MEF: saggio d’interesse per ritardi pagamenti commerciali
Il MEF aggiorna il saggio d’interesse applicabile ai ritardi nei pagamenti commerciali, definendo il nuovo valore di riferimento per transazioni tra imprese e PA.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 luglio il nuovo saggio d’interesse applicabile ai ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali, aggiornando il parametro di riferimento previsto dalla normativa europea e nazionale. L’intervento si inserisce nel quadro delle misure volte a garantire maggiore certezza nei rapporti tra imprese e Pubbliche Amministrazioni, rafforzando la disciplina contro i ritardi nei pagamenti e favorendo la liquidità delle aziende.
Il nuovo tasso, calcolato sulla base del riferimento BCE e della maggiorazione prevista dalla direttiva europea, si applica alle transazioni commerciali concluse tra operatori economici e tra imprese e PA. L’aggiornamento periodico del saggio d’interesse rappresenta un elemento essenziale per assicurare un equilibrio tra tutela dei creditori, prevedibilità dei costi finanziari e corretto funzionamento dei rapporti contrattuali.
Per le imprese, il valore aggiornato costituisce un indicatore operativo rilevante: consente di valutare l’impatto economico dei ritardi, definire strategie di gestione del capitale circolante e impostare correttamente le condizioni contrattuali. Per le PA, il nuovo saggio contribuisce a rafforzare la disciplina dei tempi di pagamento, in linea con gli obiettivi di efficienza amministrativa e con le richieste della normativa europea.
L’aggiornamento del MEF conferma l’importanza di un quadro regolatorio chiaro e stabile, capace di sostenere la competitività del sistema produttivo e di favorire relazioni commerciali più trasparenti e tempestive, il nuovo tasso di riferimento da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali, per il periodo 1° luglio - 31 dicembre 2026, è pari al 2,40 per cento.