La BCE diffonde la prova di stress inversa 2026: individuati gli shock geopolitici minimi che potrebbero ridurre la resilienza bancaria, con focus su energia, supply chain e rischio sovrano.
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L’indagine BCE presso gli esperti di previsione indica inflazione in ulteriore calo, crescita moderata e condizioni finanziarie in graduale normalizzazione nel terzo trimestre 2026.
La BCE mantiene i tassi al 2,25%, confermando l’approccio prudente in attesa di nuovi dati su inflazione e crescita. Focus su stabilità finanziaria e traiettoria dei prezzi.
La domanda di mutui rallenta: il saldo BCE segna –15%, riflettendo condizioni creditizie più selettive e una minore propensione delle famiglie a nuovi finanziamenti.
La BCE segnala un credito più selettivo: l’incertezza geopolitica induce le banche a rafforzare la prudenza, con criteri di rischio più rigidi e maggiore attenzione alla qualità dei prenditori.
La BCE conferma che il rialzo dei tassi di giugno è stato votato all’unanimità, decisione motivata dalle forti pressioni sui prezzi dell’energia che continuano a influenzare l’inflazione nell�...
Lagarde avverte sui rischi sistemici dell’IA per la stabilità finanziaria e sollecita una risposta coordinata dell’Ue per regolazione, vigilanza e resilienza.
La BCE alza i tassi per frenare l’inflazione. Lagarde assicura che la crescita Ue resta solida e non vede rischi immediati per l’economia, invitando alla prudenza.
La BCE definisce le tappe per l’attuazione dell’Integrated Reporting Framework, che semplificherà la rendicontazione bancaria e migliorerà qualità e coerenza dei dati.
La BCE conferma in maggio 2026 l’orientamento restrittivo: tassi invariati, riduzione dei portafogli APP e PEPP e politica monetaria guidata dai dati.
La BCE segnala l’allontanamento dallo scenario base e un aumento del rischio di nuovi rialzi dei tassi, a causa di pressioni inflazionistiche ancora persistenti.
La BCE segnala una nuova stretta del credito nell’area euro nel primo trimestre 2026, con domanda in calo e rischi geopolitici ed energetici che pesano sulle condizioni di offerta.
Il conflitto in Iran avrà un impatto rilevante sull'inflazione a breve termine per effetto dei rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata...
La Bce conferma i tassi al 2% come previsto, mantenendo stabili depositi e rifinanziamenti mentre il conflitto in Medio Oriente pesa su inflazione ed energia.
La BCE segnala un’economia dell’area euro in lenta ripresa, con inflazione in calo e condizioni finanziarie più stabili, mentre la domanda resta moderata e la crescita fragile.
Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE.