentire eventuali verifiche o regolarizzazioni.
Le FAQ riepilogano anche i tempi di conservazione dei dati, che variano in funzione della tipologia delle informazioni trattate e possono andare da 90 giorni fino a un massimo di 60 mesi.
Infine, il Garante ricorda che gli interessati possono esercitare i diritti di accesso, rettifica e cancellazione dei dati nei casi previsti dalla normativa. Qualora ritengano insoddisfacente la risposta ricevuta o riscontrino irregolarità nel trattamento delle informazioni, possono rivolgersi all'Organismo di Monitoraggio dei SIC oppure direttamente al Garante per la protezione dei dati personali.
Con la pubblicazione delle nuove FAQ, l'Autorità punta a rafforzare la trasparenza sul funzionamento dei Sistemi di Informazione Creditizia e ad accrescere la consapevolezza dei cittadini rispetto all'utilizzo dei propri dati finanziari.