La UIF presenta il Rapporto annuale 2025: aumentano le segnalazioni di operazioni sospette, rafforzati i controlli su rischi emergenti e flussi finanziari illeciti.
La UIF ha presentato il Rapporto annuale 2025, documento che offre una fotografia dettagliata dell’evoluzione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, dell’operatività degli intermediari e delle principali tendenze nei flussi finanziari sospetti. Il quadro che emerge conferma un sistema in trasformazione, caratterizzato da un aumento della complessità operativa e da nuove vulnerabilità legate alla digitalizzazione.
Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette hanno registrato un ulteriore incremento, trainato sia dal rafforzamento dei presidi interni degli operatori sia dall’emersione di fenomeni illeciti più articolati. Crescono in particolare le segnalazioni collegate a frodi digitali, utilizzo improprio di strumenti di pagamento elettronici e schemi di riciclaggio multilivello, spesso connessi a reti internazionali.
La UIF evidenzia inoltre un’intensificazione delle attività di analisi finanziaria strategica, con un focus sui rischi emergenti: criptovalute e asset digitali, piattaforme fintech, operatività transfrontaliera e nuovi modelli di intermediazione. L’Unità ha potenziato gli strumenti di data analysis e machine learning per individuare pattern anomali e migliorare la capacità di intercettare comportamenti ad alto rischio.
Sul fronte della collaborazione istituzionale, il Rapporto segnala un rafforzamento dello scambio informativo con autorità giudiziarie, forze di polizia, autorità di vigilanza e FIU estere, elemento cruciale per contrastare fenomeni sempre più globali. Particolare attenzione è dedicata anche alla qualità delle segnalazioni, con richiami agli operatori su completezza, tempestività e coerenza dei dati trasmessi.
Per gli intermediari finanziari, il Rapporto 2025 rappresenta un riferimento operativo essenziale: offre indicazioni sulle aree di rischio più rilevanti, sulle tipologie di operazioni maggiormente esposte e sulle aspettative della UIF in termini di presidi AML, controlli interni e capacità di rilevazione delle anomalie.