Il DPCM 84/2026 definisce i contributi di entità significativa e rafforza verifiche, obblighi di rendicontazione e invio annuale al MEF da parte degli organi di controllo.
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 marzo 2026, n. 84 introduce il primo quadro regolamentare organico per la definizione e la verifica dei contributi di entità significativa a carico dello Stato, in attuazione dell’art. 1, commi 857 e 858, della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).
Il provvedimento risponde all’esigenza di rafforzare la trasparenza e il controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche, estendendo e uniformando le attività di verifica già previste per alcune categorie di enti e organismi finanziati dallo Stato.
Il DPCM definisce in modo puntuale cosa debba intendersi per contributo di entità significativa, concetto necessario per attivare gli obblighi di controllo previsti dalla legge.
L’obiettivo è duplice:
assicurare che i contributi statali siano utilizzati in coerenza con le finalità per cui sono stati concessi;
verificare che tali risorse abbiano effettivamente generato i progetti, le attività o gli interventi programmati.
Il decreto attribuisce un ruolo centrale agli organi di controllo delle società, enti, organismi e fondazioni che ricevono contributi rilevanti.
Essi devono:
svolgere specifiche attività di verifica sull’utilizzo dei contributi;
accertare la coerenza tra risorse ricevute e finalità previste;
valutare l’effettiva realizzazione dei progetti finanziati.
Queste attività diventano parte integrante delle funzioni di vigilanza e controllo, ampliando il perimetro delle responsabilità dei revisori.
Gli organi di controllo sono tenuti a trasmettere al MEF – Ragioneria Generale dello Stato una relazione annuale contenente gli esiti delle verifiche effettuate.
Scadenza: entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di erogazione del contributo.
Contenuto: risultanze delle verifiche, eventuali criticità, valutazione della coerenza tra risorse e obiettivi.
La relazione diventa così uno strumento essenziale per il monitoraggio centralizzato dei contributi pubblici.
Per approfondire: relazione MEF.
Il decreto prevede che, entro 90 giorni dall’entrata in vigore (4 giugno 2026), il MEF adotti un apposito atto per definire:
modalità tecniche di trasmissione telematica delle relazioni;
specifiche disposizioni applicative e operative del regolamento;
eventuali modelli standardizzati per uniformare la rendicontazione.
Questo passaggio è cruciale per garantire omogeneità, tracciabilità e tempestività nei flussi informativi.
Per approfondire: modalità telematiche MEF.
Il nuovo quadro regolamentare comporta:
maggiore responsabilità amministrativo‑contabile;
necessità di rafforzare i sistemi interni di monitoraggio e rendicontazione;
maggiore attenzione alla documentazione probatoria relativa ai progetti finanziati;
un rapporto più strutturato con gli organi di controllo.