Petrolio e gas in rialzo e dollaro forte frenano l’economia italiana: inflazione temporanea ma incisiva, investimenti e consumi in calo, industria debole, servizi stabili; Eurozona in ripresa, Cina ...
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Il FMI rivede al ribasso la crescita dell’area euro per il 2026, stimando il Pil allo 0,9% a causa degli effetti economici della guerra in Medio Oriente e del peggioramento del contesto globale.
Bankitalia rileva nel 2° trimestre 2026 aspettative di inflazione in lieve calo e segnali di crescita moderata, con imprese e famiglie più caute nelle valutazioni economiche.
Bankitalia stima il PIL 2026 allo 0,5%, mentre il debito pubblico raggiunge nuovi massimi. Scenario frenato da costi elevati, inflazione persistente e margini delle imprese in riduzione.
L’economia USA cresce a ritmi sostenuti, mentre area euro rallenta per gli shock energetici. Italia +0,3% nel primo trimestre; inflazione e costi produttivi restano elevati, con margini in calo.
L’Istat prevede crescita moderata nel 2026‑2027, trainata da consumi e investimenti, con inflazione in rientro e mercato del lavoro stabile nonostante rischi esterni.
ABI segnala che il calo demografico può ridurre il Pil del 18% entro il 2040, frenando crescita, produttività e sostenibilità del welfare. Servono politiche attive e più occupazione.
Il deficit pubblico dell'area euro si attesta al 2,9%, mentre quello dell'UE al 3,1% del PIL, lo dire l'Eurostat
Secondo Bankitalia il conflitto in Medio Oriente frena crescita e commercio globale, aumentando rischi su inflazione, energia e stabilità dei mercati.
Secondo il FMI, nel 2026 il deficit italiano scende al 2,8% del PIL, mentre il debito pubblico continua a salire fino al 138,4% nel medio termine.
Confcommercio segnala un buon avvio del 2026, con consumi e PIL in crescita, ma la guerra e il rialzo dei prezzi energetici mettono a rischio la ripresa nei prossimi mesi.
Le prospettive per l’economia mondiale restano molto incerte e segnali negativi emergono dagli indicatori anticipatori del commercio internazionale
Nel secondo semestre 2025 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e aumentato dello 0,4% in termini tendenziali.
La BCE taglia i tassi al 2%, ma l'ombra dei dazi USA minaccia il PIL dell'Eurozona. Possibili ripercussioni su export e crescita, con stime riviste al ribasso per il 2025 e 2026.
L'Istat prevede per l'Italia una crescita del 0,6% nel 2025 e 0,8% nel 2026, trainata dai consumi e dagli investimenti del PNRR. I dazi USA pesano sull'export, mentre l'occupazione migliora.
L'Istat fotografa uno scenario globale incerto: rallentamento economico e fiducia in calo. In Q1 2025, Pil Italia +0,3%, meglio di Francia e Germania. Produzione industriale stabile. Inflazione UE sta...