Istat conferma a giugno il calo dell’inflazione al 3%, grazie alla frenata dei beni energetici e alimentari; resta stabile la dinamica dei servizi, che continua a sostenere il quadro dei prezzi.
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L’economia USA cresce a ritmi sostenuti, mentre area euro rallenta per gli shock energetici. Italia +0,3% nel primo trimestre; inflazione e costi produttivi restano elevati, con margini in calo.
Istat rileva a maggio un calo della produzione industriale dello 0,3%, mentre su base annua cresce dell’1,1%, confermando un quadro di attività debole ma con segnali di tenuta.
Istat rileva che l’Italia è sotto la media Ue nel 49% degli indicatori di sviluppo sostenibile, evidenziando ritardi strutturali e la necessità di accelerare politiche mirate.
Istat conferma l’aumento dell’inflazione a maggio: il tasso sale al 3,2%, spinto soprattutto dai beni energetici e dai servizi.
Nel 2025 l’agricoltura cresce dello 0,3%, valore aggiunto stabile e occupazione in calo. Istat segnala dinamiche positive di prezzo ma forti differenze territoriali.
Istat segnala ad aprile un aumento dello 0,5% della produzione industriale su base mensile e dell’1,3% su base annua, confermando un quadro in miglioramento.
Istat rileva nuovi trend su ambiente ed energia: consumi, emissioni e uso delle risorse mostrano dinamiche in evoluzione che incidono su sostenibilità e politiche future.
L’Istat prevede crescita moderata nel 2026‑2027, trainata da consumi e investimenti, con inflazione in rientro e mercato del lavoro stabile nonostante rischi esterni.
Istat segnala a maggio 2026 un peggioramento della fiducia di consumatori e imprese, con cali diffusi nei principali indicatori congiunturali e attese più deboli.
A marzo il fatturato cresce: industria +4,4% e servizi +4,6% su base annua, confermando un andamento positivo nei principali comparti produttivi.
Produzione nelle costruzioni in lieve calo a marzo 2026 secondo Istat, con dinamiche deboli sia nell’edilizia residenziale sia nelle opere pubbliche e segnali di rallentamento congiunturale.
Istat rileva inflazione al 2,7%: la componente energetica torna a spingere i prezzi, mentre il carrello della spesa mostra segnali di rallentamento.
La nota Istat analizza l’andamento dell’economia italiana tra marzo e aprile 2026, evidenziando segnali congiunturali, dinamiche dei consumi e tendenze produttive nel quadro macroeconomico naziona...
Ad aprile 2026 cala la fiducia di consumatori e imprese: pesano incertezza economica, costi elevati e domanda debole, mentre le attese su produzione e redditi restano fragili.
Nell’audizione sul DFP 2026, Istat segnala rallentamento del Pil, salari reali ancora deboli e rischi da energia e credito, delineando uno scenario più fragile.