Coronavirus: la mappa di "reazione" Paesi dell'UE

Ogni Stato dell'UE in tema di emergenza pandemica, al momento, ha il suo "stile", ma tutti adottano misure sempre più severe, e guardano al modello italiano

Per la prima volta, nell'Era Moderna, si parla di pandemia. Un'emergenza "globalizzata", figlia essa stessa della globalizzazione, di difficile contenimento e con scenari sociali e economici di non facile previsione. Come reagiscono i Paesi dell'Unione Europea? Quali misure di contenimento stanno adottando? In questa "mappa" vogliamo dare un "outlook" di quello che è lo scenario ad oggi.

Albania

Chiusi  bar, ristoranti e palestre a Tirana, Durazzo Shkodra, Lezha, Elbasan, Fier e Vlora. Dopo i primi due casi di Coronavirus il nove sono state chiuse le scuole per almeno due settimane e sono state vietate tutte le riunioni e i raduni di massa. Chiuso il traffico aereo e marittimo con l’Italia in seguito al provvedimento preso  dal premier Giuseppe Conte, che considera l’intera penisola come zona rossa.

Austria

Chiusi negozi, bar, ristoranti, parchi e attività sportive, gli spostamenti dei cittadini sono stati limitati allo stretto necessario come in Italia. Divieto di ingresso per tutte le persone provenienti dall’Italia. Per i cittadini austriaci è possibile rientrare, ma è prevista un’auto-quarantena di 14 giorni. Chiuse anche le università. Annullati gli eventi all’aperto con oltre 500 partecipanti e gli eventi al coperto con oltre 100 partecipanti fino all’inizio di aprile. Resteranno chiusi anche teatri, cinema, e cancellati i concerti.

Belgio

Operativo il porto di Anversa. Fino al 5 aprile i cittadini potranno uscire di casa solo per urgenze e necessità primarie. Vietati gli assembramenti, mentre le attività all’aria aperta saranno consentite ma con l’obbligo di osservare la distanza di un metro e mezzo l’uno dall’altro. A Bruxelles ridotta la frequenza del trasporto pubblico. La compagnia area Bruxelles Airlines ha sospeso tutti i voli fino al 19 aprile. Le scuole saranno chiuse a partire fino al 3 aprile, quando inizieranno le vacanze di Pasqua. Resteranno aperti gli asili e dovrà essere assicurata l’accoglienza per i bambini più grandi per evitare che restino a casa accuditi dai nonni, e per i figli dei lavoratori della sanità o della sicurezza; sospese tutte le attività ricreative di qualunque tipo: discoteche, bar, ristoranti saranno chiusi. Aperti i negozi che forniscono servizi essenziali, come le farmacie e gli alimentari. Gli altri negozi saranno aperti durante la settimana ma non nel weekend. I trasporti pubblici continueranno a funzionare, con l'invito all'uso solo se necessario, le aziende devono regolare i propri orari per evitare le "ore di punta". Tutte queste misure dureranno, per il momento, fino al 3 aprile. Le università francofone daranno i corsi solo online per sei settimane. Ma le strutture restano aperte. Sono state adottate numerose misure di sostegno economico per i lavoratori e le piccole aziende.

Croazia

Sono vietate le riunioni pubbliche e gli eventi sportivi; i ristoranti e i negozi che non vendono cibo, tranne le farmacie, rimarranno chiusi; sarà sospeso il funzionamento dei centri sportivi e ricreativi, così come le funzioni religiose. Tutte le scuole e le università del paese rimarranno chiuse.

Danimarca

Vietate tutte le riunioni con più di 10 persone, chiusi ristoranti, bar, locali notturni e palestre. In seguito al forte incremento di contagi registrato nel paese, ordinata la chiusura di tutte le scuole e le università. Chiuse le istituzioni culturali pubbliche che svolgono le attività al chiuso, le biblioteche e le strutture per il tempo libero. Vietate le riunioni al chiuso con più di 100 persone.

Finlandia

E' stata "raccomandata" la cancellazione di tutti gli eventi con più di 500 persone fino alla fine di maggio. Cancellati tutti gli eventi organizzati dallo stato fino a fine maggio.

