Petrolio e gas in rialzo e dollaro forte frenano l’economia italiana: inflazione temporanea ma incisiva, investimenti e consumi in calo, industria debole, servizi stabili; Eurozona in ripresa, Cina ...
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L’indagine BCE presso gli esperti di previsione indica inflazione in ulteriore calo, crescita moderata e condizioni finanziarie in graduale normalizzazione nel terzo trimestre 2026.
Istat conferma a giugno il calo dell’inflazione al 3%, grazie alla frenata dei beni energetici e alimentari; resta stabile la dinamica dei servizi, che continua a sostenere il quadro dei prezzi.
Secondo il report di Confindustria, in Italia l’inflazione è salita al +3,2% (+1,0% a gennaio), stesso valore dell’Eurozona, sulla spinta dai prezzi energetici di maggio (+11,9% annuo),
Istat conferma l’aumento dell’inflazione a maggio: il tasso sale al 3,2%, spinto soprattutto dai beni energetici e dai servizi.
La BCE alza i tassi per frenare l’inflazione. Lagarde assicura che la crescita Ue resta solida e non vede rischi immediati per l’economia, invitando alla prudenza.
Bankitalia segnala un’economia in crescita moderata: consumi deboli, export in rallentamento, mercato del lavoro solido e inflazione in graduale rientro.
Inflazione in rialzo per la crisi iraniana, fiducia in calo e investimenti in frenata: la congiuntura mostra un rapido deterioramento, con rischi crescenti per crescita e stabilità economica. Lo dice...
Istat rileva inflazione al 2,7%: la componente energetica torna a spingere i prezzi, mentre il carrello della spesa mostra segnali di rallentamento.
La BCE segnala l’allontanamento dallo scenario base e un aumento del rischio di nuovi rialzi dei tassi, a causa di pressioni inflazionistiche ancora persistenti.
A marzo 2026 l’inflazione sale all’1,7% dall’1,5% di febbraio, trainata soprattutto dalla ripresa dei prezzi degli energetici e dai maggiori costi dell’energia.
Inflazione marzo 2026 in rialzo all’1,7%: energia e alimentari spingono i prezzi, mentre i servizi rallentano. Cresce il carrello della spesa (+2,2%).
L’inflazione rallenta ma resta sostenuta nei servizi; beni alimentari e energia mostrano dinamiche contrastanti. Pressioni di fondo ancora elevate per le famiglie.
L'Istat rileva che l'inflazione di gennaio torna a un livello appena superiore a quello di ottobre 2024 (+0,9%).
L’economia italiana chiude il 2025 con segnali incoraggianti.
A novembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo evidenzia una variazione pari a -0,2% su base mensile e a +1,1% su base annua (da +1,2% del mese precedente); la stima preliminare era +1,2%...