Gli "Stati Generali": come funzionano

Gli Stati Generali dell'Italia post Covid: cosa sono, dove si terranno, chi parteciperà

Gli "Stati Generali": come funzionano

COSA SONO?

Un incontro aperto a diversi attori, istituzionali e non, per «far ripartire l’Italia» dopo l’emergenza coronavirus e progettare la ripresa così come annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa del 3 giugno scorso.

Il premier potrebbe giungervi con un documento di sintesi delle varie proposte, a cominciare dal dossier del gruppo di Vittorio Colao, esaminate nelle ultime settimane.

Tre i capisaldi di questa sintesi: il dossier semplificazione, il rilancio delle infrastrutture e l’estensione dell’Alta Velocità, incentivi per gli investimenti.

L’idea degli Stati Generali si scontra anche, al momento, con una notevole incertezza sulle risorse finanziarie che sarà possibile mettere in campo per sostenere la rinascita. Sui 37 miliardi del Mes sugli altri strumenti messi in campo dall’Ue per i prossimi anni, e previo riscontro di riforme strutturali, mancano ancora punti fermi, poiché il Consiglio Ue di giugno, che dovrebbe vararli in forma definitiva, potrebbe non essere decisivo.

Il metodo

Incrocerà il Piano nazionale delle riforme che Roma dovrà inviare entro giugno a Bruxelles e soprattutto sarà un lavoro che costituirà il primo embrione di quel Revory plan che il nostro governo dovrà portare in autunno alla Commissione europea, se vorrà presentarsi con le carte in regola per accedere alle centinaia di miliardi, fra prestiti e sovvenzioni, che il progetto della Ue mette a disposizione dell’Italia nei prossimi anni.

Le imprese

«Arriveremo con le nostre proposte», ha promesso Confindustria. Di sicuro si tratterà di una grande assemblea che radunerà «tutte le forze produttive e le energie migliori» del Paese, secondo Conte. Ci saranno anche personalità eccellenti, o «menti brillanti» come le ha definite il premier: da Renzo Piano, ad altre archistar come Massimiliano Fuksas, sino a Stefano Boeri e Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.

DOVE E QUANDO SI SVOLGERANNO?

Gli Stati Generali si terranno da sabato 13 giugno a domenica 21 giugno a Villa Pamphilj, a Roma. Non è prevista, al momento, la presenza di giornalisti, né una diretta dell’evento: tutto si dovrebbe svolgere a porte chiuse.

CHI PARTECIPERA' E CHI NO?

Il primo giorno, sabato, sarà dedicato agli interventi internazionali: dovrebbero collegarsi in videoconferenza la presidente della Banca Mondiale, Kristalina Georgieva, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e  la presidente della Bce, Christine Lagarde. Subito dopo dovrebbe intervenire il Governatore della Banca d’ Italia, Ignazio Visco.

Lunedì dovrebbe parlare Colao, che ha presieduto la task force che ha presentato al governo decine di proposte per il rilancio dell'economia. A parlare dovrebbero essere poi le parti sociali.

Martedì toccherebbe a Confindustria e alle altre associazioni di imprese.

Il pomeriggio di sabato dovrebbe invece essere dedicato ad un dibattito moderato dalla professoressa di Harvard Raffaella Sadun: dovrebbero partecipare due economisti francesi, Olivier Jean Blanchard ed Esther Duflo, che l’anno scorso ha vinto il premio Nobel per l’economia.

Il premier Conte dovrebbe riassumere quanto fatto in una conferenza stampa al termine dei lavori.

Tra i partecipanti dovrebbero esserci gli amministratori delegati o i presidenti delle principali realtà industriali o finanziarie italiane  oltre che delle partecipate più grandi, come Eni, Enel, Leonardo e Fincantieri  e alcuni tra i più noti imprenditori, economisti e architetti italiani (da Oscar Farinetti a Renzo Piano e Massimiliano Fuksas).

Non sarà presente l’ex governatore della Banca d’Italia e presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, per i ruoli che ha ricoperto e per la scelta di riservatezza istituzionale che ha fatto da quando ha lasciato la Bce.

Già trapelano i primi commenti in attesa dell'apertura dei lavori, "per gli Stati generali dell'economia ho proposto un programma per il lavoro, a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali alla detassazione dei rinnovi contrattuali, al rafforzamento del contratto di solidarietà espansiva alla staffetta generazionale". Così la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, intervenuta a Radio anch'io, sottolineando che "dobbiamo puntare al rilancio del Paese".