Francia

Vietati tutti gli spostamenti non indispensabili. Chiusi i bar e i ristoranti. La Federazione di calcio francese ha sospeso tutti i campionati e gli allenamenti, compresi quelli della Serie A francese, la Ligue 1. Chiuse le scuole e le università. Gli anziani oltre i 70 anni invitati a restare a casa,  tutti i cittadini sono "invitati a limitare gli spostamenti al minimo". Negli ospedali gli interventi chirurgici non urgenti sono rinviati. Incentivo massimo al telelavoro. Numerose e forti misure di sostegno ai lavoratori e rinvio del pagamento delle imposte.

Germania

Vietati gli assembramenti di più di due persone (non appartenenti allo stesso nucleo familiare). Come in Italia, chiuse tutte le attività non indispensabili, ristoranti e parrucchieri, aperti in pratica solo farmacie, benzinai e negozi di alimentari. La cancelliera tedesca, poco dopo aver illustrato le nuove misure restrittive per la Germania, ha annunciato di essersi messa in quarantena dopo aver incontrato un medico risultato positivo al COVID-19. Chiuse le frontiere con Francia, Svizzera e Austria. Sospesa la Bundesliga, la massima serie del campionato di calcio tedesco, almeno fino al 2 aprile. Chiuse le scuole, sono stati rafforzati i controlli alle frontiere.

Grecia

"Lockdown" generale a partire dal 23 marzo. Potranno circolare solo coloro che vanno al lavoro, a fare la spesa o in farmacia, dal medico o presso una persona che abbia bisogno di aiuto. Concesso anche esercizio fisico da soli o con un’altra persona. Vietato l’ingresso nel paese a tutti i cittadini non greci e non appartenenti agli stati membri UE. I greci o cittadini dell’UE che arrivano nel paese saranno messi in quarantena per 14 giorni. Chiuse tutte le scuole e le università, sospesi tutti gli eventi pubblici.

Irlanda

Cancellati i festeggiamenti per San Patrizio. Fino al 29 marzo tutte le riunioni al chiuso con più di 100 persone e quelle all’aperto con più di 500 persone saranno cancellate. Si invita la popolazione a lavorare da casa. Le scuole e le università sono state chiuse fino al 29 marzo.

Lussemburgo

Sospese tutte le attività culturali, sportive e ricreative. Chiusi anche tutti i negozi, tranne i supermercati e le farmacie.

Malta

Chiuse tutte le scuole e asili del paese per una settimana a partire dal 13 marzo. Prevista la chiusura anche dell’Università.

Paesi Bassi

Chiuse le scuole. Come in Belgio, rimarranno aperte solo ai figli di genitori che svolgono un lavoro nell’ambito dell’assistenza sanitaria o per i servizi di emergenza. Chiusi bar, ristoranti e centri sportivi. Vietati tutti gli eventi pubblici con più di 100 persone e chiusi i luoghi che prevedono più di 100 visitatori, inclusi musei e teatri. Fortemente consigliato lavorare da casa e agli anziani di limitare gli spostamenti.

Polonia

Il 2 marzo è stata adottata dalla Camera bassa del parlamento polacco una nuova legge con l’obiettivo di gestire la possibile epidemia del Coronavirus: il provvedimento definisce le procedure da adottare in caso di emergenza, attraverso misure amministrative e di bilancio, chiuse tutte le scuole e università. Ordinata anche la chiusura di musei, cinema e teatri, oltre alla sospensione di tutti gli eventi di massa.

Portogallo

Chiuse scuole e università. I locali notturni rimarranno chiusi e saranno introdotte restrizioni per evitare assembramenti per l’ingresso a ristoranti e negozi. 

Repubblica Ceca

Chiuse tutte le attività commerciali, ad eccezione dei servizi essenziali. E' stato dichiarato lo stato di emergenza. Chiuse scuole ed università. Sospesi nel paese gli eventi con più di 100 persone.

Romania

Dichiarato lo stato di emergenza, vietati gli assembramenti al chiuso maggiori di 50 persone. Vietate tutte le manifestazioni aperte o al chiuso che coinvolgano più di 1.000 persone fino al 31 marzo;  le partite di calcio della massima serie rumena si giocheranno a porte chiuse.

Slovacchia

Chiuse le scuole e delle strutture sportive e ricreative nel paese. Introdotti controlli alle frontiere. I tre aeroporti internazionali di Bratislava, Košice and Poprad rimarranno chiusi per i passeggeri. Chiusi i centri culturali, sportivi e d'intrattenimento. Nel fine settimana saranno aperti solo i negozi di alimentari e le farmacie, vietate le visite ai ricoverati negli ospedali. Vietati tutti gli eventi sportivi, culturali e pubblici. Sospese anche le funzioni religiose e chiuse molte scuole del paese. Cancellati tutti i voli diretti in Italia e annullate le gite scolastiche all’estero.

