Mise: Audizione sullo stato di attuazione PNRR

Audizione MISE attuazione PNRR, il punto della situazione. Tra i temi: manifatturiero, misure per l'automotive, importanza di IPCEI, sviluppo filiere strategiche, e finanziamento Fondo venture capital, Transizione 4.0.

Mise: Audizione sullo stato di attuazione PNRR

Di seguito, per punti, il sunto dei temi trattati nel corso dell’audizione del Capo del Dicastero per lo Sviluppo Economico.

 

  • Funzioni del PNRR: il PNRR rappresenta il programma più impegnativo degli ultimi decenni, nonché una sfida per una programmazione di lungo periodo e uno stimolo per la modernizzazione delle PA. Il Parlamento deve svolgere un ruolo attivo nell’implementazione del Piano.
  • Ruolo MISE: dalla data di insediamento del Governo, il MISE ha messo il PNRR al centro delle priorità. Il primo obiettivo prefisso è la non dispersione di un’opportunità unica come il PNRR per riprovare a portare diversi strumenti in un quadro organico di politica industriale: da decenni l’Italia paga l’assenza di una coerente politica industriale, pur essendo la vocazione manifatturiera una vocazione strutturale del nostro Paese. Tra i segnali più evidenti di questa carenza, ha citato:
    • l’ampia diffusione di fenomeni di delocalizzazione negli scorsi anni;
    • l’impatto molto forte subito da alcuni comparti dalla concorrenza delle economie emergenti;
    • la difficoltà di consolidare le prospettive di crescita intorno ai soggetti di dimensioni comparabili a quelli di cui possono disporre alcuni dei partner europei.

Inoltre, i dati non sono incoraggianti per quanto riguarda la produttività, la ricerca e l’innovazione. A fronte di questi elementi, è stato realizzato un grande sforzo da parte del comparto manifatturiero per aggiornare i processi produttivi e mantenere le quote di mercato all’estero: in particolare, nel 2021 sono stati superati i valori record dell’export ottenuto nel 2019 (oltre 500 miliardi di euro).

