Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente d'Europa
Utile a 2,8 mld (+5,6%) nel 1° trim. 2026 conferma la redditività sostenibile di Intesa Sanpaolo. Guidance ribadita: utile 2026 atteso a circa 10 mld.
Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data 8 maggio 2026 ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2026 (*) (**).
I risultati del Gruppo nel primo trimestre 2026, con un utile netto pari a 2,8 miliardi di euro, evidenziano la capacità di Intesa Sanpaolo, la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore. Si conferma la previsione di un utile netto a circa 10 miliardi per il 2026.
Il solido andamento economico e patrimoniale del trimestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del Gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale. In particolare:
- significativo ritorno cash per gli azionisti: 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel trimestre, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026;
- 1,8 miliardi di euro di imposte (°) generate;
- rafforzamento dell’inclusione finanziaria, con circa 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nel primo trimestre 2026;
- circa 1,1 miliardi di euro già investiti (°°) nel 2023 - primo trimestre 2026 (di cui circa 60 milioni nel primo trimestre 2026) per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:
▪ la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;
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(*) Ai sensi dell’art. 65-bis e dell’art. 82-ter del Regolamento Emittenti in vigore dal 2 gennaio 2017, Intesa Sanpaolo ha optato per la pubblicazione su base volontaria di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.
(**) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 20.
(°) Imposte dirette e indirette.
(°°) Inclusi i costi di struttura relativi alle persone dedicate al sostegno di iniziative/progetti.
▪ la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio al 13%, il basso leverage, la forte liquidità e lo status di banca a “zero NPL”;
▪ l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (5,7 miliardi di euro già investiti e circa 2.500 specialisti IT già assunti, dal 2022 al primo trimestre 2026), che abilita il ricambio generazionale, senza impatti sociali, e risparmi di costi (circa 570 milioni di euro a regime, nel 2030), senza impatti sui ricavi grazie allo snellimento dei processi abilitato dalla tecnologia e dall’AI; riduzione di circa 6.100 persone del Gruppo entro il 2029, risultante da circa 12.400 uscite che si aggiungono alle circa 3.900 nel 2025 (circa 1.400 uscite già avvenute nel primo trimestre 2026), conseguenti a circa 9.750 uscite volontarie - incluso il turnover naturale - in Italia (1) (circa 1.125 già avvenute nel primo trimestre 2026) e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali (2) (circa 275 già avvenute nel primo trimestre 2026), e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia (3), di cui circa 2.300 come Global Advisor (4), in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025 principalmente Global Advisor (circa 500 persone già assunte nel primo trimestre 2026, di cui circa 350 Global Advisor);
▪ la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, con oltre 1.400 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, contraddistinta dalle fabbriche di prodotto interamente controllate che rendono possibile un rapido time-to-market e sinergie di produzione/distribuzione, dalle distintive reti di consulenza con circa 19.000 persone (5) dedicate, circa 350 in più rispetto alla fine del 2025 e previste in crescita a circa 22.500 entro il 2029, e dai servizi di consulenza a 360 gradi (6), che fungono anche da stabilizzatore delle commissioni a fronte dell’impatto della volatilità di mercato e riguardano un ammontare di attività finanziarie della clientela pari a 171 miliardi di euro al 31 marzo 2026, in crescita di 26 miliardi rispetto al 31 marzo 2025.
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(1) Circa 1.600 uscite dall’accordo sindacale dell’ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 (con relativi costi già interamente spesati), circa 4.500 potenziali uscite di persone che hanno già fatto richiesta di partecipazione ai precedenti schemi di pensionamento anticipato e uscite per turnover naturale.
(2) Concentrate nelle funzioni centrali.
(3) Di cui circa 2.200 dagli accordi sindacali già siglati.
(4) Con contratto ibrido (combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part-time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona), per conseguire una maggiore prossimità alla clientela in particolare nel Wealth Management & Protection.
(5) Consulenti finanziari, Private Banker, Global Advisor, gestori per la clientela Exclusive, gestori per la clientela Affluent, Relationship Manager e consulenti finanziari della Divisione International Banks.
(6) Valore Insieme, Private Advisory, WE ADD e Sei.
