Leaseurope spinge sui veicoli aziendali ecologici

Leaseurope rafforza il sostegno ai veicoli aziendali ecologici, chiedendo incentivi Ue e misure fiscali per accelerare la transizione green delle flotte e favorire investimenti sostenibili.

Leaseurope spinge sui veicoli aziendali ecologici

Nel dicembre 2025, la Commissione europea ha adottato la sua proposta di regolamento sui veicoli aziendali a basse emissioni, volta ad accelerare la diffusione di veicoli a zero o basse emissioni nelle flotte aziendali di tutta l'Unione europea. La proposta introduce obiettivi nazionali obbligatori per la quota di veicoli a basse emissioni nelle flotte aziendali, comprese le auto aziendali, le flotte in leasing e a noleggio. 

La proposta è attualmente al vaglio sia del Parlamento europeo che del Consiglio dell'UE. Prima che la legislazione possa essere finalizzata, entrambe le istituzioni devono definire le rispettive posizioni negoziali e avviare negoziati interistituzionali con la Commissione, il cosiddetto trilogo. 

Considerato il ruolo centrale che le società di leasing e noleggio svolgono nei cicli di rinnovo dei veicoli e nell'elettrificazione delle flotte, la proposta ha implicazioni significative per il nostro settore e per l'intero ecosistema automobilistico. 

Processo legislativo: a che punto siamo

Al Parlamento europeo, i correlatori Tiemo Wölken (S&D) e François Kalfon (S&D) hanno pubblicato la bozza della loro relazione nel maggio 2026 in seno alle commissioni Trasporti (TRAN) e Ambiente (ENVI). La relazione propone un approccio più ambizioso rispetto al testo originale della Commissione. 

In particolare, i relatori propongono di aumentare la quota minima a livello UE di veicoli a emissioni zero (ZEV) nelle flotte aziendali al 54% entro il 2030, rispetto al 45% previsto dalla proposta della Commissione. L'obiettivo combinato per i veicoli a basse e zero emissioni salirebbe inoltre al 70%. 

La bozza di relazione propone inoltre che, a partire dal 2035, solo i veicoli a emissioni zero vengano conteggiati ai fini del raggiungimento degli obiettivi di conformità, escludendo di fatto i veicoli a basse emissioni dal quadro di riferimento. Tra le misure aggiuntive, si prevede anche di limitare progressivamente gli incentivi pubblici ai soli veicoli elettrici. Il Parlamento europeo dovrebbe adottare la propria posizione negoziale nel novembre 2026. 

In seno al Consiglio dell'UE, la proposta sta incontrando una notevole resistenza. Un numero crescente di Stati membri ha espresso riserve sia sulla proposta nel suo complesso, sia sulla sua attuale formulazione. Ciò ha rallentato i progressi e creato significative opportunità per influenzare l'esito finale. 

Leaseurope: azioni e prossimi passi

Quando la proposta fu pubblicata per la prima volta, godette di un notevole sostegno politico e fu ampiamente percepita come un documento destinato a seguire rapidamente l'iter legislativo. Attraverso una strategia di advocacy mirata e basata su dati concreti, Leaseurope ha contribuito a ridefinire il dibattito, evidenziando le potenziali conseguenze economiche, operative e di mercato che la proposta avrebbe comportato per il settore del leasing e del noleggio. 

Lavorando a stretto contatto con parti interessate e partner industriali che condividevano la stessa visione, Leaseurope ha contribuito a costruire un'ampia coalizione di opposizione e preoccupazione sia al Parlamento europeo che al Consiglio. Questa coalizione ha modificato in modo significativo le dinamiche politiche relative al dossier. 

Mentre in seno al Consiglio la proposta sta incontrando una notevole resistenza, al Parlamento europeo diversi deputati hanno presentato emendamenti basati sui suggerimenti elaborati da Leaseurope, respingendo elementi chiave della proposta o modificandone sostanzialmente l'approccio. Questi emendamenti si concentrano sulla salvaguardia della flessibilità del mercato e sulla prevenzione di conseguenze indesiderate per i gestori di flotte e per l'accessibilità economica dei veicoli. 

È importante sottolineare che Leaseurope è riuscita a coordinare con successo un'ampia gamma di parti interessate attorno a una narrazione coerente e basata su dati concreti. Questo sforzo collettivo ha rafforzato la visibilità, la credibilità e l'influenza del settore nell'intero processo legislativo e ha garantito che i responsabili politici fossero pienamente consapevoli delle implicazioni pratiche dell'iniziativa. 

Nei prossimi mesi, la nostra priorità sarà quella di influenzare i negoziati in vista del voto del Parlamento e di continuare a dialogare con gli Stati membri in seno al Consiglio. Ci impegneremo affinché qualsiasi quadro normativo futuro rimanga realistico, economicamente sostenibile e favorevole a una transizione guidata dal mercato verso una mobilità più pulita. 

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