BankItalia: crescita lieve, solidità bancaria e sfida debito

L’economia italiana cresce moderatamente, con domanda interna solida, banche robuste e un debito pubblico in aumento che resta la principale sfida macroeconomica.

BankItalia: crescita lieve, solidità bancaria e sfida debito

L’edizione di settembre di L’economia italiana in breve della Banca d’Italia offre una lettura aggiornata della congiuntura macroeconomica nazionale, delineando un quadro di crescita moderata, robusta stabilità finanziaria e persistenti criticità sul fronte del debito pubblico. I dati più recenti confermano un’economia che avanza con gradualità, sostenuta dalla domanda interna e da un mercato del lavoro in consolidamento.

Nel primo semestre del 2026 il PIL italiano ha registrato una variazione congiunturale dello 0,3% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo. La dinamica è trainata dalla domanda nazionale, cresciuta dello 0,4% nel secondo trimestre, e da esportazioni in aumento dello 0,8%.

Il mercato del lavoro conferma segnali di forza: l’occupazione supera i 24 milioni di unità, con un tasso di partecipazione nella fascia 15‑64 anni vicino al 67%. Le retribuzioni contrattuali nel settore privato non agricolo crescono del 4% su base annua, sostenendo il reddito disponibile.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) di agosto 2026 mostra un incremento tendenziale dell’1,7%, nettamente inferiore al 3,2% dell’area euro. La inflazione di fondo rimane però più rigida: 3,3% in Italia contro 2,4% della media europea, segnale di pressioni persistenti nei servizi e nei beni non energetici.

La bilancia dei pagamenti conferma la solidità della posizione esterna del Paese: nel primo semestre 2026 il conto corrente + conto capitale registra un surplus di 13 miliardi di euro. La posizione patrimoniale netta sull’estero resta stabilmente positiva, pari a circa il 15% del PIL, elemento che rafforza la resilienza finanziaria complessiva.

Le famiglie italiane mantengono un livello di indebitamento pari al 60% del reddito disponibile lordo, inferiore a Francia, Germania e Regno Unito. Le imprese proseguono nella riduzione della leva finanziaria, con un debito finanziario sul PIL inferiore alla media dell’area euro.

I tassi sui nuovi prestiti si stabilizzano intorno al 3,5%, sia per le società non finanziarie sia per i mutui delle famiglie.

Il comparto bancario italiano continua a mostrare fondamentali robusti:

  • CET1 ratio medio ponderato: 15,43%

  • ROE: circa 14%

  • NPL ratio lordo: 2,5%

  • NPL netto: sotto l’1%

La qualità del credito e la patrimonializzazione confermano un sistema in grado di sostenere l’economia reale in una fase di crescita moderata.

Il saldo primario delle Amministrazioni pubbliche torna positivo:

  • 0,5% del PIL nel 2024,

  • 0,8% nel 2025,

  • 1,2% nel 2026.

Il deficit complessivo migliora fino al –2,9% atteso nel 2026. Tuttavia, il debito pubblico continua a crescere: dal 134,7% del PIL nel 2024 al 138,6% nel 2026, con un onere medio del debito intorno al 3%.

Le stime della Banca d’Italia per il 2026 indicano:

  • crescita del PIL: 0,5%,

  • inflazione media: 3,1%.

Valori in linea con le previsioni della Commissione europea e del Fondo Monetario Internazionale, che confermano un quadro di stabilità, pur in presenza di rischi legati alla rigidità dell’inflazione di fondo e alla dinamica del debito.Il quadro delineato da Banca d’Italia mostra un Paese che avanza con prudenza: crescita moderata, mercato del lavoro solido, banche robuste, posizione esterna favorevole. La principale sfida resta la gestione del debito pubblico, che richiede continuità nel consolidamento fiscale e politiche capaci di sostenere la produttività e l’attrattività degli investimenti.