Congiuntura Flash: 2026 sorprende al rialzo ma rallenta
Congiuntura Flash segnala un 2026 sopra le attese, con crescita sostenuta nella prima parte dell’anno ma rallentamento evidente nell’ultimo trimestre, tra domanda interna debole e minori contributi dell’export.
Il 2026 si conferma un anno bifronte per l’economia italiana: dinamica migliore del previsto nella prima metà, grazie alla domanda globale e alla spinta del PNRR, e rallentamento evidente nella parte finale, complice la tensione energetica legata alla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz e il ritorno dell’inflazione. Il quadro internazionale resta fragile, con segnali divergenti tra aree economiche.
La quasi completa chiusura di Hormuz continua a comprimere l’offerta globale di petrolio e gas. A settembre solo il 13% dei transiti è tornato operativo, mentre 17,4 mbg su 20,0 non possono essere esportati. Il Brent si mantiene su livelli elevati (media 101 dollari, picco 109), con forte volatilità.
Anche il gas europeo registra un’impennata: 77 €/MWh, massimo da fine 2022 e ben sopra i livelli pre‑crisi (14 €/MWh nel 2019). Questa tensione energetica alimenta pressioni inflazionistiche e pesa su consumi e investimenti.
Nonostante la frenata attesa nel 3° e 4° trimestre, la crescita del PIL italiano 2026 è stata rivista al rialzo a +0,8% (da +0,5% di aprile). I fattori che hanno sorpreso positivamente:
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inatteso calo della domanda mondiale di petrolio (Cina e Giappone), che ha prolungato la scarsità senza far esplodere i prezzi;
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minore trasferimento dei rincari energetici ai beni non energetici;
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traino del PNRR, che ha sostenuto investimenti e costruzioni fino alle battute finali.
Ad agosto l’inflazione italiana ha raggiunto il 3,3% annuo, massimo del 2026. La componente energetica è la principale responsabile:
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carburanti +17,1% (da –6,2% a inizio anno). L’inflazione di fondo resta stabile (+1,8%), ma è probabile che nei prossimi mesi i maggiori costi di trasporto vengano incorporati nei prezzi al consumo.
La BCE ha alzato i tassi a 2,50% (+0,25 a settembre), dopo il primo rialzo di giugno. I mercati si attendono ulteriori incrementi per un totale di +1,25 punti entro il 2027. Anche la FED ha ripreso il ciclo restrittivo, portando i tassi a 3,75–4,00%.
L’inasprimento monetario rallenterà consumi e investimenti, con effetti più marcati in Italia per via della fine della spinta PNRR.
A luglio le presenze turistiche aumentano del 3,5%, ma solo grazie agli stranieri (+7,3%) e alla loro maggiore permanenza (+0,3 giorni). I flussi domestici calano (-1,3%). Il dato di agosto potrebbe essere influenzato dalle temperature record registrate nel Paese.
La produzione industriale cresce a luglio (+0,7%), trainata dai beni di consumo (+2,1%). La variazione acquisita mostra forte eterogeneità:
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auto +8,8%, bene altri mezzi di trasporto e elettronica;
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in calo mobili, tessile‑abbigliamento‑pelli, chimica.
Il PMI di agosto scende sotto la soglia neutrale (49,6), segnalando un possibile indebolimento nel trimestre successivo.
Nel 2° trimestre gli investimenti crescono ancora (+0,3%), sostenuti dai progetti PNRR, in particolare nei fabbricati non residenziali (+7,4%). La fiducia delle imprese migliora ad agosto, ma la conclusione del Piano nel 4° trimestre rappresenta un freno strutturale.
Le vendite al dettaglio calano a luglio (-0,5%), sia negli alimentari sia negli altri beni. Ad agosto:
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immatricolazioni auto ancora in flessione;
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fiducia dei consumatori in miglioramento;
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fiducia delle imprese del commercio stabile, ma giudizi sulle vendite in peggioramento.
Da aprile gli occupati sono sostanzialmente stabili (+7mila fino a luglio), mentre aumentano le persone in cerca di lavoro (+72mila). Se la dinamica prosegue, il tasso di disoccupazione potrebbe salire in modo significativo nei prossimi mesi.
A luglio le esportazioni crescono del +1,4% sulla media del 2° trimestre, grazie al forte aumento delle vendite extra‑UE (+4,6%). Tra le destinazioni più dinamiche:
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Svizzera +39,6%
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Cina +27,6%
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Africa Settentrionale +32,2%
Industria debole:
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Germania –1,5%, Francia in calo moderato, Spagna +0,6%. PMI di agosto: Germania 54,3, Francia 51,1, Spagna appena sotto 50. Nei servizi si arresta il rimbalzo post‑guerra.
Produzione industriale in rallentamento nel 3° trimestre (+0,4% acquisito). Mercato del lavoro ancora solido: 162mila nuovi posti ad agosto, ma salari in decelerazione.
CinaProduzione industriale accelera (+5,2%), PMI a 51,5. Export molto forte (+25%), trainato da tecnologia e semiconduttori. Domanda interna debole: vendite al dettaglio +0,4%, investimenti –7,2%.
In sintesi-
Energia: tensioni persistenti → prezzi alti e inflazione in risalita.
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PIL Italia: previsioni riviste al rialzo (+0,8%).
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Politica monetaria: BCE e FED tornano restrittive.
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Industria: segnali misti, PMI sotto 50.
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Investimenti: ancora positivi, ma PNRR in esaurimento.
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Consumi: deboli e disomogenei.
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Occupazione: crescita ferma.
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Export: ancora solido, trainato dai mercati extra‑UE.
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