Bilancio europeo, Orsini rilancia sulla crescita
Confindustria sollecita un bilancio europeo più forte, interventi su ETS ed energia e misure per tutelare la competitività industriale.
Rafforzare il bilancio europeo, sostenere la manifattura e contrastare gli effetti della concorrenza globale. Sono questi i temi che il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha portato al centro della sua missione a Bruxelles, in occasione del Consiglio europeo, nel corso di una serie di incontri con i vertici delle istituzioni comunitarie.
Il numero uno degli industriali italiani ha incontrato Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle riforme, e Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio e la sicurezza economica, per rappresentare le principali priorità del sistema produttivo nazionale in una fase segnata da forti tensioni geopolitiche, competizione internazionale e alti costi energetici.
Bilancio europeo e sostegno alla manifattura
Al centro del confronto con Fitto c'è stato il futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Per Orsini l'Unione europea deve dotarsi di un bilancio più ambizioso e orientato alla competitività industriale.
Secondo il presidente di Confindustria, l'Europa non può permettersi di perdere terreno rispetto ai grandi player globali e deve sostenere con risorse adeguate la trasformazione delle proprie filiere produttive.
«Rafforzare il bilancio europeo significa mantenere la competitività dell'Europa», ha affermato Orsini, sottolineando come nessun Paese membro possa affrontare da solo le sfide della transizione industriale e tecnologica.
Il presidente degli industriali ha inoltre evidenziato la necessità di politiche comuni capaci di preservare la produzione manifatturiera europea in un contesto internazionale sempre più competitivo, caratterizzato dal confronto economico tra Stati Uniti e Cina.
La sfida della concorrenza cinese
Tra i temi affrontati con il commissario Šefčovič particolare attenzione è stata dedicata ai rapporti commerciali con la Cina e agli squilibri che interessano il mercato europeo.
Secondo Confindustria, la crescente presenza di prodotti cinesi a prezzi significativamente inferiori rispetto a quelli europei rischia di mettere sotto pressione numerosi comparti industriali. Orsini ha richiamato l'attenzione sul deficit commerciale accumulato dall'Europa nei confronti della Cina e sulle difficoltà che le imprese europee incontrano nel competere con operatori soggetti a standard normativi, ambientali e sociali differenti.
Particolare preoccupazione riguarda il fenomeno del dumping e la crescente dipendenza da componenti e forniture provenienti dal mercato cinese, soprattutto in settori strategici per la manifattura italiana.
Per il presidente di Confindustria, l'Europa deve sviluppare una politica industriale di lungo periodo capace di garantire condizioni di concorrenza equilibrate e di ridurre le dipendenze strategiche dalle catene di approvvigionamento extraeuropee.
Energia ed ETS sotto osservazione
Nel corso degli incontri è stato affrontato anche il tema del costo dell'energia, considerato uno dei principali ostacoli alla competitività delle imprese europee.
Orsini ha espresso forti preoccupazioni sull'impatto del sistema ETS (Emission Trading System), evidenziando come il costo delle quote di emissione sia aumentato significativamente negli ultimi anni, incidendo sui costi di produzione e sulle bollette energetiche.
Le maggiori criticità riguardano i settori energivori, come ceramica, carta e vetro, che secondo Confindustria rischiano di subire pesanti conseguenze senza interventi correttivi a livello europeo.
Da qui la richiesta di introdurre misure che consentano alle imprese di affrontare la transizione ambientale senza compromettere la competitività e la tenuta occupazionale delle filiere industriali.
Una strategia europea per la crescita
Il messaggio portato da Confindustria a Bruxelles è chiaro: per affrontare le sfide della competizione globale servono più investimenti, una politica industriale europea più incisiva e strumenti in grado di sostenere imprese e cittadini.
Per Orsini, la competitività dell'industria europea rappresenta una priorità strategica non solo per la crescita economica, ma anche per l'autonomia produttiva e tecnologica dell'Unione. In questo scenario, il rafforzamento del bilancio comunitario, il contenimento dei costi energetici e una risposta coordinata alla concorrenza internazionale vengono considerati elementi essenziali per garantire un futuro solido alla manifattura europea.