L’attuazione del Piano di Impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo. In particolare:
· riduzione dei costi, beneficiando dei forti investimenti in tecnologia già effettuati:
- in corso l’implementazione progressiva e l’estensione di isytech 2.0;
- lanciati 15 progetti di AI / GenAI / Agentic AI;
- in corso l’accelerazione del ricambio generazionale, con circa 1.400 persone uscite nel primo trimestre 2026 (delle circa 12.400 previste entro il 2029);
· crescita dei ricavi, alimentata dalla leadership nel Wealth Management, Protection & Advisory:
- nel primo trimestre 2026, assunti circa 350 Global Advisor, superando le 2.150 persone, e aperti oltre 70 uffici Global Advisor in aree ad alto potenziale non coperte dalle filiali Exclusive;
- rafforzata la rete di specialisti del ramo Danni della Divisione Banca dei Territori (da circa 210 a oltre 280 persone);
- in corso il rafforzamento della rete di Private Banker / Consulenti Finanziari in Italia, con un aumento di circa 60 persone dalla fine del 2025;
- continua crescita di Isybank, che ha raggiunto 1,1 milioni di clienti, con circa 980.000 conti aperti da nuovi clienti (circa 80.000 nel primo trimestre 2026);
- lanciato il nuovo modello di Financial Advisor nella Divisione International Banks, con 40 Consulenti finanziari in Slovacchia e Ungheria;
· basso costo del rischio, grazie allo status di banca a “zero NPL” e a una origination di elevata qualità:
- crediti in sofferenza quasi azzerati;
- potenziamento della struttura di governo del credito, con la costituzione di nuovi comitati creditizi strategici e operativi;
- evoluzione dei modelli di rischio di credito, con l’inclusione di dati aggiornati e nuove metodologie (es. Machine Learning);
· significativi investimenti nelle persone del Gruppo, che sono la risorsa più importante:
- circa 550 persone coinvolte nel primo trimestre 2026 in iniziative di riconversione/riqualificazione verso attività ad elevato valore aggiunto per la Banca;
- circa 7.300 persone con meno di 35 anni coinvolte nella Fase 1 dell’iniziativa di ascolto Future Gen;
- Intesa Sanpaolo è stata confermata Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo da Top Employers Institute;
· leadership nell’impatto sociale, supportando la clientela nella transizione sostenibile e confermando gli impegni alla decarbonizzazione:
□ social impact:
- circa 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nel primo trimestre 2026 per rafforzare l’inclusione finanziaria;
- lanciate varie iniziative nell’istruzione, orientamento e occupabilità, raggiungendo oltre 11.000 giovani e migliorato il benessere socio-economico di oltre 52.000 persone vulnerabili per far fronte ai principali cambiamenti sociali sistemici (circa 60 milioni di euro già investiti nel primo trimestre 2026 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze);
□ transizione sostenibile:
- erogati 4,2 miliardi di euro per la transizione sostenibile nel primo trimestre 2026;
□ cultura e innovazione:
- continuo impegno a favore della cultura: tre nuove mostre, con oltre 224.000 visitatori;
- promozione dell’innovazione: nel primo trimestre 2026, 156 iniziative innovative e servizi per startup realizzate da Intesa Sanpaolo Innovation Center e circa un milione di euro di investimenti in startup gestiti da Neva SGR.
Nel primo trimestre 2026, per il Gruppo si registra:
● utile netto in crescita del 5,6% a 2.761 milioni di euro, da 2.615 milioni del primo trimestre 2025;
● risultato corrente lordo in crescita del 9,7% rispetto al primo trimestre 2025;
● risultato della gestione operativa in aumento del 9% rispetto al primo trimestre 2025;
● proventi operativi netti in crescita del 5,3% rispetto al primo trimestre 2025, con un +3,1% per le commissioni nette, un +3% per il risultato dell’attività assicurativa, un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e un +0,1% per gli interessi netti;
● costi operativi in diminuzione dello 0,7% rispetto al primo trimestre 2025;
● elevata efficienza, con un cost/income al 35,9%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
● costo del rischio annualizzato a 16 centesimi di punto, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
● qualità del credito (°):
- a fine marzo 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati (°°) sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,5% al lordo;
- l’esposizione verso la Russia (^) è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2;
● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
- copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,5% a fine marzo 2026, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 68,6%;
- robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,4% a fine marzo 2026;
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(°) Nessun ammontare materiale di moratorie in essere a fine marzo 2026. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato, in applicazione delle misure a sostegno del sistema produttivo previste a seguito della pandemia da COVID-19, è pari a circa 6,5 miliardi di euro (circa 0,9 miliardi SACE e circa 5,6 miliardi Fondo PMI).
