Ocse alza le stime del Pil italiano 2026, indicando una crescita più solida rispetto alle precedenti valutazioni, pur in un contesto ancora incerto.
pil
ISTAT diffonde i Conti economici nazionali 2025, evidenziando l’andamento macroeconomico del Paese, le dinamiche della crescita, dei consumi e degli investimenti, con focus su produttività e reddit...
Pil in crescita ma con inflazione in accelerazione; produzione industriale in ripresa e mercato del lavoro in miglioramento, con occupati in aumento. Lo dice l'Istat.
A Cernobbio Giorgetti segnala un possibile Pil vicino all’1%, evidenziando un quadro economico in lieve miglioramento secondo le stime governative.
Istat: nel secondo trimestre il Pil cresce dello 0,2% su base congiunturale e dell’1,0% su base annua, confermando la stima preliminare. Segnali di stabilità grazie ai servizi e a un mercato del la...
Istat diffonde la stima preliminare del Pil II trimestre 2026: crescita moderata, sostenuta da servizi e industria, mentre l’export rallenta e i consumi mostrano segnali di stabilizzazione.
Petrolio e gas in rialzo e dollaro forte frenano l’economia italiana: inflazione temporanea ma incisiva, investimenti e consumi in calo, industria debole, servizi stabili; Eurozona in ripresa, Cina ...
Il FMI rivede al ribasso la crescita dell’area euro per il 2026, stimando il Pil allo 0,9% a causa degli effetti economici della guerra in Medio Oriente e del peggioramento del contesto globale.
Bankitalia rileva nel 2° trimestre 2026 aspettative di inflazione in lieve calo e segnali di crescita moderata, con imprese e famiglie più caute nelle valutazioni economiche.
Bankitalia stima il PIL 2026 allo 0,5%, mentre il debito pubblico raggiunge nuovi massimi. Scenario frenato da costi elevati, inflazione persistente e margini delle imprese in riduzione.
L’economia USA cresce a ritmi sostenuti, mentre area euro rallenta per gli shock energetici. Italia +0,3% nel primo trimestre; inflazione e costi produttivi restano elevati, con margini in calo.
L’Istat prevede crescita moderata nel 2026‑2027, trainata da consumi e investimenti, con inflazione in rientro e mercato del lavoro stabile nonostante rischi esterni.
ABI segnala che il calo demografico può ridurre il Pil del 18% entro il 2040, frenando crescita, produttività e sostenibilità del welfare. Servono politiche attive e più occupazione.
Il deficit pubblico dell'area euro si attesta al 2,9%, mentre quello dell'UE al 3,1% del PIL, lo dire l'Eurostat
Secondo Bankitalia il conflitto in Medio Oriente frena crescita e commercio globale, aumentando rischi su inflazione, energia e stabilità dei mercati.
Secondo il FMI, nel 2026 il deficit italiano scende al 2,8% del PIL, mentre il debito pubblico continua a salire fino al 138,4% nel medio termine.