Confindustria: Pil 2025 +0,6%, con dazi solo +0,2%
Confindustria ha presentato il suo Rapporto di Previsione - Primavera 2025. focus su: energia, green deal e dazi e impatto sull'economia italiana ed europea.

Dal Rapporto di previsione presentato dal Centro Studi di Confindustria emerge uno scenario internazionale sempre più frammentato. Nel biennio 2025-2026 la crescita del PIL mondiale è attesa sostanzialmente stabile, intorno al +2,7% annuo, su ritmi vicini alla media pre-pandemia (+2,8% annuo nel 2012-2019).
È il risultato di un rallentamento dell’economia USA (danneggiata dai dazi), un consolidamento della crescita dei paesi emergenti e una dinamica in lieve miglioramento, ma su valori bassi, nell’Eurozona. Il commercio mondiale di beni è tornato in modesta espansione nel 2024 (+1,8%) ma il sentiero di crescita è rivisto al ribasso per l’anno in corso (+2,0%, dal +2,8% atteso in precedenza), perché l’incertezza frena innanzitutto gli scambi con l’estero, e risale gradualmente nel prossimo anno (+2,5%, su ritmi ancora inferiori a quelli del
PIL; Tabella A).
Continua la ricomposizione degli scambi globali tra blocchi economici: l’interscambio USA-Cina è diminuito del 14% nel 2023-2024 rispetto al biennio precedente; quello UE-Cina del 7,0%; molto aumentato quello tra UE e USA.
La Cina ha ridotto anche gli scambi con il resto del mondo; gli USA li hanno aumentati significativamente. Si amplia la distanza tra i due principali beneficiari di investimenti diretti esteri, la Cina che per il secondo anno consecutivo vede ridursi i capitali esteri attratti (-29%) e gli Stati Uniti che mantengono il loro primato come meta per gli investimenti esteri, mentre l’Europa continua a perdere attrattività...continua a leggere il Rapporto di Previsione del Centro Studi di Confindustria