Caro energia, Ue: misure il 22 aprile

La Commissione Ue presenterà il 22 aprile una toolbox di misure contro il caro energia per tutelare famiglie e imprese dopo la crisi in Medio Oriente.

Caro energia, Ue: misure il 22 aprile

La Commissione europea si prepara a intervenire contro il nuovo aumento dei prezzi dell’energia. Il prossimo 22 aprile, il collegio dei commissari dovrebbe adottare una comunicazione sull’energia contenente una prima serie di misure per fronteggiare il caro energia innescato dalle recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’iniziativa figura nell’ultimo ordine del giorno della Commissione, pubblicato nei giorni scorsi, e resta suscettibile di modifiche. 

Al centro del documento vi sarà una “toolbox” di strumenti pensata per aiutare gli Stati membri a proteggere famiglie e imprese dall’impatto dei rincari delle bollette. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva annunciato questo pacchetto di interventi già durante il Consiglio europeo di marzo, sottolineando la necessità di una risposta coordinata a livello Ue per evitare reazioni nazionali frammentate. 

Una risposta alla crisi in Medio Oriente

L’iniziativa di Bruxelles arriva in un contesto di forte instabilità dei mercati energetici. Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi di gas e petrolio hanno registrato forti rialzi, con il gas che – secondo stime recenti – ha segnato aumenti intorno al 70% rispetto ai livelli precedenti alla crisi. Una dinamica che rischia di ripercuotersi sulla competitività dell’industria europea e sul potere d’acquisto delle famiglie. 

La comunicazione del 22 aprile avrà natura non legislativa, ma a Bruxelles non si esclude che possa essere affiancata, in una fase successiva, da proposte legislative vere e proprie qualora la situazione dovesse peggiorare o protrarsi nel tempo.

Le ipotesi sul tavolo

Tra le opzioni allo studio figurano il rafforzamento degli aiuti di Stato, una maggiore flessibilità per i contratti di fornitura di lungo periodo dell’elettricità e interventi mirati per ridurre la domanda energetica, evitando al contempo misure che possano distorcere il mercato. La Commissione insiste sulla necessità che le misure siano temporary, mirate e coordinate, per non compromettere gli obiettivi della transizione verde né la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Resta invece esclusa, almeno per il momento, l’ipotesi di una nuova sospensione generalizzata del Patto di stabilità, che secondo la Commissione non sarebbe “appropriata in questa fase”, nonostante le sollecitazioni arrivate da alcuni Stati membri, tra cui l’Italia.

I prossimi passi

Il 22 aprile rappresenterà dunque un primo snodo politico. La comunicazione servirà soprattutto a indicare la direzione dell’azione europea e a fornire agli Stati membri una cornice comune entro cui muoversi. Eventuali misure più incisive, comprese quelle di carattere legislativo, potrebbero arrivare nelle settimane successive, in base all’evoluzione dei prezzi e del quadro geopolitico internazionale.

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