  • Centralità del comparto manifatturiero: occorre mettere al centro delle politiche economiche il comparto manifatturiero. Alla luce di ciò, occorre un lavoro che vada anche oltre il termine del PNRR, anche semplificando oneri burocratici e procedure.
  • Misure messe in atto dal MISE: il MISE ha attivato una banca dati di tutti gli incentivi concessi alle imprese, per verificare l’efficacia di tali misure. Inoltre, sono stati impiegati esperti di politica industriali e di crisi di impresa, per acquisire professionalità di alto livello e rafforzare le capacità istruttorie del Ministero, che in questo momento è impegnato a salvaguardare una non agevole (e non indolore) conversione industriale.
  • Assenza di analisi costi-benefici: non c’è mai stata un’analisi costi/benefici degli incentivi. L’affidamento a Invitalia dei compiti di istruttorie e di valutazione hanno impoverito il Ministero della capacità di monitoraggio.
  • Contratti di sviluppo: il Ministero ha apportato modifiche alla disciplina dei contratti di sviluppo, lo strumento che si è rivelato il più utile di sostegno alle imprese. Le modifiche sono volte a collegare gli interventi a favore delle singole imprese in una logica più compiuta, che abbia ripercussioni positive sulla filiera di riferimento, e con particolare riguardo per l’innovazione e l’avanzamento tecnologica – senza sottovalutare l’impatto occupazionale (anche attraverso il riassorbimento di personale in imprese in crisi, citando il caso “Embraco”).
  • Monitoraggio attività istruttoria Invitalia: è stato rafforzato il sistema di monitoraggio periodico sulle attività di Invitalia, la società in house che si occupa di interloquire con le imprese interessate e di avvalersi dei contratti di sviluppo e di altri incentivi: il 99% di quest’attività non è effettuata all’interno del Ministero, e quindi occorre un monitoraggio attento.
  • Sostegno imprese esposte ad effetti transizione energetica e digitale: le misure del Piano, specialmente dal punto di vista della transizione energetica e digitale, vanno accompagnate con il sostegno alle imprese maggiormente esposte a questa transizione, che presenta molte incognite dal punto di vista economico e politico, anche alla recente dei recenti sviluppi geopolitici.
  • Criticità situazione attuale: la concomitanza della ripresa e la persistente capacità di assorbimento della Cina hanno determinato una serie di “colli di bottiglia” che si sono tradotti nella carenza di disponibilità di materie prime e manufatti, a partire dai microchip, nonché l’aumento vertiginoso del prezzo dell’energia, che sta creando problemi non solo alle imprese energivore. Inoltre, ha sottolineato la carenza di risorse umane qualificate per l’attuazione delle misure del PNRR. Adesso, il problema è la ricostruzione dell’offerta, non la creazione di domanda. Infine, ha dichiarato che è stato già rivisto al ribasso la stima di crescita del PIL annuale, e che l’aggravarsi degli scenari internazionali potrebbe mettere a repentaglio alcuni obiettivi del Piano – ha citato non solo le misure per ridurre l’impatto del costo dell’energia sulle imprese energivore, ma anche le iniziative poste in essere attraverso l’istituzione presso il MISE di uno specifico Fondo per la Transizione ecologica e la definizione, insieme a CDP venture capital, di misure per il supporto alla creazione, mediante il finanziamento di start-up e spin-off, di una filiera nazionale per la produzione di batterie elettriche e di energia da fonti rinnovabili, con particolare riguardo al fotovoltaico, per ridurre la dipendenza dall’estero nell’ambito dei pannelli solari.
  • IPCEI per il settore sanitario: il MISE si è fatto promotore di un IPCEI per il settore sanitario, primo in Europa per fatturato ma con una capacità innovativa non soddisfacente, al fine di individuare quali segmenti del comparto presentino una maggiore potenzialità di crescita, e assicurare così una prospettiva di leadership continentale.  
  • Filiera automotive: il MISE evidenzia che lo stesso approccio adottato per il settore sanitario è stato applicato per le misure a sostegno della filiera dell’automotive, per la quale bisogna adottare al più presto incentivi che non esauriscano i loro effetti in breve termine, al fine di garantire solide prospettive di investimento per le imprese del settore, e promuovere la mobilità sostenibile. A questo proposito, oggi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge che ha previsto stanziamenti importanti per la filiera, e nei prossimi giorni sono previsti incontri MISE-MiTE-MIMS e MEF per definire al più presto il quadro degli incentivi.
    • Sostegno alla domanda, tramite investimenti nel rinnovo del parco autobus;
    • Sostegno all’offerta, tramite interventi per il sostegno alla filiera delle batterie e di infrastrutture di ricarica per veicoli a idrogeno o elettrici.
