Agenda 2030: Centro Italia sopra la media ASviS
Le regioni del Centro Italia superano la media nazionale sugli Obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, pur mostrando criticità ambientali e istituzionali.
Le Regioni del Centro Italia – Toscana, Marche, Lazio e Umbria – mostrano performance migliori rispetto alla media nazionale sugli Obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, secondo quanto emerge dal Rapporto Territori ASviS 2025 presentato a Roma.
Avanzamenti su benessere, istruzione, lavoro e parità di genere
Il Centro Italia evidenzia risultati superiori alla media nazionale in molti ambiti chiave dello sviluppo sostenibile, tra cui:
- salute e istruzione,
- lavoro e crescita economica,
- parità di genere,
- produzione e consumo responsabili.
Regioni come Umbria, Lazio, Marche e Toscana mostrano trend positivi soprattutto nei Goal dedicati a inclusione, benessere e produttività.
Le criticità: ambiente e istituzioni restano indietro
Nonostante i progressi, le stesse aree registrano criticità significative sulle dimensioni:
- ambientale (ecosistemi terrestri, qualità dell’aria, acqua e dissesto idrogeologico),
- istituzionale (giustizia, qualità delle istituzioni).
In particolare, diversi indicatori relativi a povertà, acqua pulita, disuguaglianze e governance mostrano un peggioramento o stagnazione rispetto al passato.
Uno sviluppo non omogeneo
Il direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini, sottolinea come il territorio presenti “segnali contrastanti”, con aree molto avanzate e altre in ritardo soprattutto su innovazione e imprese. Una situazione che richiede politiche territoriali mirate per colmare i divari interni.
Conclusione
Il quadro tracciato da ASviS evidenzia un Centro Italia dinamico e in miglioramento sugli obiettivi sociali ed economici, ma ancora fragile sul versante ambientale e istituzionale. Un equilibrio che rende cruciale l’adozione di politiche sostenibili e coordinate per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 nei tempi previsti.