Slovenia

Bloccati gli spostamenti dei cittadini con qualsiasi mezzo pubblico, ad eccezione dei taxi se opportunamente disinfettati dopo la discesa di ogni cliente. Il 12 marzo è stata dichiarata l’epidemia. Le scuole sono chiuse, il confine con l’Italia è presidiato e i passaggi controllati: suggerito il telelavoro e introdotte restrizioni alle uscite da casa. Sono state rinviate le operazioni chirurgiche e i trattamenti medici non urgenti. Bloccate le ferie per il personale sanitario, cui è stato anche limitato il diritto di sciopero. Controllati i punti di confine con l'Italia, imponendo controlli sanitari ai viaggiatori. Cancellati anche i voli provenienti da Italia, Sud Corea, Iran e Cina. 

Spagna

Il governo spagnolo ha annunciato martedì 17 marzo lo stanziamento di 200 miliardi per far fronte alla crisi economica derivata dal Covid 19. La Spagna è "chiusa" con misure simili a quelle italiane. Chiusi i confini e ripristinati i controlli alle frontiere. Le restrizioni non coinvolgono il trasporto delle merci. L’ingresso in Spagna continuerà ad essere consentito per via terrestre solo ai cittadini spagnoli, ai residenti in Spagna, ai lavoratori transfrontalieri e a chi deve, per necessità, farvi ritorno. Chiusi musei, teatri e cinema. Sospesa per il momento anche la Liga, il principale campionato di calcio spagnolo. Il Parlamento  stato chiuso  52 deputati sono tutti in isolamento perché potrebbero essere stati contagiati durante un recente evento. Stanziati 2,8 miliardi per rafforzare i servizi sanitari regionali e 1 miliardo per misure sanitarie "prioritarie". Sospesi tutti i voli con l’Italia, chiuse le università e le scuole di tutti i livelli.

Svezia

Nonostante la Svezia non abbia ancora preso grandi misure per contrastare le diffusione di Covid 19, annunciato lo stanziamento di  300 miliardi di corone (circa 30 miliardi di euro) per sostenere l’economia colpita dalle conseguenze del virus.

UK

Estese limitazioni a spostamenti e assembramenti sociali, con misure stringenti simili a quelle adottate dall’Italia. Chiusi i negozi di beni non necessari, mentre gli spostamenti saranno consentiti solo per fare la spesa, andare al lavoro (se necessario), fare attività fisica, o assistere una persona non autosufficiente. Chiuse tutte le scuole del Regno Unito "fino a nuovo avviso". Chiuse le scuole in Galles e Scozia. Sospese la massime serie dei campionati inglese e scozzese di calcio almeno fino al 4 aprile. Cancellata a Londra la festa di San Patrizio. Vietate in Scozia le riunioni che coinvolgono più di 500 persone.

Ungheria

Vietati tutti gli eventi al chiuso con più di 100 persone e quelli all’aperto con più di 500 persone. Chiuse anche le università del paese. Sarà interdetto inoltre l’ingresso nel paese ai viaggiatori provenienti da Italia, Cina, Corea del Sud e Iran, tranne per i cittadini ungheresi, che dovranno però rispettare una quarantena di 14 giorni. Chiuso anche il traffico areo, ferroviario e di autobus con Austria e Slovenia.

I paesi che hanno ripristinato i controlli alle frontiere interne all’area Schengen

Diversi Paesi dell’Unione europea e dello spazio Schengen hanno adottato autonomamente misure restrittive, reintroducendo i controlli alle frontiere con gli altri paesi. Ad oggi, hanno già notificato alla Commissione europea di aver reintrodotto i controlli alle frontiere: Austria, Repubblica ceca, Danimarca, Ungheria, Lituania, Polonia, Germania, Estonia, Portogallo, Spagna, Finlandia, Belgio, Svizzera e Norvegia. Per quanto riguarda invece le frontiere esterne all’UE, tutti i Paesi membri, eccetto l’Irlanda, e tutti gli Stati dell’area Schengen hanno applicato la proposta della Commissione europea di una restrizione temporanea per i viaggi non necessari dai Paesi terzi i a causa del Coronavirus.