(°°) Dai crediti deteriorati a fine marzo 2026 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 1,4 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,4 miliardi al netto.
(^) Esposizione creditizia verso clientela on-balance, cross-border e della controllata Banca Intesa in Russia, al netto delle garanzie di Export Credit Agencies e post rettifiche di valore. Al 31 marzo 2026, post rettifiche di valore, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 0,22 miliardi di euro di cui 0,21 miliardi verso clientela, al netto di 0,6 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,01 miliardi verso clientela, al netto di 0,3 miliardi di garanzie ECA, e pari a 0,02 miliardi verso banche) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,04 miliardi, di cui 0,01 miliardi verso clientela, per Banca Intesa in Russia e a 0,1 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,01 miliardi per la controllata in Russia e 0,03 miliardi per la controllata in Ucraina). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,26 miliardi di euro.
● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 marzo 2026, deducendo dal capitale (°) 2,6 miliardi di euro di distribuzione maturata nel primo trimestre 2026 e 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13% (°°), al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) (°°°), rispetto a un requisito SREP - comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer (*) e Systemic Risk Buffer (**) - pari al 9,96% (***);
● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine marzo 2026, attività liquide per 299 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 206 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 139% (^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 121% (#));
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine marzo 2026 (#) pari a 34,7% per il totale e a 21,8% per la componente subordinata, a fronte di requisiti pari rispettivamente a 25,5% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%;
● supporto all’economia reale: circa 22 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo trimestre 2026, con circa 13 miliardi in Italia, di cui circa 12 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 560 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo trimestre 2026 e circa 147.300 dal 2014, preservando rispettivamente circa 2.800 e 737.000 posti di lavoro;
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(°) Deducendo dal capitale anche 0,1 miliardi di euro di cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°) Common Equity Tier 1 ratio pari al 13% anche non includendo nel capitale alcun utile del primo trimestre 2026, in conformità all’indicazione della BCE, la quale in particolare prevede che un soggetto vigilato non possa includere alcun utile infrannuale o annuale nel Common Equity Tier 1 nel caso in cui adotti una politica di distribuzione che non specifichi alcun limite superiore per dividendi cash ed eventuali buyback azionari e non si impegni a non distribuire né mediante dividendi cash né mediante buyback azionari gli utili che intende includere nel Common Equity Tier 1.
(°°°) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma stimato pari al 13,9% considerando: (i) l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e (ii) l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, all’acquisizione di UBI Banca, agli accordi sindacali di novembre 2021 e ottobre 2024 integrato a dicembre 2025 e alla riorganizzazione dell’asset management.
(*) Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 marzo 2026 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2027 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per il primo semestre 2026).
(**) Systemic Risk Buffer calcolato considerando l’esposizione al 31 marzo 2026 verso i residenti in Italia.
(***) Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.
(^) Media degli ultimi dodici mesi.
(#) Dati gestionali preliminari, tenendo conto del buyback da avviare a luglio 2026. I dati rimangono invariati non includendo alcun utile del primo trimestre 2026.
I risultati di conto economico del primo trimestre 2026
Il conto economico consolidato del primo trimestre 2026 registra interessi netti pari a 3.636 milioni di euro, in flessione dell’ 1,3% rispetto ai 3.684 milioni del quarto trimestre 2025 e in aumento dello 0,1% rispetto ai 3.632 milioni del primo trimestre 2025.
Le commissioni nette sono pari a 2.515 milioni di euro, in diminuzione del 5,3% rispetto ai 2.655 milioni del quarto trimestre 2025. In dettaglio, si registra una diminuzione del 7,5% per le commissioni da attività bancaria commerciale e dell’ 1,6% per le commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra un aumento del 19,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e una diminuzione dell’ 11,9% per quella relativa al risparmio gestito (commissioni di performance pari a 6 milioni di euro nel primo trimestre 2026 e a 99 milioni nel quarto trimestre 2025) e dell’ 1,2% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del primo trimestre 2026 crescono del 3,1% rispetto ai 2.439 milioni del primo trimestre 2025. In dettaglio, si registra una crescita dell’ 1,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,6% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 12,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e del 4,5% per quella relativa ai prodotti assicurativi e una flessione dello 0,3% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 9 milioni nel primo trimestre 2025).
