IVASS: Rapporto 2026 su rischi catastrofali e sostenibilità

IVASS: il Rapporto 2026 segnala rischi catastrofali in aumento e un sistema assicurativo chiamato a rafforzare sostenibilità, prevenzione e capacità di copertura.

IVASS: Rapporto 2026 su rischi catastrofali e sostenibilità

L’IVASS ha diffuso il Rapporto 2026 sui rischi da catastrofi naturali e di sostenibilità, quarto monitoraggio annuale dedicato alla valutazione dell’esposizione del mercato assicurativo italiano ai rischi climatici, ambientali e di transizione. L’analisi coinvolge le imprese di assicurazione e riassicurazione vigilate dall’Istituto e approfondisce governance, gestione dei rischi, coperture catastrofali, politiche di sottoscrizione e sostenibilità degli investimenti.  

Governance e integrazione dei rischi ESG

L’89% delle compagnie ha integrato i fattori ESG nei sistemi di governo e gestione dei rischi, confermando un’evoluzione strutturale nella valutazione dei rischi climatici. Oltre l’80% delle imprese considera materiali i rischi fisici e di transizione; tra queste, l’84% ha già condotto analisi di scenario, individuando nei rischi fisici a medio‑lungo termine i profili più impattanti per solidità patrimoniale e continuità operativa. 

Coperture contro le catastrofi naturali

Nel 2024 la raccolta premi per le coperture dei rischi catastrofali ha raggiunto 3,1 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi riferiti ai rischi climatici. Le esposizioni risultano concentrate su grandine, tempesta e inondazione, confermando la crescente vulnerabilità del territorio italiano.

Il combined ratio dei rischi climatici scende in modo significativo: dal 351,7% del 2023 al 105,2% nel 2024, grazie alla forte riduzione degli oneri per sinistri dopo gli eventi estremi dell’anno precedente. 

Protection gap: un divario ancora ampio

Nonostante la crescita delle coperture, permane un ampio gap di protezione tra perdite economiche e rischi assicurati, soprattutto nel comparto residenziale. A fine 2024 risulta assicurato solo il 5,1% delle abitazioni contro il rischio di inondazione e il 5,6% contro il rischio terremoto.

Il Rapporto evidenzia che i dati non incorporano ancora gli effetti del nuovo obbligo assicurativo catastrofale per le imprese, che potrà ridurre progressivamente il divario. 

Politiche di sottoscrizione in evoluzione

Le compagnie stanno adeguando le strategie di sottoscrizione alla maggiore esposizione ai rischi climatici, intervenendo su:

  • tariffe,
  • franchigie e massimali,
  • condizioni contrattuali,
  • programmi di riassicurazione,
  • strumenti di valutazione basati su vulnerabilità climatica e localizzazione delle esposizioni.

L’approccio risulta più selettivo e orientato alla resilienza tecnica. 

Investimenti sostenibili e rischi di transizione

L’82,5% delle imprese adotta una politica di investimento sostenibile. Gli investimenti ammissibili alla Tassonomia UE sono stimati tra 59,3 e 65,9 miliardi di euro, mentre quelli allineati si collocano tra 13,2 e 20,6 miliardi, a seconda dei criteri applicati.

Gli investimenti potenzialmente esposti ai rischi di transizione ammontano a circa 68 miliardi di euro, pari al 6,5% del portafoglio complessivo. 

Piani di transizione e qualità dei dati

piani di transizione risultano ancora poco diffusi: solo quattro compagnie capogruppo dichiarano di averli adottati, mentre 18 sono in fase di elaborazione. Persistono criticità nella qualità e omogeneità dei dati, soprattutto per quanto riguarda:

  • la georeferenziazione delle esposizioni assicurative,
  • le emissioni associate agli investimenti,
  • la disponibilità di informazioni comparabili tra imprese.  

Il Rapporto 2026 conferma un mercato assicurativo sempre più impegnato nella gestione dei rischi climatici e nella transizione verso modelli sostenibili, ma evidenzia anche la necessità di colmare il protection gap, migliorare la qualità dei dati e rafforzare la capacità di valutazione delle esposizioni. Un percorso che richiede investimenti, innovazione e una crescente integrazione tra politiche di rischio, sostenibilità e strategie di mercato.

Comunicato 

Rapporto