Assilea: Lease, la crescita dopo il lockdown

L’Assemblea annuale di Assiela ha messo al centro il cambiamento e la ripartenza post covid-19, anche grazie ai dati del rinnovato Rapporto statistico. In evidenza la crescita di agricoltura, energy e utilities.

Assilea: Lease, la crescita dopo il lockdown

Si è svolta oggi nelle modalità della teleconferenza l’Assemblea annuale dell’Associazione degli operatori del Lease. Presentata l’edizione 2020 del Rapporto statistico annuale “To lease” che esce dagli uffici e incontra le società di leasing, le imprese, le istituzioni, le università, autorevoli centri studi ed esperti e fra gli altri contributi di rilievo, fra cui quello curato dall’Ufficio Studi Economici di Cerved.

 

Mercato

Con 27,9 miliardi di eurodi finanziato, leasing e noleggio a lungo termine consolidano nel 2019 la dinamica degli scorsi anni, seppur su volumi meno importanti. Alla fine dello scorso anno si è assistito a una progressione,  trainata dal leasing operativo (nello strumentale sfiora il 54% dei  contratti) e dal noleggio a lungo termine.

È aumentato dell’8% il numero di impreseche nel 2019 hanno fatto ricorso al leasing. È cresciuto il leasing ai settori dell’agricoltura, energy e utilities, delle costruzioni. Si osservano progressioni importanti anche nel leasing alla distribuzione, nell’elettrotecnica e informatica, nell’informazione e intrattenimento. In sensibile aumento il numero dei contratti destinati al settore della gestione dei porti.

Un capitolo importante riguarda l’analisi Assilea, svolta in collaborazione con BeBeez.it, sui crediti deterioratilordi nei portafogli delle società di leasing, che nel 2019 si sono ridotti di quasi il 25%, scendendo a quota 14,5 miliardi di euro dai 19,3 miliardi di fine 2018. Le sofferenze sono scese a 9,4 miliardi da 12,9 miliardi.

 

Primo trimestre 2020

Ilprimo trimestre del 2020 porta i segni del lockdowncon un deciso -19,4% nel valoredello stipulato e un ancor più marcato -22,7% nel numerodei contratti. Nel solo mese di marzo lo stipulato è crollato del 57%.

Il comparto Autosegna complessivamente un -22% in valore e -26% in numero, dovuto principalmente al collasso delle immatricolazioni di nuove unità registrato a marzo. L’emergenza sanitaria colpisce duramente il mercato autovetture in leasing (-29%) e i veicoli commerciali (-25,4% quelli in leasing, -31,8% quelli in NLT), ma non risparmia i veicoli pesanti (-15,4%). Il comparto Beni strumentali(-11,1%) mostra - sia nel leasing finanziario, sia nel leasing operativo - una flessione diffusa in tutte le fasce d’importo, a eccezione dei contratti di importo superiore a 2,5 milioni di euro dello strumentale finanziario.

Nel leasing Immobiliare, si registra il tonfo del mercato “costruito” (-35,6%), mentre il comparto “da costruire” rallenta a ritmi meno importanti (-17,1%), in particolare per quelli di importo fino a 500mila euro (-2,9%). Non sfugge all’impatto determinato dalla chiusura delle imprese il comparto della nautica(-22%).

 

La ripartenza

Il 40% dei finanziamenti leasing è destinato a imprese con una forte propensione all’exportil 26% dei contratti è diretto a imprese con alta capacità innovativa. La redditività delle imprese che fanno ricorso al leasing è mediamente più elevata della media.

Il quadro generale conferma ampiamente il ruolo insostituibile che leasing e noleggio a lungo termine possono avere nella ripartenza del Paese” - commenta il Presidente di Assilea, Enrico Duranti -. “Finanziamo la spina dorsale della produzione, come dimostrano gli investimenti che vedono al primo posto macchine utensili per l’asportazione e la deformazione di materiale metalmeccanico, seguiti dia macchinari per l’industria agricola, alimentare e conserviera, quelli per la produzione e lavorazione della plastica e della gomma, eletteromedicale (+17,9% in valore), industria del legno e dell’arredamento, industria tessile”.

 

 

 

 

 

 

Gli impatti dell’emergenza covid-19

In base a una simulazione sui bilanci delle imprese svolta dalla BDCR Assilea con Cerved, nei prossimi mesi il numero di lessee che potrebbero non disporre della liquidità necessaria per proseguire l’attività supererebbe le 16mila unità. Si tratta di circa il 30% delle 60mila società di capitale analizzate che hanno fatto ricorso al leasing. Contemporaneamente la percentuali di quellesolvibili può scendere al di sotto del 30%.

 

“Considerato il peso quantitativo e qualitativo che il mondo del lease dà all’impresa italiana, soprattutto nella spinta verso lla sostenibilità, l’innovazione, e la digitalizzazione, questo è un dato che il Governo deve assolutamente tenere presente”, conclude Duranti.