    • Filiera italiana di autobus green:  una delle direttrici per sostenere la transizione della filiera automotive, sul quale il MISE punta molto, è rappresentata dalla creazione di una filiera italiana di autobus non alimentati a combustibili fossili.
    • Settore componentistica: la filiera della componentistica è composta da 2200 imprese, per un totale di 160.000 lavoratori ed un fatturato di oltre 44 miliardi di euro. Sulla base delle analisi effettuate dal MISE in conseguenza dell’evoluzione delle catene di valore, un numero rilevante di player di dimensioni medio-grandi è esposto sui segmenti maggiormente impattati, quali il powertrain tradizionale.
    • Sostegno alla riconversione: occorrono azioni coordinate sia dal lato della domanda che dell’offerta, e il PNRR va in questa dimensione: cumulativamente, oltre 4 miliardi di euro sono destinati direttamente al settore, secondo le seguenti linee di intervento:
    • Rischio investimenti stranieri: relativamente ai 4 miliardi di euro di investimenti, rischiano di favorire l’indotto economico di altri paesi, se l’offerta è straniera.
    • Ulteriori linee di finanziamento: oltre alle misure specifiche per la filiera, vi sono ulteriori linee di finanziamento traversali per investimenti in tecnologie, come la misura del Piano Transizione 4.0, Reti di trasferimento tecnologico (potenziamento di digital hub e competence service, nonché di start-up e spin-off). Inoltre, insieme al Ministero del Lavoro sono state elaborate una serie di misure per il riutilizzo di impianti e stabilimenti abbandonati e l’occupazione, previa formazione, del relativo personale.  
  • Rispetto milestones: il MISE è in linea con le milestones del PNRR e in alcuni casi in anticipo: se si considerano gli interventi del 2021 e del primo semestre del 2022, il MISE avrà mobilitato, alla metà del 2022, una quota di risorse pari a 17,5 miliardi di euro (98,2 % delle risorse assegnate al Ministero). Se si considerano anche i 5,6 miliardi di euro per la Transizione 4.0 e un miliardo di euro per il potenziamento degli accordi per l’innovazione del Fondo Complementare, il MISE ha quindi messo a disposizione del sistema produttivo oltre 24 miliardi di euro, ad un anno di distanza dall’approvazione del Piano.
  • Transizione 4.0: il Piano Transizione 4.0, finanziato con 18 miliardi di euro, continuerà fino al termine del 2022. Il Governo Draghi ha inoltre previsto una proroga del credito di imposta, seppur con aliquote inferiori, anche per gli anni successivi al 2022, dando alle imprese un piano più stabile per la programmazione degli investimenti. Inoltre, si è insediato il comitato di valutazione composto da MEF, Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate per valutare l’impatto del Piano.
  • Contratti di sviluppo: In merito ai Contratti di sviluppo, apriranno presto gli sportelli per l’erogazione di 750 milioni di euro per progetti di investimento delle filiere strategiche (design, alimentare, moda e arredo, automotive, microelettronica e semiconduttori, metalli e elettromeccanica, chimico e farmaceutico), ed un altro miliardo destinato alle filiere dell’eolico e del fotovoltaico – per questo filone, confida di poter concludere presto l’accordo.  
  • Proroga Temporary Framework: la proroga del Temporary Framework ha effetti contradditori: se si apre alla possibilità di concedere aiuti di Stato, i Paesi UE meno indebitati possono anche offrire maggiori sostegni, e questo potrebbe risultare in uno svantaggio per l’Italia.
  • IPCEI – In merito alla partecipazione delle imprese agli IPCEI, nei prossimi mesi il Governo notificherà alla Commissione UE i progetti su idrogeno e microelettronica II, cui seguiranno quelli su cloud e salute. Il MISE ha quindi chiesto al MEF di rifinanziare lo strumento (che andrebbe sburocratizzato), che costituisce un supporto cruciale per le filiere strategiche, anche per la possibilità di superare i limiti ordinari sugli aiuti di Stato. In questo senso, la sovranità strategica e tecnologica dell’Europa passa da qui.
  • Accordi venture capital con CDP: a breve saranno firmati gli accordi con Cassa Depositi e Prestiti sul venture capital, volti a rendere operativi i due Fondi (di 250 e 300 milioni di euro) per investimenti in start-up e spinoff operanti nei settori interessati dalla transizione ecologica e delle tecnologie digitali.
  • Misure a sostegno dell’imprenditoria femminile: è stato affidato al MISE il Fondo per favorire l’imprenditoria femminile: sono già stati firmati tutti i decreti per l’erogazione delle risorse.
  • Ruolo imprenditori: il vero sviluppo economico lo fanno gli imprenditori, non lo Stato o il Ministero: compito dello Stato è quello di offrire opportunità e garanzie. Sollecitato l'intervento degli imprenditori con investimenti anche in questi tempi difficili.

Link al video dell'Audizione