Prestiti verdi: proposta per una definizione Ue unica
La Banca d'Italia propone una definizione Ue semplificata dei prestiti verdi per favorire efficienza energetica e sviluppo del mercato.
I finanziamenti destinati a migliorare l'efficienza energetica degli edifici sono in rapida crescita, ma il loro sviluppo continua a essere frenato dall'assenza di una definizione armonizzata di "prestito verde" a livello europeo. È quanto evidenzia la Nota n. 52 della Banca d'Italia, che propone un nuovo approccio per rendere più semplice e uniforme la classificazione di questi prodotti creditizi.
Secondo lo studio, il settore immobiliare rappresenta circa il 40% dei consumi energetici e il 36% delle emissioni di CO₂ dell'Unione europea, rendendo essenziale il ruolo della finanza privata nel sostenere gli obiettivi climatici e di efficientamento energetico. Negli ultimi anni le banche hanno ampliato l'offerta di mutui e prestiti destinati all'acquisto, alla costruzione o alla riqualificazione di immobili ad alta efficienza energetica, ma l'assenza di criteri condivisi ha favorito la proliferazione di standard differenti e pratiche interne poco comparabili tra loro.
La normativa europea individua oggi nella Tassonomia Ue il principale riferimento per classificare un'attività come sostenibile. Tuttavia, la sua applicazione è considerata complessa dagli operatori, soprattutto a causa degli adempimenti legati ai criteri "Do No Significant Harm" (DNSH) e alle garanzie minime in materia sociale e di governance. Questa complessità ha spinto molte banche ad adottare criteri semplificati basati prevalentemente sulle prestazioni energetiche degli edifici.
Per superare queste difficoltà, gli autori propongono una definizione articolata su due livelli. Il primo livello comprende i finanziamenti pienamente conformi alla Tassonomia europea. Il secondo introduce invece una categoria operativa semplificata, basata su parametri energetici facilmente verificabili, come la classe energetica dell'immobile o il miglioramento delle sue prestazioni dopo un intervento di riqualificazione.
Nella proposta, potrebbero essere considerati prestiti verdi quelli destinati alla costruzione o all'acquisto di edifici collocati nelle migliori classi energetiche, generalmente A o B, oppure alla ristrutturazione di immobili in grado di ottenere una riduzione dei consumi energetici di almeno il 30% o il miglioramento di almeno una classe energetica.
Secondo la Banca d'Italia, una definizione più semplice e condivisa favorirebbe la crescita del mercato, aumenterebbe la trasparenza e faciliterebbe la raccolta di dati comparabili sulle caratteristiche di rischio di questi finanziamenti. Inoltre, edifici più efficienti possono contribuire a ridurre la spesa energetica delle famiglie, limitare l'esposizione agli shock dei prezzi dell'energia e, potenzialmente, ridurre il rischio di credito per gli intermediari finanziari.
La Nota conclude che una classificazione europea armonizzata, mantenendo la Tassonomia come riferimento ma introducendo criteri operativi più facilmente applicabili, potrebbe sostenere in modo significativo la transizione energetica del patrimonio immobiliare europeo e lo sviluppo ordinato del mercato dei prestiti verdi.