Bankitalia: quadro congiunturale nel Bollettino n. 3/2026

Bankitalia segnala crescita moderata, inflazione in calo ma ancora elevata, credito debole e servizi più dinamici. Scenario internazionale fragile e rischi legati a tensioni geopolitiche.

Bankitalia: quadro congiunturale nel Bollettino n. 3/2026

La Banca d’Italia pubblica il Bollettino Economico n. 3/2026, che aggiorna il quadro congiunturale dell’economia italiana in una fase segnata da rallentamento internazionale, tensioni geopolitiche e condizioni finanziarie ancora restrittive. Il documento conferma una crescita moderata, sostenuta dai servizi e frenata dall’indebolimento della manifattura e della domanda estera.

L’economia globale procede con passo debole. Le tensioni in Medio Oriente continuano a incidere su energia, commercio e fiducia, mentre l’area euro registra un rallentamento più marcato. Le condizioni finanziarie restano selettive e i premi per il rischio elevati.

Bankitalia rileva:

  • consumi in aumento ma frenati dall’incertezza;

  • investimenti in rallentamento, soprattutto nell’industria;

  • servizi dinamici, trainati da turismo e attività professionali;

  • produzione manifatturiera debole e differenziata tra settori.

Il Pil prosegue su una traiettoria moderata, penalizzato dalla domanda estera e dal contesto globale.

L’occupazione continua a crescere, sostenuta dai servizi. La disoccupazione rimane stabile e la dinamica salariale si riallinea gradualmente all’inflazione.

L’inflazione scende grazie ai prezzi energetici e alla normalizzazione delle filiere, ma quella di fondo resta superiore ai livelli pre‑crisi. La BCE mantiene un orientamento prudente per consolidare la disinflazione.

I prestiti alle imprese crescono lentamente, con domanda debole e criteri di offerta più selettivi. Le famiglie mostrano cautela nell’indebitamento. La qualità del credito rimane complessivamente stabile.

Il deficit si riduce, sostenuto dalle entrate e da investimenti pubblici legati ai programmi europei. Bankitalia richiama la necessità di un consolidamento credibile che preservi gli investimenti strategici.

Le previsioni indicano una crescita moderata nei prossimi trimestri, con inflazione in ulteriore riduzione e condizioni finanziarie in graduale normalizzazione. I rischi restano legati al quadro geopolitico e alla debolezza del commercio internazionale.