FMI taglia crescita Eurozona 2026 allo 0,9%
Il FMI rivede al ribasso la crescita dell’Eurozona: nel 2026 atteso solo lo 0,9%. Pesano inflazione persistente, stretta monetaria e rallentamento della domanda interna.
Il FMI ha aggiornato le proprie previsioni macroeconomiche, tagliando la crescita dell’Eurozona per il 2026 allo 0,9%. La revisione riflette un contesto caratterizzato da inflazione ancora superiore ai target, condizioni finanziarie restrittive e un rallentamento della domanda interna.
Secondo il Fondo, la normalizzazione dei prezzi procede ma resta eterogenea tra Paesi, mentre la politica monetaria — pur in fase di graduale allentamento — continua a pesare su consumi e investimenti. Il rallentamento globale, in particolare in alcune economie avanzate, contribuisce a frenare l’export europeo.
Il FMI segnala inoltre che:
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la dinamica salariale rimane sostenuta, con effetti misti su consumi e competitività;
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il credito alle imprese resta debole, soprattutto nei settori più esposti ai tassi elevati;
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le tensioni geopolitiche e le catene del valore ancora fragili rappresentano rischi al ribasso.
Per l’Italia, le stime indicano una crescita moderata, sostenuta da investimenti PNRR e tenuta del mercato del lavoro, ma condizionata da produttività e debito elevato.
Il Fondo invita governi e istituzioni europee a mantenere un approccio coordinato su politiche fiscali, riforme strutturali e sostegno agli investimenti strategici, per rafforzare la resilienza dell’area euro nel medio periodo.