BCE: le decisioni del Consiglio direttivo di maggio
La BCE conferma in maggio 2026 l’orientamento restrittivo: tassi invariati, riduzione dei portafogli APP e PEPP e politica monetaria guidata dai dati.
Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), riunitosi nel mese di maggio 2026, ha adottato una serie di decisioni riguardanti la politica monetaria dell’area dell’euro, con l’obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi e sostenere condizioni finanziarie coerenti con il ritorno dell’inflazione verso il target del 2%.
Il Consiglio direttivo ha confermato che le decisioni future continueranno a seguire un approccio dipendente dai dati e riunione per riunione, senza preimpostare un percorso dei tassi. L’analisi ha evidenziato un rallentamento dell’inflazione core e un graduale allentamento delle pressioni salariali, pur in un contesto di crescita moderata.
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Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali: mantenuto invariato.
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Tasso sui depositi presso la banca centrale: confermato al livello precedente, ritenuto coerente con l’orientamento restrittivo necessario.
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Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale: anch’esso invariato.
La BCE ha ribadito che i tassi rimarranno su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario per riportare l’inflazione al target.
Programmi di acquisto di attività
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APP – Asset Purchase Programme: prosegue la politica di non reinvestimento dei titoli in scadenza.
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PEPP – Pandemic Emergency Purchase Programme: confermata la riduzione graduale del portafoglio nel corso dell’anno, in linea con le comunicazioni precedenti.
Il Consiglio direttivo ha sottolineato che il PEPP continuerà a essere utilizzato in modo flessibile per contrastare eventuali tensioni nei mercati finanziari dell’area euro.
La BCE ha confermato il progressivo ritiro delle misure straordinarie introdotte negli anni precedenti, mantenendo tuttavia la disponibilità a intervenire tramite operazioni mirate di rifinanziamento qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.
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un’inflazione complessiva in ulteriore rallentamento;
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un miglioramento delle aspettative di inflazione a medio termine;
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una crescita economica moderata ma stabile;
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un mercato del lavoro ancora resiliente.
Le proiezioni aggiornate indicano un ritorno dell’inflazione verso il 2% nel corso del 2026, pur con rischi bilanciati tra fattori geopolitici, dinamiche salariali e condizioni finanziarie globali.