Economia del mare, per Confindustria c'è il "Progetto Mare"

Confindustria ha tenuto un evento di presentazione del rapporto "Progetto Mare", in cui vengono analizzati i temi dell'economia del mare per valutare le prospettive di sviluppo in Italia e in Europa.

Economia del mare, per Confindustria c'è il "Progetto Mare"

In del rapporto "Progetto Mare" presentato da Confindustria, erano presenti i vertici di ogni rappresentanza del cluster marittimo di Confindustria (Confitarma, Assonave, Confindustria Nautica, Federpesca, Federtrasporto, Assiterminal, Assomarinas, Unem, Federchimica – Assogasliquidi, Anita, Unione Industriali di Napoli, Assolombarda e Confindustria Lombardia).

Fra i profili partecipanti vi sono i vertici di Confindustria Nautica, cioè Saverio Cecchi (presidente), Anton Francesco Albertoni (ex presidente) Andrea Razeto (vice presidente), Roberto Perocchio (presidente di settore turismo nautico, porti e servizi dedicati), Marina Stella (Dg), Stefano Pagani Isnardi (responsabile dell’Ufficio Studi) e Roberto Neglia (responsabile delle relazioni istituzionali dell’associazione).

Si è discusso, con la moderazione del giornalista David Parenzo, di argomenti come governance, riforme, infrastrutture e intermodalità: Albertoni si è soffermato sulla necessità del regolamento di attuazione del Codice della  nautica da Diporto e di quella di un taglio dell'impatto burocratico sul settore, con l'importanza di una riforma del demanio dedicata alla portalità turistica e non derivata dalla Direttiva Bolkestein.
Il suo intervento è terminato sottolineando quanto importante sia il rafforzamento della Direzione del trasporto marittimo del MIMS, in modo da garantire decisioni efficaci di politica industriale.

Andrea Razeto ha parlato dell'argomento della Nautica 4.0 e del posizionamento strategico del Salone Nautico di Genova: "La barca costituisce un insieme dei tanti elementi del Made in Italy, del bello e ben fatto. Una delle componenti più importanti è quella dell’innovazione, attraverso l’utilizzo di materiali innovativi e legati alla sostenibilità. La clientela oggi è molto più esigente e chiede imbarcazioni che siano sempre più tecnologiche. Ciò che penalizza il nostro settore è il fatto che la nostra è un’industria piccola, ed è più difficile fare investimenti su questi numeri. Di conseguenza la transizione ecologica passa dall’ottimizzazione di quello che già abbiamo. Così avviene per i motori, più ecologici: abbiamo la combinazione di diesel ed elettrico e già 15 anni fa un nostro cantiere aveva presentato un’imbarcazione full electric.
In questo scenario Salone Nautico di Genova è uno strumento strategico di politica industriale e di internazionalizzazione per le nostre aziende e va valorizzato sempre di più. È l’evento di settore più importante del Mediteranno, con i maggiori spazi espositivi in acqua. Inoltre è in corso una trasformazione del quartiere espositivo, grazie anche agli investimenti pubblico-privati, nell’ambito del progetto di Renzo Piano per il Waterfront genovese. Nel 2023 avremo un Salone completamente rinnovato. I contributi ricevuti, seppur esigui, rischiano di essere polverizzati; andrebbe sostenuta la denominazione internazionale del Salone Nautico in maniera ancora più importante, ottimizzando le risorse disponibili senza polverizzarle per eventi locali. Nel 2007/2008 avevamo il 50% del valore assoluto di export. Adesso l’export è cresciuto ed è pari all’76%. Su questi numeri, il Salone Nautico ha giocato un ruolo importante. Mancano delle politiche che incentivino gli italiani all’acquisto di barche. Siamo al centro del Mediterraneo, possiamo essere ancora più attrattivi anche verso la clientela straniera."


Roberto Perocchiopresidente di Assosmarinas e del settore turismo nautico, porti e servizi di Confindustria Nautica, ha aggiunto: "Il settore delle imprese portuali turistiche ha vissuto 10 anni di tempesta perfetta, iniziata nel 2008 con la crisi globale e finanziaria, seguita poi dal contenzioso sui canoni demaniali; l’IMU sui porti turistici, la tassa Monti che ha distrutto un mercato già indebolito, un declino della classe media che era quella che riempiva i porti turistici. Il contratto di ormeggio a lungo termine, diventato non più praticabile, era necessario al porto turistico per finanziarsi. La conseguenza è stata una raffica di fallimenti, una catastrofe dalla quale si esce in parte grazie al Progetto Mare per incentivare la riqualificazione dei porti turistici esistenti. Assomarinas, come Associazione, aiuta i colleghi in difficoltà e che hanno avuto momenti di sollievo solamente in questi ultimi due anni di Covid, che ha incentivato le persone ad avvicinarsi alla nautica. È un settore che può esprimere ancora qualcosa, in relazione alle condizioni economiche e sociali esistenti".

Carlo BonomiPresidente di Confindustria (in foto), ha concluso: "Come Confindustria portiamo a casa il grande valore della collaborazione di tutti coloro che hanno contributo al ‘Progetto Mare’ e oggi non abbiamo attraccato ma salpato in direzione mare. Come abbiamo chiesto alla politica un coordinamento, dobbiamo essere i primi a realizzarlo, penso che Confindustria si dovrà dotare di una Direzione mare".