Codice degli incentivi: pubblicato in Gazzetta il bando‑tipo

La GU pubblica il bando‑tipo del Codice degli incentivi, definendo criteri uniformi per l’accesso ai contributi pubblici e maggiore trasparenza nelle procedure di finanziamento.

Codice degli incentivi: pubblicato in Gazzetta il bando‑tipo

La Gazzetta Ufficiale del 17 luglio 2026 riporta il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, che introduce il bando‑tipo destinato alle amministrazioni competenti per l’attivazione degli incentivi alle imprese previsti dal Codice degli incentivi (d.lgs. 184/2025). Si tratta di un tassello centrale nel processo di standardizzazione delle procedure di concessione delle agevolazioni, volto a garantire maggiore uniformità, trasparenza e qualità istruttoria.

 

Finalità del decreto

Il provvedimento dà attuazione all’art. 6, comma 2, del Codice degli incentivi, che impone alle amministrazioni pubbliche di conformarsi al bando‑tipo nella predisposizione dei bandi relativi alle agevolazioni finanziate con risorse pubbliche. L’obiettivo è definire un quadro procedurale omogeneo, ridurre la frammentazione normativa e assicurare criteri valutativi coerenti tra le diverse misure.

La conformità al bando‑tipo non è obbligatoria per:

  • incentivi contributivi;

  • incentivi fiscali ad erogazione automatica.

Tuttavia, il decreto chiarisce che le amministrazioni possono comunque adottare il modello anche per tali agevolazioni, qualora intendano uniformare le modalità attuative.

 

Ambito applicativo

Il bando‑tipo diventa invece pienamente operativo per:

  • incentivi fiscali che richiedono istruttorie valutative di natura tecnica, economica o finanziaria;

  • agevolazioni che prevedono verifiche sui requisiti del proponente o sulle caratteristiche dell’iniziativa.

In questi casi, il modello ministeriale costituisce la base obbligatoria per la costruzione del bando, salvo deroghe motivate per parti non compatibili con la specifica misura.

 

Struttura del bando‑tipo

Il documento allegato al decreto è organizzato in 15 sezioni, ciascuna delle quali individua – anche tramite tabelle dedicate – i contenuti essenziali che devono essere disciplinati nel bando. Tra gli elementi ricorrenti figurano:

  • obiettivi e finalità dell’incentivo;

  • soggetti beneficiari e requisiti di ammissibilità;

  • tipologia di spese e interventi finanziabili;

  • criteri di valutazione e graduatorie;

  • modalità di presentazione delle domande;

  • obblighi dei beneficiari e controlli;

  • procedure di erogazione e rendicontazione.

La struttura modulare consente alle amministrazioni di adattare il modello alle specificità della misura, mantenendo però un impianto comune che facilita la comprensione da parte delle imprese e migliora la qualità delle istruttorie.

 

Implicazioni operative

L’introduzione del bando‑tipo rappresenta un passo significativo verso la standardizzazione delle politiche di incentivazione, con effetti attesi su:

  • semplificazione amministrativa, grazie alla riduzione delle difformità tra bandi;

  • maggiore certezza per le imprese, che potranno contare su schemi più prevedibili;

  • rafforzamento dei controlli, grazie a criteri istruttori più chiari e uniformi;

  • efficienza delle PA, che potranno ridurre tempi di predisposizione e valutazione.

Il decreto si inserisce nel più ampio processo di riforma avviato con il Codice degli incentivi, volto a rendere il sistema nazionale delle agevolazioni più coerente, accessibile e orientato ai risultati.

Provvedimento