Banca Ifis: requisiti ok e conti in sicurezza

Banca Ifis gestisce la transizione societaria e risponde ai rilievi di Bankitalia, confermando solidità patrimoniale e pieno rispetto dei requisiti.

Banca Ifis: requisiti ok e conti in sicurezza

Settembre ha rappresentato per Banca Ifis un mese di passaggi strategici rilevanti, in cui l’istituto ha gestito in parallelo un’evoluzione societaria complessa e il confronto con i rilievi formulati dalla Banca d’Italia al termine del recente ciclo ispettivo. Il quadro che emerge è quello di una transizione condotta con pragmatismo, accompagnata da una rassicurazione sulla solidità patrimoniale e sulla continuità operativa del gruppo.

Il 23 settembre la Banca d’Italia ha concesso l’autorizzazione incondizionata alla fusione con illimity Bank, tassello centrale del percorso avviato da Banca Ifis per il deconsolidamento e la valorizzazione del comparto NPL. L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di riposizionamento competitivo e di razionalizzazione delle attività legate ai crediti deteriorati.

Il mese ha visto anche un rapido avvicendamento nella governance:

  • l’ingegner Frederik Geertman ha rassegnato le dimissioni da Amministratore Delegato, con efficacia dal 24 settembre, per motivazioni strettamente personali;

  • il Consiglio ha nominato Raffaele Zingone nuovo AD, valorizzando una figura interna con esperienza decennale nel gruppo;

  • Fabio Lanza è stato designato Direttore Generale.

Le trattative sugli accordi economici in uscita e sui nuovi contratti apicali sono condotte nel rispetto delle norme sulle operazioni con parti correlate, sotto la supervisione del Comitato Controllo e Rischi, composto esclusivamente da amministratori indipendenti.

La Banca d’Italia ha evidenziato criticità nei processi di monitoraggio, classificazione e valutazione del credito, con particolare riferimento alle metodologie applicate agli NPL acquistati da terzi.

Pur accogliendo formalmente le osservazioni, Banca Ifis ha ribadito la correttezza dei propri modelli di recupero e valutazione, ricordando che tali metodologie hanno ricevuto di recente la validazione tecnica di tre consulenti esterni indipendenti.

La struttura finanziaria del gruppo mostra una significativa capacità di assorbimento:

  • su 200 milioni di riclassificazioni stimate dal regolatore, 145 milioni risultano già contabilizzati al 30 giugno 2026, con un incremento fisiologico dell’NPL ratio di circa 50 punti base;

  • delle rettifiche richieste (157 milioni sugli NPL e 58 milioni sul portafoglio creditizio), 45 milioni erano già stati recepiti nel primo semestre;

  • sull’aumento delle RWA derivanti da cartolarizzazioni (128 milioni), 108 milioni erano già stati integrati nei dati semestrali.

La richiesta della vigilanza di subordinare la distribuzione dei dividendi al rispetto di precisi target patrimoniali si inserisce in un principio di prudenza che la banca dichiara di aver sempre adottato, mantenendo un margine non inferiore a 100 punti base rispetto ai requisiti richiesti.

Gli Overall Capital Requirement, inclusivi della Pillar 2 Guidance, risultano pienamente rispettati sulla base dei dati consolidati al 30 giugno 2026.

In risposta alle osservazioni sul livello di dialettica consiliare e sul presidio delle scelte strategiche, Banca Ifis avvierà una riqualificazione degli assetti di governance, con revisione della composizione del board e ingresso di nuovi membri prevalentemente indipendenti. Un processo che si sovrappone al rinnovamento già programmato per il 2028, quando alcuni amministratori perderanno i requisiti di indipendenza.

Banca Ifis comunica di stare affrontando questa fase con rapidità e concretezza, recependo le richieste della vigilanza e preservando la solidità patrimoniale e industriale del gruppo, in continuità con la strategia di evoluzione operativa avviata negli ultimi anni.

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