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 476 milioni di euro, rispetto ai 443 milioni del quarto trimestre 2025 e ai 462 milioni del primo trimestre 2025.
Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 505 milioni di euro, rispetto ai 58 milioni del quarto trimestre 2025, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 82 milioni rispetto a 85 milioni, quella di capital market che registra un saldo positivo per 19 milioni rispetto a un saldo negativo per 60 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che aumenta a 404 milioni da 33 milioni. Il risultato pari a 505 milioni del primo trimestre 2026 si confronta con i 265 milioni del primo trimestre 2025, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 83 milioni, quello della componente di capital market di 90 milioni e quello dell’attività di securities portfolio and treasury di 92 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 7.154 milioni di euro, in crescita del 4,6% rispetto ai 6.841 milioni del quarto trimestre 2025 e del 5,3% rispetto ai 6.796 milioni del primo trimestre 2025.
I costi operativi ammontano a 2.569 milioni di euro, in diminuzione del 27,6% rispetto ai 3.549 milioni del quarto trimestre 2025, a seguito di un calo del 27,3% per le spese del personale, del 36,6% per le spese amministrative e del 6,4% per gli ammortamenti; i costi operativi del primo trimestre 2026 scendono dello 0,7% rispetto ai 2.588 milioni del corrispondente trimestre 2025, a seguito di una diminuzione dello 0,6% per le spese del personale e del 2,4% per gli ammortamenti e di una stabilità delle spese amministrative.
Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.585 milioni di euro, in crescita del 39,3% rispetto ai 3.292 milioni del quarto trimestre 2025 e del 9% rispetto ai 4.208 milioni del primo trimestre 2025. Il cost/income ratio nel primo trimestre 2026 è pari al 35,9%, rispetto al 51,9% del quarto trimestre 2025 e al 38,1% del primo trimestre 2025.
Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 170 milioni di euro (comprendenti 6 milioni di riprese di valore relative all’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 962 milioni del quarto trimestre 2025 (che includevano 7 milioni relativi all’esposizione a Russia e Ucraina e 648 milioni di rettifiche aggiuntive per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e a 224 milioni del primo trimestre 2025 (che includevano un milione relativo all’esposizione a Russia e Ucraina).
L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 64 milioni di euro (nessun apporto per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto ai 250 milioni del quarto trimestre 2025 (che includevano un milione per l’esposizione a Russia e Ucraina e 80 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e ai 23 milioni del primo trimestre 2025 (che includevano 20 milioni di riprese di valore per l’esposizione a Russia e Ucraina).
Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo per 12 milioni di euro, rispetto a un saldo negativo per 190 milioni nel quarto trimestre 2025 (che includevano oneri pari a 176 milioni per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale) e un saldo negativo per 4 milioni nel primo trimestre 2025.
L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al quarto trimestre 2025 e al primo trimestre 2025.
Il risultato corrente lordo è pari a 4.339 milioni di euro, rispetto a 1.890 milioni del quarto trimestre 2025 e a 3.957 milioni del primo trimestre 2025.
Il risultato netto consolidato è pari a 2.761 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito pari a 1.482 milioni di euro;
- oneri di integrazione, trasformazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 60 milioni;
- effetti economici negativi derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 17 milioni;
- tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo (al netto delle imposte) per 9 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per un milione relativo al fondo di risoluzione, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 5 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 2 milioni riguardanti Atlante. Nel quarto trimestre 2025, la voce era ammontata a 60 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 27 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi italiano, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 7 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 43 milioni relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita e per un milione relativo a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante. Nel primo trimestre 2025 questa voce era ammontata a 9 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 2 milioni relativi al fondo di risoluzione, per 5 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 3 milioni riguardanti Atlante;
- un utile di pertinenza di terzi per 10 milioni.
Il risultato netto pari a 2.761 milioni di euro nel primo trimestre 2026 si confronta con quello pari a 1.733 milioni nel quarto trimestre 2025 e a 2.615 milioni nel primo trimestre 2025...leggi il comunicato integrale sul sito di Intesa Sanpaolo