Fondo Antiusura, dal MEF linee guida per gli enti
Pubblicate le linee guida per adeguare le convenzioni del Fondo Antiusura. Più efficienza, credito facilitato e nuove regole operative.
Sono state pubblicate le nuove linee guida per l’adeguamento delle convenzioni tra banche, Confidi, Associazioni e Fondazioni antiusura, elaborate dall’ABI attraverso un confronto con Assoconfidi, Fedart Fidi, Asso 112 e la Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”, in coordinamento con il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il documento rappresenta un passaggio operativo fondamentale per l’attuazione della riforma del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e resa pienamente operativa dal decreto ministeriale del 27 febbraio 2026.
L’obiettivo delle linee guida è rendere più efficiente e uniforme la gestione delle procedure di accesso alle garanzie concesse dagli enti gestori utilizzando le risorse del Fondo Antiusura. Il nuovo impianto punta a rafforzare il coordinamento tra i soggetti coinvolti, migliorare lo scambio di informazioni e definire in modo più chiaro ruoli, competenze e modalità operative nelle operazioni di finanziamento assistite dalle garanzie pubbliche.
Le linee guida si articolano in due distinti percorsi. Il primo riguarda le convenzioni tra banche e Confidi per gli interventi destinati alle imprese, mentre il secondo interessa le convenzioni tra banche e Associazioni o Fondazioni antiusura per il sostegno alle famiglie che attraversano temporanee difficoltà economiche. In entrambi i casi il Fondo è finalizzato a facilitare l’accesso al credito e a prevenire il ricorso a forme di finanziamento illegali o usurarie.
Il Fondo Antiusura è alimentato annualmente dalle risorse stanziate con la Legge di Bilancio e dai proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni della normativa antiriciclaggio e valutaria. La gestione è affidata al Dipartimento del Tesoro e alla Commissione interministeriale competente, cui spetta il compito di assegnare le risorse agli enti gestori.
La riforma introdotta nel 2025 ha ampliato in modo significativo la platea dei soggetti e delle operazioni finanziabili. Oltre alle banche, possono infatti beneficiare delle garanzie del Fondo anche intermediari finanziari ed enti di microcredito. La nuova disciplina mira inoltre a creare maggiori sinergie con il Fondo di garanzia per le PMI, favorendo una razionalizzazione complessiva degli strumenti pubblici di sostegno all’accesso al credito.
Un ruolo centrale continua a essere svolto dagli enti gestori, ossia Confidi, Associazioni e Fondazioni iscritti negli appositi elenchi. Attraverso le convenzioni stipulate con gli istituti di credito, questi soggetti favoriscono l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese e per le persone fisiche in condizioni di vulnerabilità economica. I Confidi, inoltre, possono utilizzare le risorse del Fondo per concedere direttamente alle PMI finanziamenti fino a 40 mila euro.
Le nuove regole prevedono anche specifiche disposizioni transitorie. I Confidi già operativi secondo il precedente regime potranno continuare a rilasciare garanzie a valere sul Fondo fino al 31 dicembre 2026, termine entro il quale dovranno completare il percorso di accreditamento secondo le nuove disposizioni. Per Associazioni e Fondazioni antiusura, invece, l’adeguamento dovrà essere completato entro il 26 febbraio 2027. Fino a tali scadenze sarà possibile continuare a operare secondo la disciplina previgente.
Per ottenere l’accreditamento come ente gestore sarà necessario fare riferimento alle disposizioni operative emanate in attuazione del decreto ministeriale del 27 febbraio 2026 e ai relativi modelli predisposti dal Dipartimento del Tesoro, che mette inoltre a disposizione la normativa aggiornata e l’elenco ufficiale degli enti aderenti al Fondo. Le nuove linee guida rappresentano quindi uno strumento essenziale per accompagnare l’attuazione della riforma e rafforzare l’efficacia delle misure di prevenzione dell’usura attraverso un accesso al credito più semplice, coordinato e inclusivo.