Ad aprile 2026 cala la fiducia di consumatori e imprese: pesano incertezza economica, costi elevati e domanda debole, mentre le attese su produzione e redditi restano fragili.
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Nell’audizione sul DFP 2026, Istat segnala rallentamento del Pil, salari reali ancora deboli e rischi da energia e credito, delineando uno scenario più fragile.
Istat: a febbraio 2026 la produzione nelle costruzioni cresce lievemente su mese dopo il calo di gennaio, ma cala sul trimestre (-1,1%); torna positiva la tendenza annua.
A marzo 2026 l’inflazione sale all’1,7% dall’1,5% di febbraio, trainata soprattutto dalla ripresa dei prezzi degli energetici e dai maggiori costi dell’energia.
A febbraio l’industria registra un lieve aumento: +0,1% su base mensile e +0,5% annua, segnale di ripresa graduale nonostante il contesto incerto economico.
Inflazione marzo 2026 in rialzo all’1,7%: energia e alimentari spingono i prezzi, mentre i servizi rallentano. Cresce il carrello della spesa (+2,2%).
A marzo 2026 la fiducia delle imprese resta stabile a 97,3, con segnali positivi in manifattura, costruzioni e servizi, mentre il commercio al dettaglio mostra un calo.
Il Rapporto Istat 2026 analizza competitività, innovazione e performance dei settori produttivi italiani, offrendo dati aggiornati e tendenze chiave.
A gennaio 2026 la produzione nelle costruzioni cala dell’1,3% su dicembre, segnando il terzo calo consecutivo e una flessione annua dello 0,6%, primo segno negativo dopo un anno.
A gennaio 2026 la produzione industriale cala dello 0,6% sul mese e sull’anno, con energia in forte aumento (+10,4%) e flessioni diffuse in beni di consumo, intermedi e strumentali.
Nel 2024 l’agricoltura avanza con tecnologie innovative e pratiche sostenibili che migliorano produttività, riducono l’impatto ambientale e rafforzano la resilienza.
Industria e servizi crescono a dicembre 2025: aumenti congiunturali diffusi in valore e volume, con miglioramenti anche nel trimestre e nel confronto annuo.
L’inflazione rallenta ma resta sostenuta nei servizi; beni alimentari e energia mostrano dinamiche contrastanti. Pressioni di fondo ancora elevate per le famiglie.
A dicembre 2025 la produzione industriale cala dello 0,4% su novembre, ma cresce dello 0,9% nel trimestre. Su base annua l’indice aumenta del 3,2%.
L’evoluzione favorevole delle imprese è trainata soprattutto dal comparto dei servizi di mercato e, in misura minore, da quello manifatturiero.
A novembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo evidenzia una variazione pari a -0,2% su base mensile e a +1,1% su base annua (da +1,2% del mese precedente); la stima preliminare era +1,2%...